Biografia Paolo Sarpi |
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Si distinse presto per le sue capacità di studioso, sia nel settore umanistico sia in quello scientifico, come ebbero modo di osservare i suoi amici Fulgenzio Micanzio (suo primo biografo) e Galileo Galilei (Sarpi, in età matura, fu artefice dei rapporti che Galileo ebbe con il governo veneziano in merito al telescopio).
Nel 1572 assunse vari incarichi presso i Gonzaga di Mantova, tra i quali quello di teologo di corte; successivamente ricoprì anche prestigiose cariche all'interno dell'ordine religioso di cui faceva parte.
Sostenendo gli ideali di una Chiesa aliena da interessi materiali e politici, entrò in contrasto con le autorità ecclesiastiche controriformistiche, tanto che nel 1607 venne scomunicato, coinvolgendo nello scontro con Roma la Repubblica di Venezia, presso la quale operava come teologo e canonista; nello stesso anno, proprio per le sue idee antipapali, subì un grave attentato.
Nell'opera Storia dell'interdetto, il cui argomento è proprio il conflitto tra papa Paolo V e Venezia, Sarpi riaffermò, modernamente, la necessità di separare il potere spirituale da quello temporale.
La sua opera più celebre, pubblicata a Londra nel 1619 con lo pseudonimo di Pietro Soave Polano, è l'Istoria del Concilio tridentino, nella quale si analizza mezzo secolo di storia della Chiesa, cercando di individuare con obiettività ed equilibrio le cause del rafforzarsi delle mire temporali delle gerarchie ecclesiastiche.
Il suo stile, caratterizzato da semplicità strutturale e dall'uso di un registro linguistico medio, rifugge la ricercatezza retorica tipica del suo tempo, nell'evidente intento di farsi comprendere da un vasto pubblico.
Paolo Sarpi morì a Venezia nel 1623.
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