Biografia Kostěs Palamŕs |
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Kostěs Palamŕs, nato a Patrasso il 13 gennaio del 1859, rappresenta una delle figure piů importanti della letteratura neogreca e un vero e proprio simbolo di resistenza per tre generazioni di greci (fu infatti il primo poeta a esprimere i tormenti nazionali e le aspirazioni di libertŕ del popolo greco). E’ stato incluso tra i quattro grandi autori greci moderni (insieme a Giorgos Seferis e Odysseus Elytis - entrambi premi Nobel per la poesia - e a Yannis Ritsos, proposto nove volte senza successo per il Nobel). Studiň a Missolonghi e si formň ad Atene, divenendo il padre indiscusso della Nuova Scuola di Poesia Ateniese, chiamata anche Scuola Palamiana, da lui fondata nel 1880 in opposizione al romanticismo e alla Katharevusa (la stilizzata e arcaica lingua letteraria greca). Raggiunse ben presto il prestigio di un ascoltato maestro, in grado di influenzare il clima politico-intellettuale del suo tempo. Lo scrittore francese Romain Rolland lo considerava il piů grande poeta europeo: in effetti, fu nominato piů volte per il premio Nobel senza vincerlo. Tra il 1897 e il 1926 insegnň all’Universitŕ di Atene.
Scrisse prose di critica (tra le quali “La mia poetica” del 1933), novelle (inclusa “La morte del prode” del 1901, tradotta in Italia nel 1940), il dramma moderno “Trisévgeni” (1903), la tragedia “Nobilissima” (1903), una raccolta di racconti (1920) ma soprattutto numerose e interessanti raccolte di poesie, composte rinunziando all’esagerata emotivitŕ dei romantici e guardando da un punto di vista estetico ai poeti francesi decadenti e simbolisti. Dal punto di vista tematico, si rivolse all’amato antico e moderno mondo ellenico del quale ridisegnň storia, mitologia e filosofia. Tra queste raccolte ricordiamo: “Canti della mia patria” (1886), “Inno ad Atena” (1889), “Gli occhi della mia anima” (1892), “Giambi e anapesti” (1897), “Tomba” - un’elegia scritta per la morte del figlio - (1898), “Vita immutabile” (1904), “Il dodecalogo dello zingaro” - un poemetto polimetro in 12 canti d’impostazione epica dedicato a un evento leggendario svoltosi durante la caduta di Costantinopoli - (1907), “Il flauto del Re” (1910), “I crucci della laguna” (1912), “Altari” (1915), “I contrattempi” (1919) e “Le notti di Femio” (1935). Postume furono pubblicate le “Lettere a Rachele”.
Amň i temi patriottico-popolari e seppe parlare al cuore del suo popolo, che lo amň considerandolo il Poeta Nazionale per eccellenza. Assimilň con abilitŕ tutte le correnti europee contemporanee e pose le basi per la moderna poesia neo-ellenica portando nei suoi testi, con l’uso della parlata viva del popolo, il “demotico” (divenuto una varietŕ del greco moderno) e contribuendo cosě in modo rilevante alla diffusione della lingua volgare e all’evoluzione verso la modernitŕ della letteratura greca.
Insieme al grande compositore greco Spyros Saramas (1861-1917) - tra gli iniziatori della moderna canzone greca - scrisse per la prima edizione dei Giochi olimpici moderni (tenutasi ad Atene nel 1896) l’Inno Olimpico, che oggi apre i Giochi olimpici.
Kostěs Palamŕs morě ad Atene il 27 febbraio del 1943 e i suoi funerali, che si svolsero durante l’occupazione tedesca, diventarono l’evento piů importante della Resistenza greca.
Di Silvia Iannello
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