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Biografia Igino Giordani |
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Nato nel 1894 a Tivoli, primo dei sei figli di Orsolina e Mariano muratore, si avvia agli studi per l?aiuto di un benefattore. Nel 1915 è chiamato alle armi nella prima guerra mondiale. Ufficiale in trincea, confesserà poi di non aver mai voluto sparare al nemico, meritandosi comunque la medaglia d?argento per l?ardire e la generosità, insieme a ferite che lo angustieranno per tutta la vita. Laureato in lettere, si dedica all?insegnamento a Roma e sposa Mya Salvati, intessendo una storia d?amore sempre più delicata e forte, dalla quale nasceranno quattro figli: Mario, Sergio, Brando e Bonizza.
Negli anni ?20 comincia il suo impegno politico.
Conosce Don Sturzo, che lo sceglie come capo ufficio stampa del neonato Partito Popolare. Piero Gobetti gli pubblica il libro Rivolta Cattolica, definendolo ?sintesi di pensiero cattolico nuovo?. Fonda il periodico Parte Guelfa. E già negli anni ?24 e ?25 elabora e diffonde idee sulla ?Unione delle Chiese? e sugli ?Stati Uniti d?Europa?.
Abbandonata per motivi politici la scuola pubblica, nel 1927 trova lavoro presso la Biblioteca Vaticana, dove riesce a far assumere anche Alcide De Gasperi, appena uscito dalle prigioni fasciste. Diviene direttore di Fides, la rivista della ?Pontificia Opera per la preservazione della Fede?. Collabora al periodico Il Frontespizio di Piero Bargellini, stringendo rapporti col vivace movimento letterario fiorentino.
Nel 1944 dirige Il Quotidiano, il nuovo giornale dell?Azione Cattolica del secondo dopoguerra; in seguito succede a Gonella nella direzione de Il Popolo.
Il 2 giugno 1946 viene eletto deputato ed entra a far parte di quei ?padri costituenti? che hanno posto le fondamenta ideali della Repubblica italiana. Sarà rieletto ancora nel 1948, e nel 1950 diverrà membro del Consiglio dei popoli d?Europa a Strasburgo.
In sintesi, Giordani è stato politico militante, non per ambizione, ma per amore e servizio alla comunità in momenti difficili. Negli anni ?20 lotta con coraggio per la libertà di fronte alla dittatura. La forte connotazione etica del suo impegno politico gli vale l?emarginazione sotto il regime: periodo di intelligente, continua "resistenza culturale", in cui esalta nei suoi libri i valori della libertà e di un ordine diverso.
Il periodo dal ?46 al ?53 è quello più creativo e vivace, con iniziative audaci e profetiche per la pace tra le classi e tra i popoli, e un timbro originalissimo: la ormai famosa ?ingenuità?, che lo porta su posizioni scomode, come l?obiezione di coscienza, il no alle spese militari, il no alla demonizzazione dei comunisti, ? Una ?ingenuità? che lo mette presto fuori gioco (non viene rieletto nel ?53) ma che oggi lo fa riscoprire come (sono parole dello storico De Rosa) ?un politico dell?anti-politica, non fatto per tutte le stagioni, non disponibile alle ragioni del potere per il potere?.
Come scrittore, ha pubblicato oltre 100 opere (una media di quasi due all?anno), tradotte nelle principali lingue, senza contare i saggi, gli opuscoli, gli articoli (oltre 4000), le lettere, i discorsi.
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