Biografia Giuseppe Trezza |
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Giuseppe Trezza (Passiano, SA 1876 - 1955) fu animato da costante zelo e inesauribile carità: le sue iniziative si estesero in vari campi, da quello caritativo-assistenziale a quello letterario e divulgativo.
La sua fu una vita spesa per il prossimo nella consapevolezza del ministero sacerdotale, che egli intese “non signoria ma servitù” o ancora “sacrificarsi per gli altri”. Fu nominato canonico nel 1929 e fu professore di italiano e latino, insegnando al ginnasio “Carducci” e al liceo della Badia fino al 1946. Ogni momento culturale della città metelliana lo vide presente. Le occasioni non mancavano: dalla commemorazione del can. Aniello Avallone, fondatore della Biblioteca che da lui prende il nome (15 luglio 1903), all’inaugurazione del monumento ai Caduti alla presenza del re Vittorio Emanuele III il 9 giugno 1929.
Negli anni del primo dopoguerra fu il canonico Trezza ad interessarsi per la sistemazione della Cappella dei Caduti, annessa al Duomo, nella quale furono deposti 40 degli oltre 300 cavesi caduti nella I guerra mondiale. Fu autore di una monografia su Alfonso Balzico, pubblicata nel 1913. Qui, nell’introduzione, egli afferma che lo riempiva di orgoglio
il pensiero che lo scultore, autore di opere famose, tra cui il monumento a Vittorio Emanuele II a Napoli, fosse un cavese.
Il canonico Trezza mise in rilievo la valenza storica di Cava de’ Tirreni soprattutto in un volumetto: “S. Maria dell’Olmo”. In esso evidenzia le testimonianze romane esistenti sul territorio, come alcune tombe rivenute alla profondità di circa 6 metri nel giardino dell’Hotel de Londres.
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