Biografia Enki Bilal |
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Fumettista, regista, illustratore, Enki Bilal, nato a Belgrado nel 1951 è uno degli autori più complessi e affascinanti del mondo del fumetto. Insieme a Moebius, è considerato il maestro dell’arte sequenziale francese, con le sue complesse architetture narrative e iconografiche, grazie alle quali ha dato una forte sterzata al fumetto francobelga.
A partire dalla Crociera dei dimenticati, primo volume di un lungo sodalizio con lo sceneggiatore Pierre Christin, Bilal ha saputo ben trasporre gli inquietanti tormenti della sua nazione, la Jugoslavia, che a distanza di decenni, ancora non sollevata dalle enormi devastazioni provocate dalla Seconda guerra mondiale, si è gettata in una lotta fratricida sfociata in guerra civile.
«D opo la Shoah, lo sterminio degli Ebrei, credevo che mai più si sarebbe potuto uccidere per ragioni religiose o etniche», sostiene Bilal i n una intervista rilasciata al mensile Max. «Cinquant’anni dopo c’è stata la Jugoslavia. E’ successo ancora, non si è mosso niente. Non sono pessimista, sono realista, lucido. E’ un problema di memoria collettiva, per questo nel mio libro la memoria individuale del protagonista coincide con quella di un secolo».
L’autore si riferisce all’opera Il sonno del mostro, storia sulla memoria individuale, collettiva e prospettica, nella quale si mescolano le immagini scritte dell'esplosione della Jugoslavia, e immagini dipinte di una strana coniugazione tra passato-presente-futuro.
Nell’opera si trovano molti dei temi cari all’autore: un mondo in preda al caos e popolato da esseri viventi spaesati e confusi, alle prese con la violenza e una inquieta ricerca di identità e di felicità; le manipolazione delle idee e della mente umana; la clonazione e corruzione del corpo e dell’anima; la decadenza del mondo; la memoria collettiva. Ma anche, e soprattutto, l’amore .
Tuttavia il vero capolavoro è la trilogia Nikopol , composta da La fiera degli immortali, La donna Trappola e Freddo equatore. Trasposta anche in film, Immortel ad vitam, l’opera rappresenta il momento più alto e apocalittico della visione del futuro per Bilal, che così la descrive: «La Trilogia Nikopol (come nell’antica Grecia?) è una trilogia nello stesso tempo libera e legata. Libera per me, suo autore, in tutti i sensi del termine. Cito, in ordine sparso: libera nell’ispirazione, nel filo narrativo, nella costruzione del tempo e libera dalla razionalità, dalle costrizioni sulla documentazione e anche dalla scelta dell’edizione. Ma non libera da legami, poiché strettamente tenuta insieme da una cronologia dei personaggi e da un desiderio, costante a ognuna delle tre tappe, di calarsi nel contemporaneo attraverso delle false arie di mutamento temporale… L’essenziale è di non farne una tragedia (greca)».
Negli ultimi anni ci sono stati molti eventi dedicati a Bilal, ma la mostra Magma, al salone internazionale del fumetto di Napoli ComiCon 2000, con una oculata scelta di opere tratte dall’intera produzione dell’artista (per un totale di circa cento tavole) ha sfondato il muro delle emozioni permettendo ai presenti di vedere un futuro cupo e senza speranza, che è forte monito a mettere l’amore al centro del mondo per non rendere realtà le più tristi paure. In Italia Enki Bilal è stato edito da Fabbri-Dargaud, Edizioni Nuova Frontiera, Rizzoli Milano Libri, Editori del Grifo, Alessandro Editore e Hazard Edizioni.
Emanuele Di Giorgi
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