 Con questo libro De Martino intese dare una ricostruzione dell'et magica come momento di sviluppo della storia dello spirito. Essa un'epoca in cui i confini tra uomo e natura, tra soggetto e oggetto sono ancora incerti. Ma anzich risolversi in una partecipazione mistica, come riteneva l'etnologia di ispirazione irrazionalista, questa incertezza crea un dramma: quello della "crisi della presenza", del rischio per l'uomo di essere annullato da forze naturali incommensurabili e incontrollabili. La magia appare cos come un insieme di tecniche per riscattarlo da questa crisi e rassicurarlo del proprio "esserci". Attraverso un'accurata scelta di reperti etnografici, De Martino rievoca plasticamente, in pagine indimenticabili, i momenti di tale dramma. Egualmente distante da irrazionalismo e razionalismo, che diversamente rimuovono il carattere storico di tale dramma, De Martino mostra come il soggetto umano sia esso stesso un prodotto storico la cui genesi si situa appunto nell'et magica. La posizione teorica di De Martino, al crocevia tra idealismo, esistenzialismo e marxismo e affacciata sui problemi della parapsicologia e della psicoanalisi, talmente ricca di stimoli e di tensioni che mantiene ancora oggi intatta la sua forza di suggestione. |