Recensione Child Lee Il nemico - Le prime pagine
"La donna morta aveva i capelli lunghi e grigi e indossava una camicia da notte di flanella bianca ricamata. Era stesa sul fianco, con i piedi quasi sulla soglia dello studio. Braccia e gambe erano divaricate, come se fosse caduta correndo. Seminascosta sotto di lei c’era una doppietta. Parte della testa era infossata: vedevo sangue e materia cerebrale tra i capelli. Altro sangue si era raccolto sul pavimento di quercia, scuro e appiccicoso.
Entrai in corridoio e mi fermai a un metro di distanza dal corpo. Mi accucciai e le tastai il polso. La pelle era molto fredda e non c’era battito.
Rimasi chino ad ascoltare. Niente. Mi protesi per esaminare la testa: era stata ferita con un oggetto duro e pesante; un solo colpo, ma decisivo. La lesione aveva la forma di una trincea: larga quasi due centimetri e mezzo e lunga più di una decina. Il colpo era arrivato da sinistra e dall’alto. La donna era rivolta verso la cucina sul retro della casa. Mi guardai attorno e le lasciai il polso, poi mi alzai ed entrai nello studio. Il pavimento era quasi interamente ricoperto da un tappeto persiano. Vi camminai sopra e immaginai di udire dei passi agitati, leggeri, provenire dal corridoio nella mia direzione, di impugnare il piede di porco che avevo usato per forzare la serratura e di farlo oscillare quando il bersaglio fosse stato in vista, superata la soglia."
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