 Dopo aver dato voce ai giorni e alle stagioni, al tempo che fu e a quello presente, all'amicizia e alla vecchiaia, Enzo Bianchi ci accompagna, con questo libro, in un'esplorazione della natura e dei suoi elementi. Protagonisti di queste meditazioni, infatti, sono le cose: le cose che non possono parlare, che non possono muoversi, ma che riescono ugualmente a comunicare. Il loro linguaggio, ci racconta Bianchi, non fatto di parole, eppure si pu ugualmente percepire, come una vibrazione, come un'onda, come un canto soffuso. Basta ascoltare con umilt, osservare con occhi attenti. Accompagnando l'autore per le strade che circondano il monastero di Bose o nei suoi numerosi viaggi, si incontrano cosi pietre che sono fiori che non appassiscono, alberi sentinella che indicano la strada giusta da prendere, rocce che invitano a fermarsi e a riposarsi sul ciglio della strada o ghiacciai che cantano come giovani spose adornate con la schiuma delle cascate. Quello che scaturisce da queste pagine un'ipotesi di vita morale, il racconto della storia di un uomo e insieme della nostra storia, della storia della terra e del cosmo. Enzo Bianchi ci conduce in un viaggio nel tempo e nella vita che risiede nella natura che ci circonda, la natura da cui siamo nati e in cui torneremo a scorrere. |