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Recensione Stephen King Intervista
Dal sito ufficiale di Stephen King (06-06-02)
Un'intervista con Stephen King
di Stephen King
[Stephen King si è seduto con sè stesso la sera del 3 giugno 2002, per discutere i progressi degli ultimi tre romanzi della Torre Nera, e parlare un pò di quello che i lettori devono aspettarsi. E quando.
L'intervista è terminata con la partita dei Red Sox ancora in corso, ma è giusto far notare che hanno finito per perdere. Del resto, anche gli Yankees.]
Steve: Grazie mille per aver trovato il tempo di parlare un pò della Torre Nera con i visitatori del tuo sito.
S.K. Bè, in fondo è anche il tuo sito, sai.
Steve: Vero.
S.K. E questa intervista dovrà essere davvero breve, perchè stasera stanno giocando i Red Sox. Comunque, ho controllato proprio ora, e Pedro ha appena servito un home run al battitore dei Tigers, quindi direi che non è più una priorità.
Steve: La faremo breve comunque. Giusto come curiosità personale, trovi difficile intervistarti da solo?
S.K. No. Credo che tutti gli scrittori parlino con sè stessi. Questo è solo un altro modo di farlo.
Steve: Cosa stai ascoltando in questi giorni?
S.K. Bè, il nuovo disco di Eminem è una gran figata. Quel tipo è divertente, in gamba, e a volte shockante. Queste sono le cose che cerco nel rock and roll.
Steve: Eminem è un rapper.
S.K. E' tutto rock and roll per me, anche se Eminem può non essere d'accordo. In effetti, ora probabilmente mi farà chiamare da questo suo amico Slim Shady e mi dirà andare a farmi fottere.
Steve: Visto qualcosa di bello al cinema?
S.K. "Unfaithful" (ancora non arrivato in Italia - ndt). Buona suspense e bellissima fotografia. Tutti non fanno che parlare di Diane Lane, ma io sono rimasto colpito dall'ottima performance di un Richard Gere molto essenziale.
Steve: Visto "L'attacco dei cloni"?
S.K. (ride) Sembri quella pubblicità che dice: "Preso il latte?" No. Andrò la prossima settimana credo. Ho aspettato che si sfoltissero le folle. Probabilmente mi piacerà. La gente ha preso la cattiva abitudine di aspettarsi troppo da questo tipo di film - fin dal primo, hanno amato questa sorta di remake di quelle serie che devono aver fatto impazzire George Lucas da ragazzo, tipo Flash Gordon/Buck Rogers. Ed è espresso chiaramente da titoli come "Una nuova speranza" o "L'attacco dei cloni", o quello che è. E i critici si arrabbiano perchè si trovano davanti a popcorn movies invece che a Truffaut.
Steve: Ok, torniamo al lavoro.
S.K. Ok, ma ti sono rimasti solo dieci minuti.
Steve: Allora perchè mi hai fatto perdere tempo, blaterando di George Lucas o Eminem?
S.K. Era anche il mio di tempo, se capisci cosa intendo.
Steve (sighs): Va bene, a che punto sei con la Torre Nera?
S.K. Bene, il quinto libro, Wolves of the Calla, e il sesto, Song of Susannah, sono entrambi conclusi. Direi che l'ultimo libro, che si chiamerà semplicemente The Dark Tower, è circa a un terzo dal completamento. Formano un manoscritto di 1900 pagine dallo scorso luglio. E' senza dubbio il più grande progetto che abbiamo mai intrapreso, e ci sto mettendo tutto quello che ho dentro. Compreso un pò di mestiere, in realtà. Ma sono stanco, quindi...
Steve: Un pò di vacanza, giusto?
S.K. Sì. Ho bisogno di mollare per un pò e ricarirmi le batterie.
Steve: Quanto tempo?
S.K. Se lo schermo del computer rimane nero e riesco a stare lontano da un block-notes, un mese potrebbe andar bene. Sarò diventato pazzo per il 4 luglio, ma dovrei essere riposato e pronto a ricominciare.
Steve: Soddisfatto finora?
S.K. Non so bene come mi sento. Strano, immagino. Ricordati che questo progetto riguarda trent'anni della mia vita, e molti altri libri che ho scritto hanno tutto questo come base. Mi sento un pò come Cal Ripken, che fa il suo viaggio di addio per tutti gli stadi dell'American League. Ma nella tranquilla stanza in cui lavoro, nessuno applaude. Spero soltanto che qualcuno lo farà quando leggerà le pagine. Devi considerare che per molti dei miei lettori, Roland il pistolero non ha mai rappresentato una priorità. I libri della Torre Nera sono... bè, differenti.
Steve: Padre Callahan de Le notti di Salem sarà presente in questi libri, vero?
S.K. Sì. Anche Ted Brautigan da Cuori in Atlantide, Sheemie il garzone della taverna da La sfera del buio …anche Dinky Earnshawe dal racconto Everything's Eventual (ancora inedito in Italia, ma contenuto nella raccolta omonima - ndt).
Steve: Chi si sta occupando dei disegni per le edizioni Donald Grant?
S.K. Gente in gamba. Gente straordinaria, anzi. Berni Wrightson si occuperà delle illustrazioni di Wolves of the Calla. Ho già visto qualche bozza, roba fottutamente buona. Darrel Anderson illustrerà Song of Susannah, e spero che Michael Whelan accetterà di lavorare sull'ultimo volume, The Dark Tower.
Steve: Wow, è lo stesso che si è occupato del primo, vero?
S.K. Sì, ed è la sua versione di Roland che ho sempre in mente quando scrivo. Spero davvero che accetti. Sarebbe l'unico ad aver illustrato due volumi della saga, ma visto che è stato lui ad iniziarla, sarebbe molto bello se potesse anche concluderla. Alfa e omega, ragazzi.
Steve: Domandone. Quando saranno pubblicati?
S.K. Impossibile rispondere visto che i libri ancora non sono conclusi. Mettiamola così. Se va tutto in maniera perfetta - roba da quel mondo dei sogni dove fai sempre fuori campo e vinci l'Oscar - Wolves sarà pubblicato dalla Donald Grant verso la fine del 2003. Song e Tower seguiranno a breve..
Steve: Intendi dire, tre mesi l'uno dall'altro?
S.K. Grosso modo sì.
Steve: Se parliamo di libri molto voluminosi, saranno articoli piuttosto costosi - la Grant fa un gran bel lavoro, e ci sono le illustrazioni.
S.K. Saranno costosi, certo. Le edizioni della Grant sono sempre state poco economiche, sin dal primo volume, The Gunslinger.
Steve: I fan penserando che li stai strizzando?
S.K. Non so. Spero di no, perché non è vero. Conosci quel detto che dice che non puoi fare contenti tutti allo stesso tempo? Ai vecchi tempi della Torre [1982, 1987, 1992] ricevevo lettere di fan esasperati perché non riuscivano a trovare i libri a nessun prezzo, perché erano edizioni limitate. L'idea che chi ha i soldi possa ottenere tutto quello che vuole mi fa impazzire, ma lasciamo perdere per stasera. In questo caso, ci saranno libri per chiunque li desideri, quindi per lo meno niente lamentele in tal senso. A meno che qualcosa non vada storto, possibilità che non si può escludere. Ma, per me, si tratta di una decisione personale. La Grant ha voluto Roland di Gilead quando nessuno, nemmeno la mia casa editrice a larga diffusione, voleva altro da me che non fossero storie horror. Ho iniziato con la Grant, e anche che se Don è andato a godersi la pensione in Florida, credo, con la sua bella moglie, ho intenzione di finire con la Grant. Ora al timone c'è Robert Wiener, uno che decisamente ci sa fare. Pronto a fargli il saluto e a chiamarlo capitano quando vuole, te lo posso dire.
Steve: E per i paperback? Dovrebbero essere più accessibili.
S.K. Sì. Non voglio spennare nessuno per questi libri. Se le cose vanno come spero che vadano, le edizioni paperback seguiranno a ruota gli hardback. Molto più economici.
Steve: Un sei mesi in più di attesa, diresti?
S.K. Sì, più o meno, ma non si è ancora lavorato su quello. I paperback saranno pubblicati dalla Scribner, avranno le illustrazioni e le note, e non costeranno un occhio della testa.
Steve: Che quantificato significa?
S.K. Posso solo tirare a indovinare.
Steve: Fallo.
S.K. Perché fai tanto il bastardo con me, stasera?
Steve: Io sono te. Fallo.
S.K. Merda, non lo so. Diciamo venti dollari l'uno, ma non prenderlo per oro colato.
Steve: E le edizioni tascabili della Pocket Books?
S.K. Anche quelle, presumo.
Steve: Un anno dopo.
S.K. Di solito è così, sì.
Steve: E per quelli che vogliono rimettersi in pari, che mi dici dei primi quattro volumi? Sono ancora disponibili le edizioni della New American Library?
S.K. Certo. La Signet sta rinnovando le copertine dei tascabili.
Steve: La Plume ripubblicherà i suoi paperback, che tu sappia? Avevano belle illustrazioni, quelli.
S.K. Lo spero, ma non ti so dire. Non ho più molti contatti con loro da quando è cominciata l'era Penguin Putnam alla Viking e NAL.
Steve: E ora Phyllis Grann ha mollato.
S.K. Già. Se n'è andata.
Steve: Commenti?
S.K. No. Quanto manca qui?
Steve: Due domande ancora, magari. La prima: le brevi sinopsi che c'erano all'inizio del secondo, terzo e quarto volume, compariranno anche nei successivi?
S.K. No. La Torre Nera è in realtà un unico romanzo. Chi ha seguito la storia fino a qui può semplicemente riprendere da dove ha lasciato. Per chi invece non ha mai letto la serie della Torre Nera... beh, Wolves of the Calla non è il punto migliore dove iniziare. Farebbero meglio a cominciare dall'inizio. Un riassunto sarebbe lungo come una novella ormai, e confonderebbe le idee. L'ultima domanda? I Red Sox hanno recuperato, 4-4 nel quarto inning.
Steve: Li finirai davvero questi libri?
S.K. Fino a che non scrivi FINE in fondo all'ultima pagina, non puoi essere sicuro; potrebbe arrivare una tempesta e affondarti la barca. Ne so qualcosa di tempeste, perché nella mia vita ne ho incontrate diverse. Posso dire che sto lavorando duro quanto posso, e fino ad ora sono soddisfatto del risultato. Sulla base della filosofia "un giorno alla volta", devo dire che mi sto divertendo, e questo di solito è un buon segno.
Steve: Ce la faranno Roland e i suoi amici a raggiungere la Torre? E se sì, cosa troveranno?
S.K. E' ora di andare a guardare un po' di baseball.
(fonte: StephenKing.com)
Traduzione www.CastleRock.it
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