Vicente Aleixandre, grande poeta spagnolo appartenente alla «generazione del
‘27» e premio Nobel nel 1977, nacque a Siviglia il 26 aprile del 1898 (110
anni addietro). Una grave nefrite tubercolare lo costrinse in una situazione di
semi-invalidità, obbligandolo a lasciare l’insegnamento e impedendogli di
partecipare alle importanti vicende storiche della Spagna dei suoi anni con
l’attivismo che avrebbe desiderato. La sua casa di Madrid, in via Velintonia,
divenne «la casa della poesia e dell’amicizia», rappresentando un vivo centro di
raccolta dei giovani poeti e degli intellettuali del tempo. Costretto in Spagna
dalla salute durante la Guerra Civile, collaborò con la rivista rivoluzionaria
“Hora de España” e a causa dei suoi atteggiamenti indipendenti non poté
pubblicare per un lungo periodo, e la sua poesia fu messa al bando. Non si sposò
mai e morì a Madrid, alla tarda età di 86 anni nel 1984. Ispirato dai poeti
spagnoli Juan Ramòn Jiménez e Pedro Salinas (il «poeta-professore») e da quello
nicaraguense Rubén Darío, esordì con il libro di versi “Ambito”, dedicato ai
radiosi paesaggi di Málaga in cui aveva vissuto durante l’infanzia; seguirono
volumi di liriche violente e appassionate, tra i quali “La distruzione o
l’amore” (1935), uno dei testi più intensi della poesia spagnola del 20° secolo.
I temi del poeta, tra neoromanticismo e surrealismo, ruotavano tra
l’identificazione dell’uomo col cosmo, la vita umana sentita come dolore e
imperfezione, l’amore erotico e la morte, il tempo e la solidarietà umana (egli
scrisse: «La solitudine e la meditazione mi hanno dato una consapevolezza, una
prospettiva che non ho mai perduto: quella della solidarietà col resto del
genere umano»). La poesia di Alexaindre influenzò diverse generazioni di
poeti spagnoli; senza di lui non potremmo immaginare né la poesia di Federico
Garcia Lorca (1899-1936) né quella di Rafael Alberti (1902-1999). Vicente amò
Federico García Lorca, al quale si sentiva affine per la poetica dell’amore e
della morte; scrisse di lui con parole che fremono: «Era tenero come una
conchiglia della spiaggia; innocente, nella sua tremenda risata bruna, come un
albero furioso; e ardente nei suoi desideri come un essere nato per la libertà»;
parlò delle poesie di Federico come di «prodigio di passione, entusiasmo,
felicità, tormento, puro e ardente monumento all’Amore, in cui la materia prima
è data dalla carne, dal cuore e dall’anima macerata del poeta». Nel 1944
Alexaindre pubblicò “Ombra del paradiso”, forse il suo capolavoro, pieno di
serena nostalgia; raccoglieva le poesie scritte durante il silenzio del periodo
di guerra. In “Il poeta”, Vicente così scriveva: «Sì, poeta: l’amore e il dolore
sono il tuo regno / Carne mortale la tua, che, stimolata dallo spirito, / arde
nella notte o si eleva nel potente mezzodì, / immensa lingua profetica che
lambendo i cieli / illumina parole che danno la morte agli uomini.». Del 1954 è
“Storia del cuore”, altra opera fondamentale per la cultura spagnola. In
seguito, i suoi testi poetici si fecero più metafisici e impregnati di desolato
disincanto (“In un vasto dominio”, “Poesie della consumazione” e “Dialoghi del
conoscere”). Quando gli fu conferito il Nobel nel 1977, Alexaindre non poté
andare a Stoccolma per motivi di salute e si fece rappresentare dall’amico e
traduttore Justo Jorge Padron, che lesse un suo testo nel quale tra l’altro così
scriveva: «Il poeta, quello veramente risoluto, è sempre un rivelatore; egli è,
essenzialmente, un indovino, un profeta. Ma questa “profezia” non è naturalmente
una profezia sul futuro; potrebbe avere anche a che fare col passato: essa è una
profezia senza tempo. Illuminatore, puntatore di luce, fustigatore del genere
umano, il poeta è il possessore di un Sesamo che in modo misterioso è, per così
dire, la parola del suo destino.». Secondo una famosa novella delle “Mille e una
notte”, la formula magica «Apriti Sesamo» è l’unica in grado di aprire la porta
che sbarra una caverna, e «Sesamo» per Alexaindre è l’intervento prodigioso, la
parola miracolosa a disposizione del Poeta.
Di Silvia Iannello
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