Piccolo fiore e Regina d'Autunno, amate compagne di viaggio nei meandri del forum, vi ringrazio per la vostra gradita attenzione ai miei post. Allora in questo thread come “premio” ve ne offro un altro, l’ultimo, in questo “fausto” giorno che la Chiesa dedica a tutti i santi.
A proposito di questi, lo sapete che dal noto detto “Tutti i Salmi finiscono in gloria” (perché terminano con la parola “gloria”) deriva quello popolare in uso da tempo a Roma, ma non solo: “
Tutti i santi finiscono in gloria” ? E’ un modo ironico per affermare che di alcuni eventi si conosce l’esito sin dall’inizio.
Oggi, 1 Novembre, il calendario liturgico della Chiesa cattolica celebra la “Festa di tutti i santi” (in lingua latina Festum Omnium Sanctorum), detta anche “Solennità di Ognissanti” (“Sollemnitas Omnium Sanctorum”). Tra i santi sono compresi anche quelli non canonizzati.
I martiri per la fede furono tanti e in tempi diversi, perciò la Chiesa, nella convinzione che ogni martire dovesse essere venerato, scelse un giorno da dedicare a tutti.
L’idea della commemorazione liturgica collettiva di tutti i martiri nacque nel IV secolo nelle comunità cristiane in Oriente, ma ognuna commemorava in date diverse. Per esempio, ad Antiochia di Siria nella domenica successiva alla Pentecoste, a Edessa il 13 maggio.
Il 13 maggio fu anche la data che s’impose in Occidente. Venne scelta dal papa Bonifacio IV. Quel giorno dell’anno 610 questo pontefice, a Roma, dedicò il Pàntheon [che in lingua greca significa (tempio)“di tutti gli dei” (pagani)] alla Vergine Maria e a tutti i martiri con il nome di “Sancta Maria ad Martyres” (Maria è considerata la regina di tutti i santi, testimoni di Dio), stabilendo l’annuale celebrazione, che attirava molti fedeli e anche pellegrini.
Il Pantheon fu fatto costruire nel 27 a. C. da Marco Vipsanio Agrippa, genero dell’imperatore Cesare Ottaviano Augusto. L’edificio originario era di dimensioni ridotte rispetto a quello attuale, fatto riedificare dall’imperatore Adriano tra il 118 e il 125 d. C.. Dal IV secolo cominciò ad essere abbandonato e successivamente saccheggiato dai cosiddetti “barbari”.
Nel 609 l’imperatore bizantino Foca donò il Pantheon a papa Bonifacio IV che l’anno successivo consacrò il sacro edificio, come sopra detto, dedicandolo alla Vergine Maria e a tutti i martiri, schiera collettiva cristiana contrapposta a tutti gli dei pagani.
Sia in Oriente sia in Occidente oltre ai martiri iniziarono a commemorare nella stessa data del 13 maggio anche chi non era stato martirizzato ma aveva dimostrato di essere testimone della fede in Cristo, oppure era stato “confessore”, termine che veniva usato come sinonimo di martire, per indicare dal III secolo i cristiani condannati alla prigione e alla tortura. Fra il IV e il V secolo alla parola “confessore” fu attribuito anche il significato di “martire bianco” per indicare chi aveva sacrificato la propria vita all’ascesi.
Papa Gregorio III, che pontificò dal 731 al 741, per contrastare le resistenze del paganesimo nel Nord Europa, spostò la festa di “Tutti i santi” dal 13 maggio all’1 novembre, per sovrapporla alla festa celtica di Samhain (Halloween). Inoltre, per dare vigore al culto tributato a Roma, fondò un oratorio nella basilica di San Pietro, dedicandolo “ in honorem Salvatoris, Sanctae Dei genetricis semperque virginis Mariae dominae nostrae, sanctorumque apostolorum, martyrum quoque et confessorum Christi, perfectorum justorum (= "in onore del Salvatore, della Santa Madre di Dio e sempre Vergine Maria nostra Signora, e dei santi apostoli, dei martiri e dei confessori di Cristo, dei giusti perfetti).
Nel IX secolo in Irlanda, Inghilterra, Baviera e in alcune zone della Gallia si celebrava al primo novembre una festa che il calendario irlandese di Oengus denomina “dei santi d’Europa”.
Un altro pontefice, Gregorio IV, nell’anno 835 decretò che la festa di “Tutti i Santi” diventasse festa di precetto. Sollecitato dai vescovi francesi, questo papa chiese ed ottenne da Ludovico il Pio, re dei Franchi e sovrano dell’impero carolingio dall’814 all’840, di estendere la festa in onore dei martiri a tutti i territori a lui soggetti. Il decreto fu emanato, “omnibus regni et imperii sui episcopis consentientibus” ("essendo d'accordo tutti i vescovi del suo regno e impero"), e da quel momento la celebrazione, da festa locale di Roma e di altre comunità cristiane, cominciò ad essere una festività religiosa diffusa in Europa.
Ma ci vollero ancora vari secoli perché l’1 Novembre diventasse in tutta la Chiesa d’Occidente la data di commemorazione di tutti i santi. Fu papa Sisto IV a renderla obbligatoria in occasione del Giubileo nel 1475.
“Ognissanti” è considerata nel nuovo calendario liturgico una solennità, cioè fa parte delle feste più rilevanti, perché secondo la Costituzione “Sacrosanctum concilium”, emanata dal Concilio Vaticano II, nell’anniversario della commemorazione dei santi la Chiesa proclama il mistero pasquale, realizzato nei santi che hanno sofferto per Cristo. Essi hanno offerto la propria vita col “martirio rosso” (i veri martiri) e con il “martirio bianco” (gli asceti).
In questo giorno la Chiesa cattolica propone la lettura del brano evangelico dedicato alle Beatitudini, per celebrare la strada verso la santità.