Accade allora che guardi un tramonto, mentre gli ultimi raggi illuminano l'orizzonte, immaginando un viaggio oltre l'orizzonte. Un viaggio che ti conduca oltre quella corona di montagne che da sempre limitano lo sguardo e sembra che nascondano terre e oceani...o forse una nuova vita, un nuovo amore...oltre il confine, là dove il sole va a riposare.
La vidi in sogno, era bruna di capelli, grandi occhi scuri da cerbiatta, la pelle olivastra e profumata, di un profumo che sa di foresta e piante di sottobosco. Fresca come l'acqua di un torrente, quando scende gorgogliante e vociante, come le creature di quel bosco a cui dà vita.
Lei mi parlò della sua terra, del sole che la illumina e del mare che promette la vita con i suoi frutti.
Ma mentre parlava, ecco che d'improvviso mi colse un bisogno irrefrenabile di stringerla a me, sentirla nella sua fisicità fino ad avvertirne il fremito del corpo che si accostava a me, fiducioso e desideroso di me, di noi.
Fu un tempo che durò un'eternità, o forse pochi istanti, ma che importa se quello fu il mio tempo, il nostro tempo.
Fu l'incanto di un incontro o la condivisione delle nostre esistenze, che in quella dimensione ed in quel luogo poterono essere un tutt'uno.
Le lacrime sgorgarono, ad un tempo liberatorie e dolorose, nel momento in cui la lasciai per compiere il viaggio del ritorno alla vita.
Ora che sono sveglio, mi rendo conto che Lei non c'é al mio fianco. O forse non c'è mai stata.
Mi attende solo quel viaggio.
Oltrepasserò la corona di montagne e navigherò quel mare per ritrovarla.
In un momento, che sarà l'Infinito, nel ritrovarla coglierò l'essenza stessa dell'Amore che tutto muove.
Ritroverò me stesso e non avrò più bisogno di altro tempo.