Scrittura creativa

Fuori Tema => Cogito ergo Zam => Topic aperto da: Doxa - Novembre 30, 2013, 09:24:47

Titolo: Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Novembre 30, 2013, 09:24:47
Tempo di Natale

E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.”  Dal Vangelo di Giovanni (1, 14)

L’ evento preliminare della natività di Gesù  è l’annunciazione dell’angelo Gabriele a Maria, la futura madre, della nascita di Gesù  Cristo.

Il secondo annuncio angelico è quello dedicato a Giuseppe, promesso sposo di Maria e poi  padre legale o putativo di Gesù.

L’angelo annunciò alla vergine Maria il concepimento verginale e la nascita verginale di Gesù Cristo (Vangelo di Luca) e a Giuseppe, promesso sposo della donna, di non temere il matrimonio con lei (Vangelo di Matteo)

La Chiesa cattolica commemora il 25 marzo  l’”Annunciazione della beata vergine Maria”   

Come ogni data relativa agli eventi della infanzia di Gesù, anche quella del 25 marzo per l’Annunciazione  fu stabilita in riferimento a quella della nascita di Gesù il 25 dicembre, cioè nove mesi prima (durata della gestazione)  mancando al riguardo riferimenti precisi nei Vangeli.

La scelta del 25 marzo avvenne nel IV secolo dopo l’istituzione della festa del Natale il 25 dicembre, data vicina al solstizio invernale, mentre la data dell'Annunciazione è in prossimità con l'equinozio primaverile.

Per la liturgia la commemorazione dell’Annunciazione è considerata una festa dedicata a Gesù Cristo e non a sua madre Maria.

Tornando a Giuseppe.
L'improvvisa e sorprendente maternità di Maria suscitò in lui molti dubbi. Cosa fare ? Il libro della legge biblica, il Deuteronomio, afferma che "Se la donna fidanzata non verrà trovata vergine, la si farà uscire sulla soglia della casa paterna e la popolazione della sua città la lapiderà per farla morire, perché ha commesso un'infamia in Israele" (22, 20-21). Successivamente questa norma fu attenuata imponendo il ripudio.
 
L’evangelista Matteo narra che "Maria, promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme, si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe, suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre stava pensando questo, ecco apparirgli in sogno un angelo che gli disse: Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quello che in lei è generato viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù; egli, infatti, salverà il suo popolo dai suoi peccati" (Mt 1, 18-21).

L’angelo invita Giuseppe a perfezionare il matrimonio con Maria, a superare ogni perplessità o sdegno, e ad assumere la paternità legale nei confronti del nascituro.

Nei vangeli di Luca e Matteo la verginità di Maria è di tipo teologico, perché  pensano che in Gesù c’è Dio.

L’evangelista Matteo costruisce la sua narrazione dell’infanzia di Gesù su una sequenza di citazioni bibliche, creando il contrappunto tra profezia ed evento. Joseph Ratzinger (Benedetto XVI) considera gli annunci profetici “parole in attesa” di essere comprese, come l’oracolo del profeta Isaia ((7, 14 e 8,8) al re di Giuda, Acaz, nel 734 a.C. sulla “giovane” che genera l’Emmanuele.  Questo nome significa "Dio è con noi"  e fu utilizzato da Isaia per indicare il Messia, perciò usato da Matteo nel suo vangelo come titolo attribuito a Gesù Cristo.  Ma il testo originale ebraico non coincide con quello evocato da Matteo, che dice:  "Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio" (1, 23), mentre Isaia  scrisse:  "Ecco, la giovane donna concepirà e partorirà un figlio". (7, 14). Il vocabolo ebraico usato dal profeta non è quello preciso della verginità (betulah), ma quello generico della donna abilitata al matrimonio ('almah). Certo, secondo la prassi sociale e la morale antica d'Israele, la donna da matrimonio doveva essere vergine fisiologicamente, ma il profeta non ha enfatizzato tale particolarità. 

La menzione della "vergine" da parte di Matteo potrebbe derivare  dalla versione greca dell’Antico Testamento (III-II secolo avanti Cristo) detta "dei Settanta". In essa la "giovane donna" di Isaia è tradotta col termine greco parthènos, che significa"vergine". Questo non implica che il giudaismo di quel tempo attendesse un concepimento verginale del Messia, ma solo che "una donna, che ora è vergine, concepirà" un bambino provvidenziale e straordinario.

Isaia annuncia il  "messia": vocabolo di origine ebraica  che significa re "consacrato", l’”unto di JHWH”, di Dio. Nelle antiche culture del Vicino Oriente la regalità era considerata un’investitura divina.  Nella cultura ebraica per l’investitura regale si preferiva la liturgia dell’unzione con l’olio di oliva anziché l’incoronazione del re d’Israele.

Nella religione ebraica si crede che nella storia dell’umanità debba comparire un uomo inviato da Dio, per redimere il mondo e per renderlo migliore. Nel cristianesimo la figura del Messia coincide con quella di Gesù Cristo quindi il Messia è già comparso sulla Terra e tornerà “alla fine dei tempi”. Il cristianesimo e il giudaismo polemizzarono vivacemente su tale scelta.

Il profeta ebraico Michea apre l’orizzonte messianico dicendo: “E tu, Betlemme di Efrata, così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, da te mi uscirà colui che deve essere il dominatore in Israele; …Dio li metterà  (gli israeliti) in potere altrui fino a quando colei che deve partorire partorirà.” (5, 1 – 2).  Betlemme è la patria del re David, e Michea afferma che in questo luogo nascerà un altro re David. L’evangelista Matteo considera Gesù Cristo come il  perfetto “figlio di David” , che nasce  nello stesso villaggio del grande re d'Israele e si rivela al popolo di Dio come il Messia atteso. Anche nel Vangelo di Giovanni  viene evidenziato che la Scrittura dice che il Cristo (Messia) verrà dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di David (7, 42).
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: nihil - Novembre 30, 2013, 11:42:38
insomma ( e poi chiamatemi eretica) abbiamo una ragazza madre che intorta per benino il povero vecchio Giuseppe, qualcuno che regge la parte e si traveste da Angelo Postino e noi che siamo qui da 2000 anni a dibattere.
Comunque, se non ricordo male, la verginità di Maria fu stabilità al tavolino durante un concilio, mi pare quello di Trento. Indi...Giuseppe la voleva cacciare perchè sapeva benissimo di non avere partecipato all'evento, non lo fa probabilmente perchè gli ci voleva una donna in casa per le faccende e poi non ci teneva certo a divulgare i fatti di famiglia. :prtr:

Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 01, 2013, 09:06:09
/2

L’annunciazione angelica a Maria del concepimento di Gesù per opera dello Spirito Santo, una comunicazione dell’angelo a Giuseppe per convincerlo a sposare Maria, altri messaggi da parte degli indaffarati angeli dopo la nascita del Figlio di Dio: l’avviso ai pastori e altre due  informazioni a Giuseppe: la prima volta  per fargli evitare la “strage” di bambini “voluta” dal re Erode ed indurlo alla “fuga in Egitto” con la moglie ed il figlio, la seconda volta per dirgli che Erode era morto e poteva tornare in  Giudea.

Ma chi sono gli angeli  che permeano le pagine evangeliche ?  Sono creature incorporee, invisibili ed immortali. Contemplano Dio, lo glorificano, e sono i suoi messaggeri, dice il “Catechismo della Chiesa cattolica” (60). 

Per Agostino d’Ippona “La parola angelo designa l’ufficio, non la natura. Se si chiede il nome di questa natura, si risponde che è spirito; se si chiede l’ufficio, si risponde che è angelo: è spirito per quello che è, mentre per quello che compie è angelo." (Enarratio in Psalmum, 103, 1, 15)

Gli angeli, per chi ci crede,  sono una presenza “necessaria”, il ponte di comunicazione tra il trascendente e l’immanente, tra la divinità e l’umanità.

La Bibbia abbonda di nomi  angelici, indica diverse categorie di angeli, e ce li presenta come la “corte celeste” che celebra la gloria di Dio.

Nelle rappresentazioni artistiche le ali degli angeli appaiono tra la fine del IV secolo e gli inizi del V. In precedenza gli angeli venivano raffigurati senza ali, sebbene ci fossero indicazioni in merito. Nell'Antico Testamento ci sono notizie  sul volo degli angeli (Daniele, 9, 21); sulle  loro ali (Ezechiele, 1, 4-25; 10, 1-22).

La  voluta “dimenticanza” fu causata  sia dal timore di confondere gli angeli con l’iconografia pagana della “Vittoria” alata (Nike) e di Eros, anch’esso raffigurato con le ali nella pittura vascolare greca e romana. 

Dopo il cosiddetto “editto” (che invece è un rescritto) di Costantino nel 313, la nascente arte cristiana fece propri gli schemi di rappresentazione dell’iconografia romana, sicché gli angeli assunsero le pose della Vittoria alata pur mantenendo le proprie caratteristiche: l’aspetto maschile ed il vestiario (tunica dalmatica e pallio come mantello). Successivamente fu aggiunto l’attributo delle ali per sancire visivamente la natura spirituale degli angeli.

Nella Genesi c’è l’angelo giustiziere che caccia Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre. Gli angeli intervengono per punire gli Egiziani che tenevano in schiavitù il popolo di Israele. Un angelo appare nel “sacrificio di Isacco”, ecc..

I primi angeli “cristiani” nelle arti visive  appaiono nel medioevo, tra il VII ed il IX secolo:  sono esempi gli affreschi nell’ex abbazia di San Vincenzo al Volturno, in provincia di Isernia,  e  nella chiesa di Santa Maria foris portas nel comune di Castelseprio, in provincia di Varese.

A Firenze, nel convento di San Marco,  il Beato Angelico dipinse tra il 1440 ed il 1450  la scena dell’annunciazione dell’angelo a Maria.

(http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/1b/ANGELICO%2C_Fra_Annunciation%2C_1437-46_%282236990916%29.jpg/300px-ANGELICO%2C_Fra_Annunciation%2C_1437-46_%282236990916%29.jpg)

Secondo la tradizione cristiana  di origine medioevale, gli angeli sono organizzati in differenti ordini, detti "cori angelici".

Il teologo e filosofo bizantino Dionigi Areopagita (pseudonimo usato da un anonimo nel V o VI secolo) nel “De Coelesti hierarchia”  indica le lettere dell’apostolo Paolo agli Efesini (6,12) ed ai Colossesi (1,16)  la  base  per la divisione degli angeli in tre gerarchie, ognuna delle quali contiene tre ordini o cori di angeli, classificati secondo la loro vicinanza a Dio:

1.   Serafini, Cherubini e Troni;
2.   Dominazioni, Virtù e Potestà;
3.   Principati, Arcangeli e Angeli.

Serafini : hanno sei ali ed appartengono al più alto ordine di angeli, con il ruolo di guardiani del trono di Dio;  continuamente cantano le sue lodi. Emanano una luce  potente e brillante che nessuno, se non occhi divini, può guardarli.

Cherubini: hanno quattro ali e quattro facce:  una umana, una di cherubino, una di leone ed una di aquila. Sono i guardiani della luce, delle stelle., dell’Eden e del trono di Dio. 

Troni: sono esseri angelici  iridescenti e dalla forma mutevole. Siedono attorno a Dio e si preoccupano dei problemi umani.

Dominazioni: hanno il compito di regolare le mansioni degli angeli inferiori. Ricevono  ordini dai Serafini,  dai Cherubini o direttamente da Dio. Essi formano l’esercito dell’Apocalisse e da loro dipende l'ordine universale.

Virtù: sono anche denominate Fortezze. La loro forma è simile a lampi di luce. Sono dispensatori grazia.

Potestà: sono  gli angeli  multicolori addetti alla nascita ed alla morte.

Nella terza gerarchia ci  sono angeli che assolvono la funzione di messaggeri del Cielo.

Principati: sono simili a raggi di luce.

Arcangeli:  sono consiglieri ed amministratori inviati dal Cielo. Nella tradizione cattolica gli arcangeli  sono tre: Michele, Raffaele, Gabriele. Nel calendario liturgico vengono ricordati il 29  settembre. 

Angeli:  appartengono all'ordine più basso della gerarchia angelica Gli angeli  hanno diverse mansioni e vengono sovente inviati come messaggeri. Infatti la parola "angelo" proviene dal greco "anghelos" e significa "messaggero".
Gli angeli custodi vengono celebrati  il 2 ottobre dalla Chiesa cattolica.  La tradizione popolare cristiana ci ha tramandato questa preghiera all’angelo custode: “Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen”.

L’esistenza degli angeli è considerata verità di fede e tutte le gerarchie angeliche sono  lodate "sgranando" la "corona angelica", simile  ai cosiddetti "grani" del "rosario". Si pregano gli angeli di ogni gerarchia e si chiede loro di intercedere presso Dio per ottenere delle grazie ( è ovvio,...)

La teologia attuale  fortunatamente sembra essersi dimenticata di loro, ma  sono ancora tante le persone che hanno bisogno di  credere nell’esistenza degli angeli. 
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 01, 2013, 17:26:20
...abbiamo una ragazza madre che intorta per benino il povero vecchio Giuseppe, qualcuno che regge la parte e si traveste da Angelo Postino e noi che siamo qui da 2000 anni a dibattere...

Nei primi decenni dopo la morte di Gesù, i  suoi seguaci ignoravano il miracoloso concepimento virginale di Maria.
Furono i vangeli di Matteo e Luca a diffondere l’errata notizia, con la quale venne costruita l'esegesi di Maria nella Chiesa cattolica.

Matteo per citare alcune parti dell’Antico Testamento usò  la traduzione in lingua greca della Bibbia,  quella cosiddetta dei settanta, che nella traslitterazione commisero alcuni errori.

Nella lingua ebraica “vergine” si scrive “betulah”, mentre “almah” significa “ragazza”, “giovane donna”. I traduttori usarono  erroneamente la parola “almah” per significare “vergine”, che nella lingua greca si scrive  “parthenos”. Perciò Matteo scrisse  i versetti del profeta Isaia in questo modo: “Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio…” (7, 14) anziché “Ecco, la giovane donna concepirà e partorirà un figlio”.

Nel vangelo di Luca è scritto: “… l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio.  (Lc 1, 26 – 35)

Il catechismo della Chiesa cattolica insegna che Gesù fu figlio unico, ma gli evangelisti affermano che ebbe dei fratelli.

L’evangelista Matteo: “non è Egli (Gesù) forse il figlio del carpentiere? Sua Madre non si chiama Maria? E i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle non sono tutte tra noi?” (13,55-56)

L’evangelista  Marco: “Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Joses (Giuseppe), di Giuda e di Simone ?" (6,3).

Anche nel Vangelo di Luca si parla di fratelli del Signore: “Un giorno andarono a trovarlo la madre e i fratelli, ma non poterono avvicinarlo a causa della folla” (8,19)

Il quarto Vangelo, quello di Giovanni: “Dopo questo fatto discese (Gesù) a Cafarnao insieme con sua Madre, i fratelli e i discepoli” (2,12).

Se i Vangeli parlano dei “fratelli” di Gesù, come possono i cristiani credere al dogma della perpetua verginità di Maria?

E’ dogma di fede che la Madonna fu sempre Vergine: prima, durante e dopo il parto. Nel 649 il primo Concilio Lateranense ribadì che “La Santa Madre di Dio e sempre vergine immacolata Maria… ha concepito senza seme per opera dello Spirito Santo e ha partorito senza corruzione, permanendo indissolubile, anche dopo il parto, la sua verginità”.

Se la perpetua verginità di Maria, che è verità dogmatica, non ha fondamento biblico, allora significa che la Chiesa ha sbagliato e sbaglia nell’annuncio della “presunta verità”; ma questo comporta il dover ammettere che la Chiesa può insegnare l’errore, non è infallibile, con le conseguenze immaginabili.

Comunque per i credenti Dio ha anche il potere sulla materia, altrimenti non è Dio, allora perché disilluderli ? 

(http://www.francescomorante.it/images_4/205c3.jpg)
Antonello da Messina, Vergine annunziata, 1476 ca., Galleria Nazionale della Sicilia, Palermo

 
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 02, 2013, 05:48:36
/3

L’infanzia di Gesù narrata dagli evangelisti Luca e Matteo fu  storicamente vera o è soltanto una meditazione  teologica espressa in forma di storia in un tempo databile e in un ambiente geografico indicato ? Nelle loro pagine storia e teologia sono intrecciate.

Nel  cosiddetto Vangelo  di Matteo ci sono circa settanta citazioni dell'Antico Testamento e continue allusioni per collegare (erroneamente) l'attesa d'Israele alla figura e alla parola di Gesù.

Le citazioni profetiche che Matteo connette a Gesù bambino sono di solito frasi di "compimento": "Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta". Questa formulazione tipica di Matteo, c’è  14 volte nel suo Vangelo anche se con varianti.

Perché i due evangelisti,  Matteo in particolare, si sono preoccupati di questo raccordo tra il Cristo e l'alleanza di Dio con Israele? La risposta è duplice. Innanzitutto essi hanno voluto identificare l'esistenza di un filo  continuo tra le Scritture ebraiche e il Cristo per ragioni "apologetiche", cioè per argomentare, nei confronti della comunità giudaica di allora, che la fede in Gesù Cristo era nella linea dell'attesa dei profeti e di tutta la Rivelazione biblica. Un'altra ragione era, invece, di ordine "catechetico" e si indirizzava ai convertiti per mostrare loro che gli eventi della vita di Gesù entravano nel disegno divino già annunziato dalle Scritture. È per questo che anche elementi secondari della vicenda del Cristo venivano
"appoggiati" ad un testo profetico, spesso in forma libera e non storico-letteraria. Lo scopo, infatti, era quello di far rilevare l'unità tra i due Testamenti e dimostrare come il Cristo fosse il sigillo ultimo dell'attesa e della speranza dell'Israele di Dio. Perciò per i cristiani le profezie  dell’Antico Testamento preconizzano la nascita di Gesù.

E per secoli l'arte cristiana ha raffigurato alcuni profeti protesi verso la nascita di Cristo, come Isaia,  idealmente rappresentato in un  affresco datato tra la fine del II secolo e l’inizio del III  nelle catacombe romane di Priscilla sulla via Salaria. Sul soffitto di una nicchia che ospitava una tomba venerata (forse di un martire) c’è un residuo d’intonaco sul quale si vede un dipinto che raffigura la  Madonna assisa col Bambino sulle ginocchia, di fronte a lei c'è il detto profeta che nella mano sinistra tiene un rotolo di pergamena, mentre col dito indice della mano destra addita una stella.  L'immagine fa ipotizzare la profezia di Balaam: “una stella spunta da Giacobbe e uno scettro sorge da Israele”(libro dei Numeri 24,15-17). La presenza del profeta Isaia indica simbolicamente nel Bambino il Messia atteso per secoli.

(http://www.catacombepriscilla.com/images/madonna_priscilla.jpg)
(è considerata dagli esperti la più antica raffigurazione della Vergine). 
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 03, 2013, 05:22:16
/4

Joseph Ratzinger (Benedetto XVI) nel suo libro “Gesù di Nazaret. Dal battesimo alla trasfigurazione” , si domanda che significato può avere la fede in Gesù il Cristo, Figlio del Dio vivente, se egli  come uomo era diverso da come lo presentano gli evangelisti e da come  lo annuncia la Chiesa. Il papa emerito conferma che le poche notizie certe  su Gesù possono rendere incerta la fede dei credenti nella sua divinità.

Con la ricerca storico-critica non si riesce a raggiungere una visione affidabile del Gesù di Nazaret, perché  sul Cristo dei Vangeli  ci sono strati di tradizione sovrapposti, attraverso i quali si può solo ipotizzare il “vero” Gesù, scrisse l’esegeta cattolico Rudolf Schnackenburg nel suo libro “La persona di Gesù Cristo nei quattro Vangeli”.

Molti studiosi contemporanei, sia di formazione laica sia cristiana considerano i racconti evangelici della natività non fondati storicamente. Le narrazioni sono successive agli avvenimenti e redatte sulla base delle profezie messianiche contenute nell'Antico Testamento, che vengono espressamente o implicitamente citate, in particolare da Matteo, che isola citazioni, frasi, legami simbolici  per convincere che Cristo sia l’atteso messia.   Ecco alcune profezie veterotestamentarie  che spesso parlano di altro ma desunte da questo evangelista per attestare la loro realizzazione in Gesù:

- la nascita virginale deriva, come già detto in altro post, dal profeta Isaia (che non parla di verginità, ma di giovane donna, 7, 14), citato da Matteo nella prospettiva messianica di Gesù;

- dal profeta Michea ha desunto il luogo di nascita per Gesù: “E tu, Betlemme di Efrata, così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, da te uscirà colui che deve essere il dominatore di Israele…” (Mi, 5, 2);

- dal profeta Osea ha dedotto l’idea per immaginare  la fuga in Egitto della sacra famiglia: “Dall’Egitto ho chiamato mio figlio…”(11, 1);

- dal profeta Geremia ha tratto lo spunto per la strage degli innocenti: “Un grido si ode da Rama, lamento e pianto amaro: Rachele piange i suoi figli, rifiuta di essere consolata perché non sono più” (Ger 31, 15).
 
Nel Vecchio Testamento le pagine profetiche evidenziano l’attesa dell’intervento definitivo di Dio attraverso un uomo ideale, il Messia. Nel Nuovo Testamento la speranza messianica è esaudita con la nascita divina di Gesù.
 
Ma chi era Gesù ? A chi rivolgeva la sua predicazione ?  Cosa nei suoi comportamenti e nelle sue parole provocò l’entusiasmo di tanti seguaci e l’ostilità di coloro che l’uccisero ?  A queste domande rispondono l’antropologa Adriana Destro e  lo storico del cristianesimo Mauro Pesce nel loro libro titolato “L’uomo Gesù”. Al centro della loro riflessione c’è il Gesù che scelse di stare con la gente comune per aiutarla, sanarla, darle una speranza.

Spesso le sue parole o le sue azioni sono riportate nei vangeli  in modi diversi. Non è sicuro che un fatto sia avvenuto là dove un racconto evangelico lo situa.

Comunque su un punto i vangeli concordano: nel non collocare l’attività di Gesù nelle "grandi città" dell’epoca in Palestina.  Gerusalemme è l’unica eccezione.

Il Gesù raccontato dall’evangelista Marco è un uomo che predica nei villaggi. Questa preminenza è confermata da Matteo e da Luca.  Egli non sceglieva la marginalità dei villaggi come ripiego o rinuncia, ma come punto di forza. Anche l’evangelista Giovanni conferma che Gesù preferiva frequentare piccoli insediamenti urbani per proporre il regno dei cieli a reietti e peccatori, inclusi pubblicani e prostitute.   
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 04, 2013, 15:32:24
Dove nacque Gesù ?

L’evangelista Luca narra che “In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città.
Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta.
” (Lc 2, 1- 5).

(http://www.slantmagazine.com/assets/film/nativitystory.jpg)
(scena dal film "the Nativity story", della regista Catherine Hardwicke, anno 2006)

Luca spiega che Giuseppe e l’incinta Maria andarono nel villaggio di Betlem per un censimento, che serviva per determinare e poi riscuotere le imposte. Ma in quel luogo, che dista 8 km da Gerusalemme, nacque all’incirca nel 1040 a. C . il re David, famoso per il suo duello con Golia.

Secondo Michea, che svolse la sua attività di profeta ebraico tra il 737 a.C. ed il 690 a.C., a Betlemme (che significa "casa del pane") sarebbe nato il nuovo re di Israele:

Ma da te, o Betlemme, Efrata, piccola per essere tra le migliaia
di Giuda, da te uscirà colui che sarà dominatore in Israele, le cui
origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni.”
(5, 1)
 
Perciò si vuole che Gesù sia nato a Betlem.

Però gli storici del cristianesimo sanno che nel Vangelo di Luca alcuni riferimenti sono imprecisi. Gli studiosi sono perplessi per quell’eventuale viaggio, perché in quegli anni i censimenti per fini fiscali venivano effettuati nei luoghi dove le persone avevano la proprietà non in quelli d’origine. Giuseppe e Maria erano poveri e, per quanto se ne sa, non avevano proprietà terriere a Betlemme. Per cui  se fecero quel viaggio da Nazaret forse non fu quello il motivo del loro  temporaneo trasferimento nel luogo dove nacque il re David.

Quell'immaginario peregrinaggio a Betlemme servì a Matteo come pretesto  per creare la fantasiosa genealogia e connettere Gesù alla discendenza di David, il quale ricevette l'unzione regale dal giudice  e profeta Emanuele, che visse  tra il 1070 a.C. circa ed il 980 a.C.  circa.

Ma anche Luca afferma che Gesù nacque a Betlemme. Però autorevoli studiosi dell'esegesi contemporanea sono dell'opinione che  la scelta dei due evangelisti di far "nascere" Jesus a Betlemme non fu storica ma determinata da motivi teologici.  Per i critici biblici Gesù sarebbe nato a Nazaret, ma anche per questa alternativa non ci sono fonti  probanti.

Ancòra Luca: nel suo vangelo racconta del decreto di Cesare Ottaviano Augusto per il censimento in tutto l’impero romano, ma è storicamente accertato che quel censimento non fu ordinato da Augusto. Erano i governatori delle province dell’impero ad ordinare i censimenti per avere dati sulle proprietà dei sudditi, per fini fiscali. E quando nacque Gesù la Giudea era ancora un regno satellite di Roma e non una provincia romana. Perciò il re della Giudea,  Erode Ascalonita,  tassava direttamente i suoi sudditi, non per decreto di Augusto.

C’è anche da dire che Quirinio fu governatore della Siria nel 6 d. C. e l’unico censimento ordinato da Publio Sulpicio Quirinio in Palestina fu eseguito tra il 6 ed il 7 d. C., quando la Giudea era già nell’ambito delle province di Roma ed Erode non era più re della Giudea, perché morto nel 4 a. C.. In quel periodo Gesù doveva avere almeno 12 anni, perché i Vangeli affermano che Gesù nacque durante il regno di Erode Ascalonita, detto il Grande,  che visse dal 73 a. C al 4 a.C. e fu re della Giudea sotto il protettorato romano dal 37 a.C. alla morte.

La determinazione della  data di nascita di Gesù fu del monaco Dionigi “il piccolo”, che la collocò nell’anno 753 dalla fondazione di Roma. E a lui si deve l’uso di contare gli anni dall’anno Domini, quello della data di nascita di Gesù, però sbagliò i calcoli. Ma argomenterò di questo in un altro post.   

 
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 05, 2013, 11:29:59
La nascita di Gesù

"Mentre si trovavano in quel luogo (a Betlemme), si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.”  (Lc 2, 6-7)
 
(http://annavalentinetti.files.wordpress.com/2011/12/the-nativity-story-800-7511.jpg?w=500&h=333)
(foto dal film “Nativity” di Catherine Hardwicke)

Comincio il commento dalle ultime parole del suddetto passo evangelico: “…(Maria) lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.” La mangiatoia fa dedurre che il parto avvenne in una stalla. 

Nel testo greco del suo Vangelo, Luca usa la parola "kataluma" per identificare il luogo dove Giuseppe e Maria cercarono alloggio.
 
Il significato del termine greco "kataluma" è "caravanserraglio", di solito formato da quattro edifici con piano terra e primo piano, collegati due a due ad angolo retto, ed in mezzo un ampio cortile per ospitare  la sosta delle carovane in arrivo ed in partenza. Nel caravanserraglio ci sono stalle, alloggi e luogo di ristoro. Da quanto dice Luca si deduce che gli alloggi erano occupati dai carovanieri, e questa famiglia fu costretta ad accettare l’ospitalità in una stalla, perciò Gesù dopo la nascita fu messo nella mangiatoia.

(http://3.bp.blogspot.com/_zsYByoGuV3Y/TRSj6meZJYI/AAAAAAAAAn0/Q7yJh8viq9U/s320/NativityScene.jpg)

Altri  autori hanno  idealmente collocato la mangiatoia in una grotta alla periferia di Betlem, circondata da colline con numerose spelonche usate come stalle.
La più antica testimonianza sulla nascita di Gesù in una grotta  è del filosofo e martire Giustino:  nel suo “Dialogo con Trifone” (elaborato tra il 155 ed il 161) scrisse che  “Al momento della nascita del bambino a Betlemme, poiché non aveva dove soggiornare in quel villaggio, Giuseppe si fermò in una grotta prossima all’abitato e, mentre si trovavano là, Maria partorì il Cristo e lo depose in una mangiatoia…”.

La tradizione locale della nascita di Gesù in una grotta fu poi ripresa nell’apocrifo “Protovangelo di Giacomo”, composto tra il 140 ed il 170, e ripetuta dal teologo e filosofo greco Origene Adamanzio (185 – 254 circa).

I loro scritti indussero i credenti a “localizzare” la presunta grotta dove nacque Gesù e su questa fu edificata la primitiva basilica della natività, fatta costruire nel 325 da Elena, la madre dell’imperatore Costantino I.  Quella attuale è costituita dalla combinazione di due chiese e da una  cripta rettangolare,  indicata come la “Grotta della Natività” dalla locale tradizione cristiana. I devoti idearono anche il punto preciso della nascita,  simbolicamente segnato  sul pavimento marmoreo da una stella d'argento in cui è incisa, in latino , la frase “Qui dalla Vergine Maria è nato Cristo Gesù”.

C’è anche da dire che la mangiatoia evoca gli animali che vi si cibano. Ma i vangeli di Luca e Matteo non li citano. Però la fede fa “miracoli”. Leggendo l’Antico ed il Nuovo Testamento, forzatamente collegati tra loro, è possibile immaginare che nella stalla furono presenti anche il bue e l'asino, basandosi sulla seguente proposizione del profeta Isaia: “Il bue conosce il suo proprietario e l’asino la greppia del suo padrone, ma Israele non conosce, il mio popolo non comprende”(1, 3).  L’iconografia cristiana ben presto colse questo motivo ed anche nell’allestimento dei presepi ormai non si rinuncia  al bue e all’asino.   
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 06, 2013, 10:53:31
Quando nacque Gesù ?  

L’inizio del nostro computo del tempo  è basato sull’anno di nascita di Gesù, ma non si sa con precisione quando egli nacque.

La determinazione dell’anno fu  calcolata nel 523 circa dal monaco Dionigi, che per umiltà scelse per sé l’epiteto di “exiguus”, cioè piccolo”. Egli  ricevette dal cancelliere papale l'incarico di elaborare un metodo matematico per sapere le date future della Pasqua cristiana, fissata nel 325 dal Concilio di Nicea  nella prima domenica dopo il plenilunio successivo all’equinozio di primavera. Quindi in un modo indipendente dalla Pasqua ebraica.

Nel compilare la sua tabella delle date di Pasqua, questo monaco scelse di numerare gli anni con un nuovo criterio: anziché contarli dalla fondazione di Roma, li computò “ab Incarnatione Domini nostri Iesu Christi”, cioè "dall’incarnazione del nostro Signore Gesù Cristo.

Per la precisione c’è da dire che per la Chiesa il momento dell'Incarnazione di Gesù è quello del suo concepimento e non della sua nascita; ma poiché Gesù, secondo la tradizione, nacque il 25 dicembre, concepimento e nascita avvennero nello stesso anno.

Per il monaco Dionigi la nascita di Gesù avvenne nel 753/esimo anno dalla fondazione di Roma, la cui formula rituale di datazione nell'epigrafia latina è “ab Urbe còndita”, con un calcolo basato sui Vangeli e sui documenti storici che aveva a disposizione.

Per lui l’era cristiana cominciò nell’1 d. C. perché non conosceva il numero zero. Egli stabilì che l’anno precedente all’1 (nel quale secondo lui nacque Gesù) fosse l’1 avanti Cristo.  E tradizionalmente l’anno 1 dell’era cristiana è l’anno della nascita di Gesù.

Dionigi ignorava l’esistenza del numero zero perché nell’altomedioevo e fino al XIII secolo in Europa era un numero sconosciuto. Lo fece apprendere il matematico pisano Leonardo Fibonacci che scrisse il “Liber abbaci”, più noto come “Liber abaci”, diffuso dal 1202.   

Comunque la  locuzione “anno zero” viene usata in cronologia per indicare l’inizio di un’era, ma non per indicare un anno in un sistema cronologico. Infatti non esiste l’anno 0 dell’era cristiana.

Il computo dionisiano da Roma venne diffuso col tempo  dalla Chiesa  nelle tavole di cicli pasquali e nelle cronache. Nel VII secolo passò ai documenti pubblici e privati.

Nell’VIII secolo la numerazione degli anni secondo Dionigi appare negli atti dei sovrani franchi ed inglesi. Nel X secolo è conosciuto in tutta l'Europa occidentale.

Il conteggio degli anni prima di Cristo fu adottato nel XVIII secolo in base all’”anno Domini”, oppure A. D.: è l’abbreviazione sia della formula latina  “anno ab Incarnatione Domini nostri Iesu Christi” (cioè "anno dall'Incarnazione del nostro Signore Gesù Cristo"), sia della formula “anno a Nativitate Domini nostri Iesu Christi” (cioè "anno dalla Natività di nostro Signore Gesù Cristo").

Oggi  la maggioranza degli studiosi ipotizza la data di nascita di Gesù tra il 7 ed il 6 a. C.,basandosi sull’interpretazione dei vangeli di Luca e Matteo, sulla data di morte di Erode “il grande” nel 4 a.C., su quanto narra lo storico Giuseppe Flavio sul censimento del 6 d.C., e su altri documenti.   
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: nihil - Dicembre 09, 2013, 09:02:41
molto interessante. Di regola il 25 dicembre, però è considerata una data di fantasia.

Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 09, 2013, 09:44:27
Il mese e giorno di nascita di Gesù (?)

Nei primi tre secoli dell’era cristiana il mese ed il giorno di nascita di Gesù venivano commemorati in diverse date a seconda delle località.

La comunità cristiana di Roma scelse il 25 dicembre, secondo il teologo greco “Ippolito di Roma” o “Ippolito Romano” nel suo “Commento a Daniele”, scritto nel 204 circa. Ma la “sua” datazione viene considerata un’interpolazione effettuata anni dopo da altri.

Il primo documento che attesta la data del 25 dicembre è nel “Chronographus anni  CCCLIIII. Feriale Ecclesiae Romanae” (simile ad un almanacco), redatto nel 354 d. C. dal calligrafo e letterato  cristiano Furius Dionysius Philocalus (Furio Dionisio Filocalo), collaboratore del pontefice Damaso I. Secondo gli esperti il Cronografo  filocaliano contiene documenti risalenti  fino al 336 ed una parte  del calendario liturgico cristiano, la “depositio martyrum” (un elenco di sepolture di martiri), dove c’è scritto: “VIII Kal. Ian. natus Christus in Betleem Iudeae”; l’VIII calende di gennaio corrisponde al 25 dicembre.

Dal IV secolo il consenso su questo giorno come data della nascita di Cristo si  diffonde.

Ma perchè il 25 dicembre ?  Questa data fu scelta dalla comunità cristiana di Roma per sovrapporre il  “Dies Natalis Domini”, il giorno della nascita del Signore, al “Dies natalis solis invicti”, giorno della nascita del Sole vincitore, simboleggiato dal dio indo-iraniano Mitra (Mithra).

Il culto del “Sol invictus” fu importato  e diffuso nella nostra penisola dai legionari romani di ritorno dal Medio Oriente, in particolare dalla Persia.

Il luogo per celebrare il dio e compiere il rituale sacrificio del toro  era il mitreo,  di solito una cavità o caverna naturale.  Quando possibile, il mitreo veniva  costruito all'interno o al di sotto di un edificio esistente.  Nel mitreo c’erano  due panchine lungo le mura laterali per il banchetto rituale, un altare sacrificale, la rappresentazione del dio Mitra, in genere raffigurato nell'atto di uccidere un toro sacro al Sole (tauroctonia).
(http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/4/40/Bible_museum_-_Mithrasheiligtum.jpg/320px-Bible_museum_-_Mithrasheiligtum.jpg)
Ricostruzione di un tempio mitraico al Bibelfreilichtmuseum di Nijmegen (Olanda)

La religione mitraica raggiunse il suo apogeo tra il III ed il IV secolo, ma fu soppressa insieme ad altri culti pagani nel 391 dall’imperatore Teodosio I per favorire l’espansione del cristianesimo come unica religione di Stato.

Bisogna comprendere la realtà di quel tempo: il cristianesimo “lottava” per imporsi ai culti pagani, per farsi accettare e far dimenticare le festività pagane. Inoltre si deve tener presente che lo stesso Gesù s’identificò con la luce: “Io sono la luce del mondo…Chi crede in me non cammina nelle tenebre” (Gv 8, 12). Tali parole furono importanti per i cristiani dei primi secoli. Se ne ha testimonianza dalle loro arti figurative. Ci sono pervenuti numerosi affreschi e mosaici che rappresentano il Cristo paragonato al Sole o al Sole di giustizia affermato dal profeta Malachia: “Per voi, che avete timore del mio nome, sorgerà con raggi benefici il sole di giustizia” (Ml 3, 20) La parola «giustizia» implica qui potenza e vittoria di Dio sul male.

 (http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/6c/ChristAsSol.jpg/300px-ChristAsSol.jpg)
raffigurazione di Cristo come dio Sole Helios/Sol Invicuts alla guida del carro.
(Mosaico del III secolo nelle grotte Vaticane, sul pavimento della tomba di papa Giulio I.)
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 10, 2013, 13:02:17
Il dies natalis nella cristianità

I cristiani cattolici e quelli delle Chiese protestanti  celebrano la nascita di Gesù  il 25 dicembre. Nella stessa data festeggiano il Natale anche i greco ortodossi e la Chiesa ortodossa bulgara. Invece la Chiesa ortodossa russa, quella serba,  la Chiesa di Gerusalemme, gli ortodossi copti ed altre Chiese minori la natività la commemorano il 7 gennaio, perché il loro anno liturgico è basato sul  “calendario giuliano”, elaborato dall' astronomo Sosigene ed introdotto nel 46 a.C.  dal dictator  e pontifex maximum Giulio Cesare, da cui il nome  a quel calendario.

Il calendario giuliano differisce di tredici giorni rispetto a quello gregoriano, promulgato dal pontefice Gregorio XIII nel 1582 per correggere l’errore di calcolo dell’equinozio di primavera contenuto nel predetto  sistema di datazione. Nonostante ciò, le elencate Chiese  ortodosse non accettano il riformato calendario gregoriano, ormai usato in tutto il mondo per le transazioni commerciali. Comunque il 25 dicembre sta diventando un giorno di festa anche per i non cristiani, perché  lo considerano occasione per gli scambi di regali.  Tradizione  questa che ha lontane origini. In epoca romana durante i “Saturnalia”, ciclo di festività che si svolgevano dal 17 al 23 dicembre in onore del dio Saturno (corrispondente al dio mitologico greco Cronos, il tempo) le persone si scambiavano doni augurali, le strenne.

(http://www.controluce.it/giornali/a12n03/12-ilTempoelaClessidra-saturno.jpg)

Il vocabolo “strenna” deriva dal latino strēna o  strēnĭa e significa regalo. Strēnĭa era anche il nome di una dea che veniva festeggiata alle calende di gennaio (primo gennaio). Si narra che per l’occasione  c’era l’usanza di staccare dei ramoscelli  dagli alberi di ulivo e di alloro  e donarli, insieme a fichi secchi e mele, come simbolo d’augurio. 
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 11, 2013, 00:20:09
Il Tempo di Natale inizia con i vespri della vigilia di Natale (24 dicembre) e termina la prima domenica dopo l’Epifania in cui si ricorda il battesimo di Gesù nel fiume Giordano da parte di Giovanni Battista. 

Il  “Natale del Signore” viene  celebrato dalla Chiesa cattolica  con quattro Messe: la vespertina della vigilia (24 dicembre)  ad noctem (la Messa della notte), in aurora (Messa dell’aurora),  in die (Messa del giorno).

Nella serata del 24 dicembre, di solito verso le ore 18.00,   viene officiata la Messa vespertina ( i primi vespri del Natale).
 
Successivamente, verso le ore 23,00,  nelle chiese fanno suonare le campane per chiamare i fedeli alla “veglia notturna”, seguita dalla Messa solenne di mezzanotte (“ad noctem”)  in cui viene celebrata la Natività di Gesù.
La liturgia prevede la lettura della “buona novella” (attualmente detta “buona notizia”), che ricorda la nascita di Gesù a Betlemme e la rivelazione dell’angelo ai pastori (Lc 2, 1-14).
Culmina coi canti del Gloria e dell’Alleluja mentre avviene la deposizione della statuina del Bambino Gesù nella “mangiatoia”.   

La mattina del 25 dicembre viene officiata la Messa “in aurora”: viene letto il Vangelo di Luca, dove cita la visita dei pastori e la loro adorazione del Bambino. (Lc 2, 19)

Alle ore 12.00 viene celebrata la “Messa del giorno” (in die), durante la quale si legge il prologo dell’evangelista Giovanni:  "In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio".Il Vangelo di Giovanni comincia con la stessa espressione usata all'inizio del racconto della creazione nel libro della Genesi: "In principio...", ma Giovanni si riferisce ad un altro "principio", a Gesù Cristo.

Il Verbo indica il Figlio di Dio, la seconda persona della Trinità, che alla fine del prologo riceve il nome di Gesù Cristo. Ma l'evangelista Giovanni non scrisse il vocabolo "verbo", bensì "logos", che può significare  sia "ragione"  sia "parola". Gesù Cristo viene chiamato Verbo perché egli è la Parola definitiva di Dio.

Dopo si va a casa, oppure da parenti ed amici per il tradizionale pranzo di Natale.
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 12, 2013, 09:26:26
La natività ed i pastori

L’evangelista Luca racconta che “C’erano in quella regione (Betlem)alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce.
Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: ‘Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia’. E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva: ‘Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama’.
Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: ‘Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere’. Andarono dunque senza indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia.”
 (Lc 2, 8-16)

Le parole dell’angelo ai pastori  “…vi annunzio una grande gioia…”  (Lc 2, 10) vengono anche dette  in latino dal cardinale protodiacono per proclamare l’elezione di un nuovo papa: “Annuntio vobis gaudium magnum…”; habemus Papam:

L’annunciazione  angelica ai pastori ha come sfondo le lodi a Dio da parte dell’”esercito celeste” (il coro degli angeli): “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama”.Quel “gloria” fu poi ampliato dalla tradizione cristiana in un solenne inno di lode, cantato durante la Messa.

Joseph Ratzinger (Benedetto XVI) nel suo libro “L’infanzia di Gesù” dice che la traduzione delle parole degli “angeli”  è controversa. Fino ad alcuni anni fa il testo latino veniva tradotto così: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà”. Ma tale traduzione veniva respinta dagli esegeti perché la consideravano unilateralmente moralizzante.  A Dio la gloria non può essere attribuita dai fedeli perché è già in lui.

Più rilevante è la differenza nella traduzione della seconda parte delle parole dell’angelo: non diciamo più  “uomini di buona volontà”, ma "uomini, che egli ama". Il cambiamento fu stabilito dalla Conferenza episcopale italiana.  Ratzinger si chiede quali siano gli uomini che Dio ama. “Ce ne sono anche alcuni che Egli non ama ?” La traduzione letterale del testo originale greco dice: pace agli “uomini del (suo) compiacimento”. Anche qui rimane la domanda: quali sono gli uomini nel compiacimento di Dio ? E perché ? La risposta si può avere dalla narrazione del battesimo di Gesù. L’evangelista Luca racconta che mentre Gesù stava in preghiera, il cielo si aprì ed una voce disse: “Tu sei il Figlio mio,l’amato: in te ho posto il mio compiacimento” (Lc 3,22).Quindi l’uomo del compiacimento è Gesù, perché vive in comunione con la volontà di Dio.
 
L'annuncio angelico  della nascita del Messia fa andare  i pastori verso il luogo indicato: “Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: ‘Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere’. Andarono dunque senza indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia.”  (Lc 2, 15)

(http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/38/Gerard_van_Honthorst_001.jpg/301px-Gerard_van_Honthorst_001.jpg)
Gerrit Van Honthorst (detto "Gherardo delle notti"): "Adorazione dei pastori", 1622, Firenze,  Galleria degli Uffizi

Quei pastori furono i primi testimoni della nascita di Gesù.

"E, dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro". (Lc 2,  17 – 20)

La tradizione cristiana ha idealmente collocato  l’accampamento  dei pastori nella notte della natività nell'attuale villaggio arabo di Bet-Sahur, a tre chilometri da Betlemme, in una località detta "Campo dei pastori".  In questo luogo fu edificata  sui resti di un monastero altomedievale una chiesa con lo stile architettonico che rimanda alla tenda utilizzata dai beduini nel deserto. 

Campo dei Pastori: il santuario

(http://www.betlemme.custodia.org/img/news/82.jpg)
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 13, 2013, 07:50:06
26 dicembre: santo Stefano

La Chiesa organizza l’anno liturgico associando ad ogni giorno  le festività cristiane ed il nome del santo o dei santi.  Tale metodo nacque dall'antico uso di commemorare ogni anno i martiri  nel giorno della loro morte. A questi furono poi aggiunti santi, beati, ed altre personalità, in particolare regnanti favorevoli alla Chiesa. I loro nomi sono sul calendario gregoriano che usiamo, perciò  anche detto “calendario dei santi”, che  ricorda il 26 dicembre santo Stefano, nome che nella lingua greca significa “coronato”.  Fu il primo martire del cristianesimo, perciò viene celebrato il giorno successivo a quello scelto per la nascita di Gesù.  Egli era uno dei sette diaconi selezionati dalla comunità cristiana di Gerusalemme per aiutare gli apostoli nel ministero della fede.

Nel 36 circa Stefano venne condotto davanti al sinedrio per difendersi dall’accusa di blasfemia contro Mosé e contro Dio.
L’evangelista Luca  negli Atti degli Apostoli descrive l’evento modulandolo intenzionalmente con il processo subìto da Gesù per mostrare l’ideale continuità tra il Maestro ed il discepolo. Anche il capo di imputazione è affine: “Costui non cessa di proferire parole contro questo luogo sacro (il Tempio) e contro la legge. Lo abbiamo udito dichiarare che Gesù il Nazareno distruggerà questo luogo e sovvertirà i costumi tramandatici da Mosé (Atti 6, 13 – 14). Per replicare alle accuse, Stefano fece un  discorso difensivo  di tipo apologetico,  criticò gli israeliti per il loro rifiuto degli interventi divini salvifici, come quello di Gesù, e la reazione dell’uditorio fu violenta. Senza attendere la sentenza e la relativa convalida da parte dell’autorità imperiale romana, Stefano venne lapidato dalla folla.

Il suo martirio è descritto  nei capitoli 6 e 7 negli “Atti degli apostoli”. La tradizione cristiana attribuisce il testo all’evangelista Luca, collaboratore di Saulo di Tarso (poi  diventato l’apostolo Paolo). Questo era fra coloro che approvarono l’uccisione di Stefano. “In quel giorno  scoppiò una violenta persecuzione contro la Chiesa di Gerusalemme e tutti, ad eccezione degli apostoli, furono dispersi nelle regioni della Giudea e della Samaria. Persone pie seppellirono Stefano e fecero un grande lutto per lui. Saulo intanto infuriava contro la Chiesa ed entrando nelle case prendeva uomini e donne e li faceva mettere in prigione. (Atti 8, 1 – 3)

In Italia il 26 dicembre è considerato giorno festivo dal 1947. In precedenza era un giorno lavorativo. Fu una decisione  del Parlamento italiano col pretesto di solennizzare ancor di più la nascita del Messia,  ma in verità la scelta fu motivata dalla voglia di allungare le festività natalizie. Anche  a Pasqua la festività è “allungata” nel “Lunedì dell’angelo” (Pasquetta), che in precedenza era considerato un giorno feriale.
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 13, 2013, 15:33:39
Temi la verità ?

Evidenziare errori ed omissioni significa disprezzare la fede crisitana ?
 
L’esibizione è solo tua. Non riesci a resistere e critichi. 

Con le opportune maniere  cerca di esprimere  le tue opinioni per migliorare  il contenuto  di un mio post se ci sono errori ed omissioni, altrimenti evita.  Considero le tue critiche pretestuose ed irrilevanti.
 
Apriti un topic e “disquisci” le tue convinzioni sull'argomento,  senza pretendere che io interrompa il mio thread per far contenta te.

Cerca di mantenere la promessa: quella di non intervenire più nei miei topic. Grazie.
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 14, 2013, 06:52:52
27 dicembre: san Giovanni apostolo ed evangelista.

Fu  discepolo di Giovanni il battezzatore e poi apostolo di Gesù. La tradizione cristiana lo considera l’autore del’omonimo vangelo, perciò gli viene attribuito anche l’epiteto di evangelista. Scrisse pure tre “Lettere” e forse il testo dell’Apocalisse, facenti parte del Nuovo Testamento.

A lui Gesù, mentre era sulla croce, gli affidò la madre: “Stavano presso la croce di Gesù sua madre (Maria), la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: ‘Donna, ecco il tuo figlio !’ Poi disse al discepolo: ‘Ecco la tua madre !’ E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.” (Gv 19, 25 – 27)  E con lei, dice la tradizione, visse ad Efeso, città dell’attuale Turchia.

Nell’iconografia dell’Ultima Cena, Giovanni è raffigurato con la testa poggiata sul petto di Gesù, in segno di affetto.

Il vescovo e scrittore Eusebio di Cesarea (265 circa – 340 circa)  narra che l’apostolo Giovanni  per la sua fede cristiana fu condannato all’esilio nell’isola di Patmos, dove scrisse l’Apocalisse, che significa “rivelazione”. Ma l’autore  di questo testo pur dicendo di chiamarsi Giovanni, non pretende di essere l’ omonimo apostolo e non rievoca episodi in cui fu testimone, come fa invece l’autore del quarto vangelo. Anche se fra i due ci sono affinità letterarie le differenze sono numerose.

Caratteristiche principali del genere letterario apocalittico sono le visioni, le immagini e i  simboli. Le visioni sono esperienze visive che l'autore afferma di aver ricevuto. Non sono fatti storici ma artifici letterari per comunicare un’idea. Le immagini servono per descrivere determinate caratteristiche da attribuire a personaggi o ad animali. Fra i simbolismi sono compresi  anche i “Quattro Cavalieri dell’Apocalisse”. Secondo numerosi esegeti, non rappresentano calamità ma misteri. Essi appaiono dopo l'apertura di quattro dei sette sigilli da parte  di Gesù. I sigilli indicano i sette misteri del giudizio di Dio sulla storia umana che vengono aperti, cioè svelati, da Cristo stesso.
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 15, 2013, 07:06:55
28 dicembre: Santi innocenti martiri  

Il 28 dicembre il calendario commemora i ”santi innocenti martiri”, in riferimento ai bambini betlemiti dai due anni  in giù che sarebbero stati fatti uccidere  da Erode  Ascalonita,  re della Giudea, per eliminare anche il Bambino Gesù. Ma non esiste alcuna prova della immaginaria strage  infantile ideata dall’evangelista Matteo o chi per lui, perché il testo matteiano è un elaborato a più mani ed in tempi diversi, secondo numerosi studiosi.

Betlemme in quel tempo  era un piccolo villaggio abitato da circa mille persone, e  pur comprendendo i dintorni, i bambini  “dai due anni in giù” (sono le parole del Vangelo di Matteo) potevano essere circa 50. L’Ascalonita voleva far  uccidere solo i bambini maschi,  e questi potevano essere una ventina.  Ma alcuni esegeti o folli apologeti per malizia o per ignoranza ne ampliarono progressivamente il numero. San Girolamo (347 - 420 circa), teologo e dottore della Chiesa, scrisse  che furono uccisi “multa parvulorum millia” (molte migliaia di bambini),  poi quantificati  in 14 mila dai calendari bizantini,e diventarono 64 mila nella liturgia sira,  per arrivare  nel martirologio di Usuardo a 144 mila, come  il numero degli eletti nell’Apocalisse (7, 4; 14, 1).

Nei quattro Vangeli  contenuti nel Nuovo Testamento, l’episodio della fuga in Egitto della Santa Famiglia per evitare l’eccidio è narrato soltanto dall’evangelista Matteo:  “Essi (i Magi) erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: ‘Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo’.
Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta (Osea).
Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia…”(
Mt 2, 13 – 17)

Nell’esegesi dei testi sacri ebraico-cristiani bisogna aver presente due aspetti, quello storico e quello teologico. L’evangelista Matteo  dà l’interpretazione teologica e non storica della “fuga” in Egitto della “Sacra Famiglia” e della cosiddetta “strage degli innocenti”. Infatti la narrazione della nascita di Cristo, il Messia, è modellata su quella della nascita di Mosé;
la stella che guida i Magi ( i sapienti) è l’astro regale citato in Giacobbe (Numeri 24, 17); i Magi che offrono i loro doni al Bambino Gesù, venerato come “re dei Giudei”, richiamano alla mente sia gli oracoli messianici citati nel salmo 72 (10-11. 15) sia il pellegrinaggio dei popoli verso la città ideale di Gerusalemme: “tutti costoro verranno da Saba portando oro ed incenso (Is. 60, cfr 49, 23).
Il “furore persecutore” di Erode evoca quello del faraone egiziano che "ordinò" l’uccisione di tutti i bambini ebrei, ma il piccolo Mosé fu salvato.
La fuga della Santa Famiglia in Egitto è considerata da Matteo come “nuovo esodo”, sulla base di un passo del profeta Osea (11, 1 – 2):
“Quando Israele era fanciullo,
io l’ho amato
e dall’Egitto ho chiamato mio figlio.
Ma più li chiamavo,
più si allontanavano da me;
immolavano vittime ai Baal,
agli idoli bruciavano incensi.”

L’erodiana “strage” di bambini Matteo la interpreta  alla luce di un altro evento biblico citato dal profeta Geremia davanti Gerusalemme, gravemente danneggiata nel 586 a. C. dall’esercito babilonese. Geremia in una visione poetica evoca un episodio antecedente, indicato nel libro della Genesi (35, 16-20), riguardante Giacobbe e la moglie Rachele, ma lo ambienta a Rama, un’altura a 17 chilometri a nord di Gerusalemme, dove erano stati concentrati dai Babilonesi tutti gli Ebrei da mandare in esilio. In quella folla di disperati il profeta immagina Rachele, una specie di madre della patria: la sua ombra spettrale sembra piangere la morte dei suoi figli, gli Israeliti, caduti nell’assedio o deportati i schiavitù.

”Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande:
Rachele piange i suoi figli
E non vuole essere consolata,
perché non sono più.” (Mt 2, 18)

La scena immaginata da Geremia viene riproposta quasi in dissolvenza da Matteo, che però colloca a Betlemme l’”eccidio” dei fanciulli voluto da Erode.
In tal modo questo evangelista fa simbolicamente ripercorrere al Bambino Gesù le tappe della storia del popolo di Israele nell’esodo: sofferenza e salvezza, oppressione e liberazione. Infatti l’angelo torna da Giuseppe mentre era in Egitto e gli dice: ”Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nel paese di Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino”. ( Mt 2, 19 – 20)
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 16, 2013, 00:19:20
28 dicembre: Santi innocenti martiri/2

“Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode.
Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: ‘Dov’è il re dei Giudei che è nato ? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo’.
All’udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: ‘A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta’. "(
Mt 2, 1-5)

Il turbamento di Erode Ascalonita, re di Giudea, sarebbe comprensibile se  avesse temuto in futuro  di essere spodestato dal suo trono da Gesù Cristo. Ma quel sovrano morì 4 anni prima della  tradizionale data di nascita di Cristo, ed il territorio del suo regno  fu poi diviso fra tre dei suoi figli: ad  Erode Archelao fu data la Giudea, ad Erode Antipa la Galilea,  ad Erode Filippo altre zone limitrofe. 

Nelle mitologie sono numerosi gli esempi di monarchi regnanti che cercano di evitare che si compia la profezia della nascita di un bambino che li detronizzerà: Mosè, Giasone, Nimrod, Sargon, Krishna, ed altri.

Comunque i Magi  “Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese. (Mt 2, 12)
“Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s’infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù".
(Mt 2, 16). Questo passo del Vangelo ha reso “stragista” re Erode Ascalonita,  Ma non ci sono prove contro di lui e solo Matteo lo accusa di essere il mandante di quell’eccidio mai avvenuto. Questo evangelista non tenne in considerazione che la Palestina di quel tempo era parte dell’Impero Romano, ed Erode “il grande” regnò in Giudea come “rex socius et amicus populi romani”. Governava a nome dell’imperatore Cesare Ottaviano Augusto,  perciò non aveva il potere o l’autorizzazione per ordinare la strage di piccoli bambini. In teoria, per il misfatto sarebbe stata necessaria anche l’approvazione del Sinedrio che poteva infliggere la pena di morte.

Erode  per  quella presunta “strage” avrebbe dovuto prima chiedere il permesso a Roma, ma Augusto non avrebbe mai potuto acconsentire ad un eccidio di massa. Se un pazzo re, di sua iniziativa, avesse osato impartire un simile ordine, l’imperatore l’avrebbe fatto trascinare davanti ad un tribunale come reo di non aver rispettato la “pax augusta”.

L’episodio dell’ipotetico eccidio suscitò discussioni in ambito ecclesiastico  fin dal periodo paleocristiano.  Nel V secolo Venne decisa la canonizzazione di quei bambini  e fu fissata al 28 dicembre la festa liturgica in loro onore, come dimostra il calendario di Cartagine dell’anno 505. Ancora oggi, nello stesso giorno, il calendario ricorda i “santi innocenti martiri”,  fatti diventare patroni degli orfani e dei pueri cantores.

L’immaginaria scena della “strage degli innocenti” fu un soggetto raro agli esordi dell’iconografia cristiana, ma nei secoli successivi ebbe notevole espansione perché quell’evento fu creduto vero, terribile, e  numerosi committenti chiamarono anche i migliori artisti per rappresentarlo in pittura e scultura.

(http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/7/74/Giotto_di_Bondone_-_No._21_Scenes_from_the_Life_of_Christ_-_5._Massacre_of_the_Innocents_-_WGA09199.jpg/300px-Giotto_di_Bondone_-_No._21_Scenes_from_the_Life_of_Christ_-_5._Massacre_of_the_Innocents_-_WGA09199.jpg)
(Giotto: "Strage degli innocenti", 1305 circa; Cappella degli Scrovegni, Padova)

la scena dipinta in affresco rappresenta Erode nella loggia mentre ordina ai suoi soldati di proseguire l’eccidio.
Nella piazza c’è il mucchio di bambini morti e le madri disperate, angosciate. Hanno le guance rigate di lacrime. Una di loro inveisce contro due carnefici al centro della scena. Essi sono armati ed in pose minacciose.
Sulla parte sinistra del riquadro ci sono persone che mostrano il loro turbamento od orrore per il massacro che si sta perpetrando.

Le gerarchie vaticane conoscono i risultati degli studi che negano quella strage, ma non  fanno eliminare i “santi innocenti martiri”  dal calendario liturgico e dal calendario dei santi. Ancora permettono  di dedicare nuove chiese a quei bambini. E’ comprensibile ! Il Vaticano non può smentire o eliminare le affermazioni in merito nel vangelo di Matteo.  E persevera nel raccontare la “favola”,  però aggiornandola nei contenuti, dandole un nuovo significato.  Parla poco di quel lontano  “misfatto”,  gli sovrappone un problema contemporaneo, quello degli aborti, inaccettabili dalla Chiesa:  li considera  vera strage di innocenti; perciò reputa ancora valida la commemorazione il 28 dicembre.
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 16, 2013, 11:13:26
Azzurra, col tuo lungo post non ho capito cosa vuoi dimostrare.

Citazione
Oggi la ricerca sulla storicità dei vangeli è sostenuta da una molteplicità di scoperte storiche e archeologiche. Esistono evidenze archeologiche, per esempio, dell'esistenza di Ponzio Pilato e di altri personaggi citati nei vangeli (Caifa, Simone di Cirene). Scavi condotti negli ultimi due secoli inoltre confermano l'attendibilità delle descrizioni fornite dai vangeli in relazioni a luoghi quali la Piscina di Siloe e la Piscina di Betzaeta, …
La maggioranza degli studi e delle principali autorità in campo storico e archeologico concordano nell’affermare ormai l’esistenza storica di Gesù Cristo e la comptabilità tra il Gesù ricostruito dalla ricerca e il Gesù proclamato e riconosciuto come Cristo nella fede.

Hai forse letto in qualcuno dei miei post che nego l’esistenza dei suddetti personaggi o località ? E cosa c’entrano con quel che io ho detto finora. Sto parlando della natività e tu replichi con l’ambientazione pasquale. Su cara, su, coraggio. Sforzati nello studio, piega la schiena sui libri invece di “menare il can per l’aja” dice un detto popolare. 

Citazione
Alcuni utilizzano questa argomentazione come preambolo per sostenere che il cristianesimo si sarebbe imposto con la forza sul paganesimo, distruggendo e appropriandosi di tutto quanto era a lui pre-esistente. In realtà, come sappiamo, quella pagana fu una festa che decadde lentamente da sola con il trascorre del tempo, fino all’editto di Teodosio del febbraio 380 d.C.

La pagana “fu una festa” (?) Il paganesimo comprendeva più religioni, più devozioni verso divinità. E la mitraica fu la più tenace avversaria del cristianesimo. Il paganesimo non decadde da solo. L’imperatore Teodosio I (347 – 395)  insieme agli altri due augusti, Graziano e Valentiniano II promulgò nel 380 l'editto di Tessalonica (l’attuale Salonicco)  per affermare il cosiddetto “credo niceno”, relativo all’unicità di Dio e la natura divina di Gesù. Esso fu redatto a seguito delle dispute nel IV secolo contro l’arianesimo. E Teodosio I  era un fautore del credo niceno, perciò nel 380, plagiato da Ambrogio,  vescovo di Milano,  dichiarò il cristianesimo “religione di Stato”, ma senza provocare sconvolgimenti nella vita delle persone, perché in massa continuavano a praticare i culti pagani. Teodosio emanò  dei decreti micidiali  nel 391 e nel 392.  Con il decreto del  24 febbraio del 391,  emesso a Milano, proibì i sacrifici pagani, anche in privato, sancì il divieto d’ingresso nei templi pagani, impedì l’adorazione delle statue di divinità pagane.
Con il decreto dell’11maggio 391  stabiliva le  pene amministrative per i pagani battezzati che “ricadevano”  nel paganesimo.
La proibizione del culto nei templi pagani provocò numerose sommosse e molti morti.  I cosiddetti pagani erano  la maggioranza degli abitanti dell'Impero. Occuparono con le armi i loro luoghi di preghiera ma vennero sconfitti dall’esercito  imperiale. Ci furono devastazioni, distruzioni di statue e templi da parte dei monaci cristiani e da fanatici guidati spesso da un vescovo.
Il quarto decreto teodosiano, emanato l'8 novembre del 392,  proibì  i culti pagani privati (quello dei lari, dei geni, e dei penati). L'editto prevedeva  anche la pena di morte.  Ai testardi che continuavano a praticare il culto degli antenati nelle loro case venivano confiscate le abitazioni e comminate ingenti multe.
Se vuoi approfondire ti consiglio di leggere il libro di Franco Cardini: “Cristiani perseguitati e persecutori.
Poi t’invito a leggere la storia dell’epoca carolingia per capire l’espansione del cristianesimo in Europa.
Il cristianesimo per imporsi si abbracciò sempre al potere politico per reciproci vantaggi.
Perciò non immaginare miliardi di persone in marcia trionfante verso la religione cristiana. Fu spesso a loro imposta con la violenza dalla tarda antichità fino alla “guerra dei trent’anni”, ma anche oltre.

Citazione
1) Tesi: Il 25 dicembre ha un’origine pagana.
la vulgata corrente ritiene che il 25 dicembre sia una data convenzionale, scelta appositamente dalla chiesa primitiva per sostituire la festa pagana del Sol invictus.

Nessuna vulgata ci sono dati storici che lo confermano.

Citazione
In realtà le prime notizie sulla storia di Mitra risalgono al II secolo, certamente sono posteriori ai Vangeli.

Azzurra, ritieniti punita moralmente. Studia il mitraismo e capirai da quanti secoli prima di Cristo era diffuso in Oriente, altro che II secolo dopo Cristo.  

Citazione
Qualcuno infine sostiene che il Natale cristiano non si basi affatto sul “Sol Invictus”, ma sulle feste “Saturnali” dedicate all’insediamento nel tempio del dio Saturno. In realtà esse non sono mai state celebrate il 25 dicembre, si svolgevano dal 17 al 23 dicembre e non avrebbe avuto alcun senso far cadere il Natale cristiano dopo due giorni dal termine delle celebrazioni.
Infatti nel mio post ho distinto le feste saturnali dal Sol Invictus, perciò non capisco il tuo rilievo fuori luogo.  Anche per il mese ed il giorno ho dato delle spiegazioni, che tu vorresti confutare, ma inutilmente.  I sunti che tu scrivi col copia ed incolla li conosco bene e non servono a nulla. Nessuno sa in quale anno, in quale mese, in quale giorno nacque Gesù.Si fanno delle ipotesi, alcune plausibili. Non c’è altro da aggiungere.

Citazione
Scienza e fede si propongono di rivelare lo stesso oggetto: la verità, ma su piani differenti.
Tant’è vero che hanno avuto ed hanno fede sia persone umili e senza alcuna istruzione, sia persone intelligenti e  molto dotte tra cui moltissimi scienziati (molti cattolici) dei quali ne elenco solo alcuni.

Cosa vuoi dimostrare con il tuo elenco di cattolici ? Che sono i “portatori” della verità, perciò il cristianesimo è verità ? L'unica religione meritevole di esistere ?

Citazione
Affascinante è la storia dell’universo descritta  oggi dalla scienza e ancor più affascinante è che proprio dalla scienza che voleva negare l’esistenza della creazione è stata invece fatta una scoperta a dir poco sensazionale che si ravvicina in modo incredibile al concetto cristiano di creazione.
Questa scoperta, accettata da tutti per la sua evidenza, è stata denominata “big-bang”, dal fisico ateo Sir Fred Hoyle, che l’aveva così definita, in quanto presuppone un mondo originatosi dal nulla, quasi a coincidere con quella frase della Genesi “Fiat lux”.

Dovresti approfondire la tecnica dell’apostolo Matteo (bravo nel considerare realizzate in Gesù alcune profezie dell’Antico Testamento che riguardano tutt’altro) per farmi capire meglio l’evento del big-bang con il “Fiat lux”.
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 16, 2013, 14:00:10
Azzurra, mia paràklésis, mia "consolazione",  donna credente ed orante, perché mi dici
Citazione
Lo conosci il proverbio "Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire" ? Beh, è il tuo caso.
Cosa cercavi, il certificato di nascita di Gesù? L'assoluta certezza delle date?

Io non cerco quel che tu dici. Io sto soltanto raccontando come stanno le cose. Ma la tua arroganza, il tuo narcisismo ti offuscano la vista, e già te l’ho detto. 

Citazione
Si dimentica che Gesù all'epoca non era ritenuto affatto un personaggo importante, tutt'altro, molto probabilmente nemmeno gli stessi apostoli immaginavano lontanamente, specialmente dopo il suo arresto e la sua morte per crocifissione (per cui loro stessi ebbero paura di farsi riconoscere : vedi il rinnegamento di Pietro) che da lì a pochi decenni dopo sarebbe nata una nuova religione. Quindi non mi meraviglierei tanto se molte date e avvenimenti non conbaciano.

Ti stai ripassando la lezione o pretendi d’insegnare a me ?
Il tuo difetto è tentare di far vedere che sai invece sei una ignorante, ignori e “sali in cattedra”. Lascia perdere, la storia del cristianesimo non è il tuo “cavallo di battaglia”.

Citazione
Della persona di Gesù è accertata l'esistenza perché ne parlano o viene citato in diverse fonti storiche non religiose.
Ti risulta che in un post ho scritto che Gesù non è esistito ?

Citazione
Ma potrei rispondere e/o chiarire i tuoi dubbi punto per punto su qualsiasi questione che hai evidenziato in tutto il filone. Ci vorrebbe un altro thread, non so se lo scriverò perché sembrerebbe una disputa e poi perché chi "non vuole" credere non crederebbe mai, neppure davanti all'evidenza, lo sappiamo.
Supponente !

Non ti reputo capace di aprire un topic sulla natività e di scriverci i numerosi post che io scrivo, perché tu ti limiti ad Internet, io consulto anche decine di libri, che acquisto. 

Citazione
La fede non si fonda sullo studio e sul senso critico, per quanto siano importanti,  ma sull'"umiltà",  ponendosi in ascolto col cuore e scegliedo di credere. E bada bene che neppure io mi ritengo una credente nel vero senso del termine poiché mi manca l'umiltà (e forse anche la bontà) necessaria.  Per aver fede ci vuole dunque un'umiltà molto simile a quella che occorre per  accettare e amare il prossimo entrando in empatia con gli altri e questo lo si può fare spogliandosi di sé stessi.

Infatti l’umiltà è quella che ti difetta. Il tuo narcisismo ti fa sentire superiore agli altri senza averne le basi e le qualità necessarie.

Voglio sperare che questo sia il tuo ultimo post in questo topic, perché i giorni si susseguono velocemente e non vorrei tardare la conclusione del topic. 
Firmato: il paraclito
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 16, 2013, 17:33:53
Azzurra ha scritto:
Citazione
Erode il Grande non era un sanguinario? E le fonti non bibliche che parlano della sua particolare crudeltà, allora? Che avesse fatto uccidere persino i suoi figli? Cos'è? Un'invenzione della Chiesa? Ciò che racconta lo storico Giuseppe Flavio combacia con le date e con il personaggio. Ma cosa vai cercando? "Vanità delle vanità"!


Cosa c’entra la sua crudeltà per motivi familiari con la strage dei bambini ? Ci sono prove per il suo eccidio ? Giuseppe Flavio ne parla ? No. Io non cerco proprio nulla. Te lo ripeto, io racconto. Se ti senti culturalmente dotata sull'argomento perché non apri un tuo topic invece d'interferire nel mio ? In tal caso puoi crogiolarti nella “vanità delle vanità” e soddisfare il tuo narcisismo, invece non l’hai fatto perché non hai gli strumenti culturali necessari. 

Citazione
Sulla "natività" ti posso scrivere tutto quello che vuoi a smentita dei tuoi "non credo".

Amo le biografie. Attendo di leggere quella sulla tua natività.   

Citazione
Ah, di libri ne ho letti tanti, caro Stranamore. E a onor del vero qui soltanto tu stai usando un tono a dir poco presuntuoso, ma piuttosto offensivo come succede sempre con chi ha la rabbia o il timore di essere messo con le spalle al muro o la coscienza che gli rode per qualche motivo. C'è troppa aggresività e rabbia nel tuo modo di rispondere che ti tradisce!

Lo sai che il tuo modo d’interloquire con me m’irrita, perciò ti rispondo come meriti, non per il timore di “essere messo con le spalle al muro” da te e dal tuo sapere. Ma figurati.  Sono presuntuoso del mio sapere sulla natività rispetto al tuo insufficiente sapere sull’argomento.
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 17, 2013, 05:33:05
Azzurra ha scritto:
Citazione
No, io immaginavo soltanto che fossi un tantino più civile e intelligente di quello che stai dimostrando.

Critichi  i miei post in modo inappropriato, m’insulti e poi pretendi che io sia “civile” con te ? Non ti cerco, sei sempre tu che vieni ad interferire nei miei topic per scaricare la tua aggressività contro di me. Ti ho detto più volte che non voglio dialogare con te e tu insisti perché altri ti ignorano. 

La tua aggressività ti porta sempre a scrivere l’ultimo post in una discussione. Ma io non voglio perdere tempo con te, non lo meriti. 

Citazione
Il culto mitralico appartiene alle religioni misteriche,
culto mitralico ? Non è la valvola mitralica del cuore. Si dice mitraico,  ignorante.

Citazione
Mi viene in mente il versetto evangelico: “"Non date ai cani ciò che è santo, perché non si rivoltino contro di voi per sbranarvi. Non gettate le vostre perle ai porci, perché non le calpestino con le zampe.”

Da te non ho avuto nulla di santo e neanche perle. Mi dispiace molto averti incontrato nel cyberspazio e di aver perso tempo a dialogare con te. 
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 17, 2013, 05:43:11
29 dicembre: in questo giorno  il calendario ricorda l’inglese Tommaso Becket, che fu arcivescovo di Canterbury nel XII secolo. Ma quest’anno il 29 dicembre è anche domenica, e nella domenica dopo il Natale la Chiesa cattolica celebra la “Santa famiglia” di Nazaret, formata da Gesù, Giuseppe e Maria.  La liturgia dedica la riflessione all’unità della famiglia,  come viverla nello spirito del messaggio cristiano.

Nel 17/esimo secolo la festa della “Santa famiglia” veniva celebrata localmente dalle pie confraternite od altre associazioni.

Il papa Leone XIII, con il Breve “Neminem fugit” del 14 giugno 1892, istituì a Roma l'associazione della Sacra Famiglia, per unificare le Confraternite con lo stesso nome. L’anno seguente stabilì la festa della Sacra famiglia nella terza domenica dopo l'Epifania.

Nel 1921 il pontefice  Benedetto XV estese a tutta la Chiesa la celebrazione della Santa Famiglia, fissando la ricorrenza alla domenica compresa nell'ottava dell'Epifania. Nella liturgia il termine “ottava”  viene usato in due diversi significati: celebrazione della festa protratta per otto giorni consecutivi, compreso il giorno della festa; oppure, indica l'ottavo giorno dopo la festa.
 
Papa Giovanni XXIII  fece collocare questa festa alla prima domenica dopo l'Epifania.

Dopo il Concilio Vaticano II ci fu un ulteriore spostamento alla commemorazione. Secondo il calendario della forma ordinaria del rito romano la Santa famiglia  deve essere festeggiata  nella domenica che intercorre tra il  Natale ed il Capodanno; se la domenica non capita tra i due eventi festivi  la Santa famiglia viene celebrata il 30 dicembre.

Il rito romano è il rito liturgico della Chiesa cattolica più diffuso nel mondo. Nell’antichità era uno dei tanti riti occidentali. Le maggiori chiese locali, infatti, esprimevano tutte un proprio rito. Il Concilio di Trento stabilì che rimanessero solo quelli che potessero vantare un'antichità di almeno duecento anni.

Oggi il rito romano è il maggiore in termini di diffusione e numero di aderenti, e per questo si tende spesso erroneamente a considerarlo l'unico nella Chiesa cattolica, invece sono in vigore altri riti, come l’Ambrosiano, che commemora la ricorrenza nella terza domenica dopo l'Epifania.

Il tema iconografico della Santa Famiglia è stato nei secoli oggetto di moltissime raffigurazioni artistiche, in particolare nella pittura e scultura.

(http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/08/Raffael_017.jpg/300px-Raffael_017.jpg)
Raffaello Sanzio:”Sacra Famiglia con palma”(con riferimento all’albero che si vede sul fondale); 1506 circa. In origine questo  dipinto ad olio  era su tavola, successivamente fu trasferito su tela, conservata nella National Gallery of Scotland, ad Edimburgo.
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: nihil - Dicembre 17, 2013, 09:45:31
Azzurra cara, amante della polemica, cerca di commentare i post e non attaccare gli autori. Non è il senso di questo sito.  ahuh
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 17, 2013, 14:45:57
Azzurra, sto pensando che tu sia anche un po’ masochista. Se ogni giorno non leggi i miei rimproveri  rivolti a te subisci una crisi di astinenza. Ti ho detto più volte di non dialogare con me e tu insisti.

Finora su questo topic non hai evidenziato nessun errore nella mia narrazione, perché non puoi notarli. Sto seguendo quanto scrivono nei loro libri  due teologi (uno dei due è Ratzinger) ed un esegeta.

Io non so tutto, sto soltanto narrando.

Le tue non sono critiche ma denigrazioni ai miei post per il piacere di contestare.  Io scrivo come reputo opportuno. Te lo ripeto apriti un tuo topic e scrivi quello che ti pare, senza comportarti da troll in quello che ho aperto io.  Finora non hai proposto nulla di interessante e non sei riuscita a correggere nulla di ciò che ho scritto perché non sei in grado di correggermi con rilievi teologici, esegetici e storici. 
   
Azzurra, tu continui a mettere “in piazza”  alcune mie confidenze personali che (purtroppo) ti feci due anni fa in altro forum,  mischiando il mio privato ai miei post, ma non te ne “accorgi”, e dici che ti limiti a criticare ciò che scrivo. Ma che strano,  per te è tutto normale.  E mi costringi a risponderti pubblicamente facendo violenza al mio carattere.

Allora ti dico che sono due anni che con me hai superato il filo rosso. Non ho più la pazienza di sopportarti. Dimentico che sei una donna e ti tratto da persona maleducata. Non sono un santo e non sono disponibile ad offrirti l’altra guancia. Perciò lasciami stare.

Citazione
ne fai un tuo mosaico che rappresenta quello che vorresti rappresentare. Solo che devi fare i conti con chi ti legge però e devi accettare le critiche; questo è internet! Ignorante.

Per esempio fare i conti con te ?  Con la tua sapienza ? Le tue sono critiche ? No, sono pretesti per attaccare le persone. Sei solo capace di denigrare, non sei propositiva, non migliorativa di un testo, perciò evita.

Nihil, chiedo scusa a te e agli altri nick che stanno constatando la mia aggressività verbale non voluta ma sollecitata e debbo difendermi.

 Spero di poter continuare a scrivere in questo forum. Se necessario posso lasciarlo per far contenta il nick Azzurra. Questo è il suo fine.     
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: nihil - Dicembre 17, 2013, 17:33:47
questi dibattiti sono comunque interessanti, basta che si rimanga nei limiti della cortesia. :rose:


Immmaginiamoci però di un nuovo iscritto che si affaccia e legge certe cose...ovviamente scappa! il clima a volte non è accogliente e questo sito ha bisogno di penne, non di fughe.
Si possono dire le stesse cose, controbattere, contestare, precisare e ciò va benissimo, anzi arricchisce la pagina, però la gentilezza non dovrebbe mancare.
Poi fate come vi pare. ;)
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: piccolofi - Dicembre 18, 2013, 17:18:57
Scusate se intervengo, io non sono un moderatore, ma, posto che non ho potuto leggere la replica incriminata perche' non c'e' e mi pare manchino degli interventi, mi si affaccia un pensiero:
perche' due persone ambedue intelligenti, propositive, sia pure ognuna con la sua cultura e i suoi gusti e la sua visione, non possono semplicemente fare interventi, anche contestativi, ma del testo e non dell'altrui persona?
A me pare che si scada appunto nel personale, che ci sia un evidente scontro di caratteri e personalita', e si sa che da qui al poter offendere il passo PUO' essere breve.
Ma puo' anche non esser fatto questo passo.  Appunto perche' questo e' un Forum, e' ovvio che si tratta di convivere, sia pure virtualmente, con le persone e le convinzioni piu' disparate.
E se si scade nell'offesa, nell'attacco alla sensibilita' e dignita' dell'altra persona, e' finita : perche' il Forum, ossia il luogo del dibattere, che democraticamente e' una cosa preziosa, se ne va a carte quarantotto, insomma a pallino.
Purtroppo, se si inizia, diventa un circolo vizioso : botta- e risposta, botta- e risposta, subentra l'orgoglio, nessuno vuol cedere, anche perche' la cosa e' pubblica e pare di perdere ( errore ).
Si minano le fondamenta di un forum.
Chi si affaccia curioso.., scappa in breve, come dice Nihil.
E perche'?  Ma perche', con tutti i casini che ognuno di noi ha nella vita, ci manca solo di avvelenarci anche qui.
Sono sicura che ognuno di noi al Forum vuole partecipare per reale bisogno di esprimersi, e dibattere, e trovare nuovi stimoli e magari idee con cui confrontarsi.
E' inevitabile che siamo diversi : come idee, politicamente, come religione, come gusti, come simpatie e antipatie, eccetera.
Ma, cavolo, facciamone un tesoro di questo, un input positivo, non scadiamo nel battibecco e nell'insulto che poi e' facile ne segua.
O vogliamo fare come quegli esemplari poco apprezzabili e poco dignitosi dei nostri politici, che ogni tanto la Tv ci fa vedere che si azzuffano in Parlamento cercando anche di menarsi???
Non offrono un bello spettacolo, perche' sono a livello di asilo o Scuole Medie : infatti riescono solo a un certo punto ad usare le mani, mentre il Parlamento, come dice il nome, dovrebbe essere il luogo del dibattere e polemico nel senso greco del termine.
Secondo me il forum e' il terreno dello scambio fra gente diversa, lontana, ma accomunata dal gusto quando non la necessita' del confrontarsi con altre teste e pensieri.
Dunque, possibilmente, e anche in considerazione del particolare periodo in cui siamo, si lascino da parte le polemiche astiose, l'ascia di guerra.
Chi non si sopporta e' meglio non si frequenti, ma volendosi " frequentare " lo si faccia con un po' di garbo, che non e' ipocrisia ma solo il pensare che anche l'altro non e' il nostro tappetino su cui camminare, ma ha una sensibilita' e una dignita'.
Io invito al rispetto, in sostanza.
Qualcuno non ci piace?
Non diciamoglielo in malo modo, limitiamoci a contestare non lui o lei, ma solo le sue idee.
Piu' che educazione mi sembra sensibilita', quella che tutti qua abbiamo ( o non ci interesseremmo di cose come letteratura, poesia, religione e via dicendo ).
Non sta a me giudicare chi nel caso in questione abbia ragione e chi torto : intanto la ragione e il torto non sono mai da una parte sola, poi lo troverei stupido, come e' sempre l'ergersi a giudicare.
Mi limito a dire :
" Ragazzi, rientrate con un sorriso nelle righe, c'e' posto per tutti e nessuno deve andarsene.
 Si chiuda qua la polemica, con un colpo di spugna perche' altrimenti sarebbe infinita, e, davvero, pensiamo a farci gli auguri di un Buon Natale, che fra poco abitera' nelle case di tutti e speriamo sia sereno " :htsh: :snow: 
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 20, 2013, 00:52:20
31 Dicembre: San Silvestro

Fu il primo papa della Chiesa non più minacciata dalle persecuzioni  anti-cristiane, dopo il cosiddetto “Editto di Costantino” o “Editto di tolleranza” dell’anno  313. Ho scritto “cosiddetto” perché non fu un editto ma un “rescritto”:  la risposta chiarificatrice   ad un quesito  sull'editto di Serdica (l’attuale Sòfia, capitale della Bulgaria), del  30 aprile 311, con il quale l’augusto  Galerio  e i cesari dell’epoca, Costantino e Licinio, concessero al cristianesimo lo status di “religio licita” nell’impero e la libertà di culto, la cessazione delle persecuzioni contro i cristiani e la restituzione dei loro beni sequestrati.   

Nel febbraio del 313 i due augusti dell’impero romano, Costantino I per l’Occidente e Licinio per l’Oriente, decisero di far applicare i provvedimenti  contenuti nell’editto del 311, con il quale si poneva fine alle persecuzioni anti-cristiane. 

Prima lo storico tedesco Otto Seeck  e poi lo storico italiano Arnaldo Marcone (nel suo saggio  “L’Editto di Milano ed il tempo della Tolleranza: Costantino 313 d.C.”),  affermano che l’errata interpretazione di una proposizione di Eusebio di Cesarea fece chiamare “editto di Milano” ciò che invece è un rescritto e non fu promulgato a Milano da Costantino ma nel 313 da Licinio a Nicomedia (l’attuale città di Izmit in Turchia) come direttiva per l’applicazione dell’editto del 311 nella pars occidentalis e nella pars orientalis dell’impero romano. Quindi i cristiani non ottennero la tolleranza con quel rescritto ma dall’editto di Galerio.
 
Nel 313sul soglio pontificio c’era come papa l’africano Milziade, morto nel 314. Suo successore fu Silvestro I,  che pontificò per 21 anni, dal 314 al 335; fu poi santificato e commemorato  sul calendario nel giorno  della sua morte, il 31 dicembre.

Il suo pontificato coincise con il lungo impero di  Costantino I, morto nel 337. Fu l'imperatore a gestire, di fatto, il potere e le attività della Chiesa E Silvestro rendeva esecutivi gli ordini costantiniani.

Costantino  I intervenne anche  per ricomporre le diatribe che scuotevano la Chiesa al proprio interno. Cercò di evitare che nel cristianesimo si creassero dissensi, eresie, scismi, perciò nel 325 convocò il Concilio di Nicea per ristabilire la pace religiosa e  per risolvere la controversia ariana sulla natura di Cristo.
L'assemblea degli oltre 300 vescovi fu presieduta da Osio di Cordova, mentre Costantino ne era il presidente onorario.  Il pontefice Silvestro I prese parte in modo indiretto ai negoziati. Fu fisicamente  assente "per motivi di età", però inviò i suoi legati.

Su questo papa ci sono alcune leggende che sono in contrasto con gli avvenimenti storici. Un esempio è il “Constitutum Constantini” (= delibera di Costantino), meglio conosciuto come “Donazione di Costantino”,  un falso documento  col quale per secoli la Chiesa di Roma fondò la legittimazione del proprio potere temporale (politico) in Occidente.
Il documento pretende di riprodurre un editto dell’imperatore Costantino I nell’anno 324 con il quale concederebbe al vescovo di Roma Silvestro I e ai suoi successori il primato sui cinque patriarcati (Roma, Costantinopoli, Alessandria d’Egitto, Antiochia e Gerusalemme) e attribuirebbe ai pontefici le insegne imperiali e la sovranità temporale su Roma, l’Italia e l’intero Impero Romano d’Occidente. L’editto confermerebbe inoltre la donazione di proprietàimmobiliari estese fino in Oriente e costituirebbe atto di donazione a Silvestro del palazzo Lateranense, che l’imperatore lasciò al pontefice quando trasferì la propria sede a Costantinopoli.
 
Il falso documento presenta la donazione come una ricompensa a papa  SilvestroI per aver guarito l’imperatore dalla lebbra tramite un miracolo.

Fino al XVI secolo il documento fu esibito dalla curia romana  per avvalorare i propri diritti sui vasti possedimenti territoriali in Occidente e per legittimare le proprie mire di carattere temporale ed universalistico.

Papa Innocenzo IV nel 1246 fece addirittura raffigurare  la  cosiddetta “Donazione di Costantino I” in un ciclo di affreschi suddivisi in 11 riquadri nell’oratorio di San Silvestro, presso la chiesa romana dedicata ai Santi Quattro Coronati.

 (https://encrypted-tbn1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTY6VuGxMnUIOUowItdbVKqjDwaJqJGyE1c6_3mhcF_Ut7phRfVmA)
in questo riquadro è rappresentato l'imperatore Costantino I in ginocchio mentre offre a papa Silvestro I la tiara imperiale, simbolo del potere temporale.  Il pontefice ha sulla testa la mitria vescovile, simbolo del potere religioso.
Con il suo gesto Costantino concede al papa l'autorità civile su Roma e di conseguenza sull’Italia e sull'impero romano d'Occidente. In tal modo il papa aggiunge al potere spirituale anche quello politico. 

(http://www.scudit.net/mdpapa_file/donazione2.jpg)
Quest’altra immagine rappresenta papa Silvestro I sul cavallo mentre entra a Roma, accompagnato dall’imperatore Costantino I che regge le redini. Il pontefice ha sulla testa la tiara imperiale che gli ha “regalato” l’imperatore e prende possesso della città di Roma e dell’Occidente. I suoi due poteri, religioso e temporale, sono simboleggiati dalla croce e dalla spada nelle mani dei due personaggi che precedono l’imperatore. 

Tali affreschi furono motivati dai contrasti tra il pontefice Innocenzo IV e l'imperatore svevo Federico II. Il papa pretendeva non solo di governare la Chiesa ma di avere anche l'autorità sull'impero, pretesa inaccettabile da parte di Federico II. Quindi lo scopo di quelle provocatorie pitture murali in quel tempo era politico, perché vogliono evidenziare la legittimità del potere temporale dei papi, a cominciare dal papa Silvestro I.

La prima  negazione dell’autenticità del “privilegium” fu quella del cardinale Nicola Cusano nel suo “De concordantia catholica”, presentato nel 1433.  Sette anni dopo, nel 1440,  il filologo  Lorenzo Valla (1405 circa – 1457) scrisse il “De falso credita et ementita Constantini donatione declamatio” (ma fu pubblicato postumo, nel 1517) col quale  con argomentazioni storiche e filologiche, dimostrò che quel documento non poteva essere stato scritto in epoca costantiniana ma nella seconda metà dell’VIII secolo,  forse durante il pontificato di Stefano II (752 – 757).

Comunque papa Silvestro I  per i suoi “meriti” fu “elevato agli onori degli altari” e col tempo è diventato tra i santi più noti, perché nella “notte di San Silvestro” si festeggia il Capodanno. Per la verità la notte di San Silvestro è quella tra il 30 ed il 31 dicembre e non quella tra il 31 e l’1 gennaio. Comunque si usa dire così e la tradizione va “rispettata”. C’è il “cenone di Capodanno, vengono mangiate le lenticchie, il cotechino ed altre specialità gastronomiche. Le lenticchie simboleggiano auspici di ricchezza a chi le mangia la sera del 31 dicembre oppure nel pranzo di Capodanno.

Di solito la sera del 31 dicembre si trascorre in compagnia per il cosiddetto “veglione di Capodanno", perché si veglia fino all’alba del primo giorno dell’anno: in casa, nei locali pubblici, nelle piazze; si canta, si balla, si gioca, e a mezzanotte ci si scambia gli auguri, baci, abbracci, i tappi volano dalle bottiglie di spumante; si “sparano i botti”, vengono lanciati petardi e “bombe carta” per intimorire gli spiriti avversi; invece i fuochi pirotecnici, le fiaccolate, i falò simboleggiano il fuoco purificatore ed evocano gli antichi riti del solstizio d’inverno. 
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 21, 2013, 08:47:25
1 Gennaio: Maria Santissima Madre di Dio

“festum Sanctae Dei genitrix Mariae in octava Domini”.

La ricorrenza liturgica è connessa con il titolo mariano di theotòkos, parola greca che significa “colei che genera Dio” , con riferimento alla divina maternità di Maria, la “Madre di Dio”.

Nel 1931 il pontefice Pio XI  incluse la commemorazione della theotòkos nel calendario liturgico  cosiddetto "romano" alla data dell’11 ottobre. Successivamente la riforma liturgica del  1969  spostò la solennità della Madre di Dio all’1 gennaio. In questo giorno  la Chiesa cattolica celebra  sia la divina maternità di Maria sia la “Giornata mondiale della pace”, voluta dal papa Paolo VI dall’1 gennaio 1968.  Ma non è l’unica. Infatti nel novembre del 1981  anche l’Assemblea generale delle nazioni unite decretò il 21 settembre “Giornata internazionale della pace”. Penso che due siano troppe, sarebbe meglio unificarle e cercare di non farle diventare frasi retoriche. 

Anche in epoca romana l’1 gennaio veniva dedicato alla conciliazione, e tra amici e parenti c’era l’usanza di scambiarsi dei doni: medaglioni e lucernette di terracotta con raffigurazioni del dio Janus, ma anche miele, datteri, focacce dolci, fichi secchi, ramoscelli d’alloro.  In quel giorno a Roma venivano insediati  i nuovi consoli. La cerimonia era caratterizzata da due processioni parallele, che convergevano nella “Via Sacra”, poi dal foro magnus (il primo e il più grande dei 6 fori nell'area) il corteo saliva sul colle capitolino per assistere al sacrificio di animali in onore degli dei Veiovis, Giunone e Giano, il dio bifronte: con i due volti può guardare il futuro ed il passato, sorvegliare le entrate e le uscite dei passaggi, dei ponti. Il suo nome deriva da “ianua”, che significa “porta” e come “portinaio” è simboleggiato  con in mano una chiave ed un bastone. Nella sua riforma del calendario romano, il re Numa Pompilio dedicò a Giano il primo mese successivo al solstizio d'inverno, gennaio, che con la riforma giuliana del 46 a.C. passò ad essere il primo dell'anno.

(http://www.sullacrestadellonda.it/mitologia/images/giano.jpg)

Nel passato la Chiesa cattolica  l’1 gennaio commemorava la “circoncisione di Gesù”, poi  per volere del Concilio Vaticano II questa memoria fu eliminata dal calendario liturgico romano, in vigore dal 1970, e fu sostituita dalla celebrazione della Madre di Dio.

La  circoncisione (in ebraico brit milà)  è un rituale di passaggio che permette al bambino di far parte del popolo di Israele, come è scritto nella Genesi:  "Disse Dio ad Abramo:’Da parte tua devi osservare la mia alleanza, tu e la tua discendenza dopo di te di generazione in generazione. Questa è la mia alleanza che dovete osservare, alleanza tra me e voi e la tua discendenza dopo di te: sia circonciso tra di voi ogni maschio. Vi lascerete circoncidere la carne del vostro membro e ciò sarà il segno dell’alleanza tra me e voi. Quando avrà otto giorni, sarà circonciso tra di voi ogni maschio di generazione in generazione, tanto quello nato in casa come quello comperato con denaro da qualunque straniero che non sia della tua stirpe. Deve essere circonciso chi è nato in casa e chi viene comperato con denaro; così la mia alleanza sussisterà nella vostra carne come alleanza perenne. Il maschio non circonciso, di cui cioè non sarà stata circoncisa la carne del membro, sia eliminato dal suo popolo: ha violato la mia alleanza.’ ”(17, 9 – 14)

Anche Gesù fu circonciso. L’evangelista Luca narra che “Quando furon passati gli otto giorni (dalla nascita) previsti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima di essere concepito nel grembo della madre”.  (2, 21) Il rito ebraico vuole che il nome venga assegnato al neonato nel corso della cerimonia della circoncisione,  alla quale partecipano parenti ed amici. 

Che fine fece il prepuzio di Gesù ? A santa Brigida di Svezia apparve la madre di Dio per rivelarle che portava il prepuzio sempre con sé come se fosse un gioiello. Le rivelò anche che prima della sua Assunzione consegnò il cimelio a San Giovanni Evangelista.
Anche altre mistiche ebbero visioni del “santo prepuzio”. Santa Caterina da Siena durante le sue estasi  sosteneva di portarlo al dito come anello di fidanzamento mistico con Cristo.
L’austriaca Agnes Blannbekin immaginò di ingerirlo, come un’ostia consacrata.

Nel medioevo di “santi prepuzi”  di Gesù se ne contarono fino a 18, sparsi in varie città d’Europa. Uno fu donato da Carlo Magno al papa Leone III, che lo fece custodire assieme ad altre reliquie nel “Sancta sanctorum” della basilica di San Giovanni in Laterano, a Roma.

Nel 1900, la Chiesa vietò a chiunque di scrivere o parlare del “Santo Prepuzio”, pena la scomunica (Decreto no. 37 del 3 febbraio 1900). Forse capì, con molto ritardo, di aver  sbagliato nella commemorazione di un rito ebraico che non gli apparteneva e suscettibile di curiosità sull'organo genitale maschile.
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 21, 2013, 15:47:20
Beh, se io fossi un uomo di 70 anni non disprezzerei tanto il "santo prepuzio" ...  magari si può chiedere e ricevere la grazia e fare a meno del viagra. Tentar non nuoce; bisogna saper sfruttare le occasioni.

(http://i32.tinypic.com/672wir.gif)
micio hai forse capito cosa vuol significare l'enigmatica azzurra ?

Io non riesco a trovare la connessione tra il prepuzio ed il viagra.
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Micio - Dicembre 21, 2013, 17:07:35
io non capisco cosa c'entri il povero settantenne con i suoi problemi di alza bandiera  ahuh
Credo che si tratti di altra mancanza.. che quella del viagra  ;D
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 21, 2013, 18:41:35
nick Micio ti ringrazio per il tuo intervento, ma involontariamente ho causato un'omonimia. Ho battezzato "micio" il disegno animato.

(http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/e3/Animhorse.gif/200px-Animhorse.gif)
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 22, 2013, 00:14:19
6 gennaio: Epifania di Nostro Signore  

Il 6 gennaio la Chiesa cattolica celebra la manifestazione di Cristo ai popoli, simboleggiati dai Magi che si recano dal neonato Gesù per omaggiare la sua divinità.

La Chiesa definisce questa festa “Epifania”, parola che deriva dal vocabolo greco “epiphàneia” (= manifestazione, apparizione;  in latino“Epiphanìa”, in italiano  "Epifanìa”.
Lo stesso vocabolo greco fu tradotto in latino anche nella forma “Epiphània”, con l’accento sulla prima vocale “a” anziché sulla “i. E tale versione ha dato origine in Toscana alla parola "Befana", mitico personaggio sconosciuto nelle altre nazioni.

Per comprendere perché l’immaginario collettivo abbia creato nel passato un’anziana donna, non bella ed un po’ strega, si debbono esaminare in varie parti d’Europa alcune feste popolari, durante le quali veniva segato o bruciato un fantoccio con sembianze di vecchia, la quale  impersona l’arcaica figura di “madre natura” giunta invecchiata alla fine dell’anno. Ma prima di morire offre dei doni: le sementi, da piantare nella terra per germogliare e fiorire in primavera, e riapparire  nella forma di giovane “madre natura”.

La Befana di solito viene chiamata con aggettivi diversi:

la “vecchia”: simboleggia l’inverno;

vecchina”: evoca l’indulgenza, la bontà verso l’infanzia;

vecchiaccia”, invece, è la metafora dei doveri e delle punizioni, perciò viene rappresentata come la strega delle favole, brutta e sdentata, avvolta in un mantello nero, le scarpe rotte, un nero cappello conico, che nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio vola sui tetti in sella ad una scopa, tenendola però, al contrario delle streghe, con il manico davanti a sé, mentre sulle spalle porta un sacco pieno di doni. Essendo magica, la Befana scende attraverso i comignoli e deposita ciò che reputa giusto nelle calze.

Per i fanciulli l’attesa della Befana è ricca di stupore, mistero, anche un po’ di paura. Verrà ?  Lascerà il suo dono nella calza appesa sul camino o vicino la finestra ?

Molti bambini ormai non credono alla Befana ed è Babbo Natale che ad essi porta i regali, senza i pezzetti di carbone vero oppure dolce, che si usava mettere insieme ai regali nella "calza della befana" appesa alla cappa del camino, come monito e funzione pedagogica per le disobbedienze.

Babbo Natale è  pienamente inserito nella “civiltà dei consumi, invece la Befana fa parte della civiltà contadina e patriarcale.   

In Italia, fino al primo quinquennio del 1950 il prestigio della Befana era indiscutibile. Poi la “vecchina che vola sulla scopa” fu messa a dura prova da Babbo Natale e dalle decisioni governative, che in otto anni abolirono e poi ripristinarono la festa civile dell’Epifania. Infatti il 27 dicembre 1985 il Consiglio dei ministri ripristinò con un decreto legge la festività, soppressa dal Parlamento nel marzo del 1977.

(https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcR9NmjAZvwqMn3rmTIUFjOJ-3Zi2goclwp-FIjzOmbo-s5qc_aQ_g)

Gli ortodossi per indicare l’apparizione, la  manifestazione della divinità,  usano il termine teofania, che è più appropriato della parola epifania.
 
L’Epifania del Signore cominciò ad essere celebrata nel II secolo per commemorare le “manifestazioni” che Gesù dette della propria divinità, per esempio i miracoli. 

In Spagna i regali ai bimbi li portano i Magi. La sera della vigilia dell’Epifania i fanciulli di Siviglia girano festosamente per le strade per assistere alla “Cabalcada de los Reyes Magos”, un corteo sontuoso di carrozze con figuranti che impersonano i Magi e distribuiscono caramelle durante la sfilata.

Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Micio - Dicembre 22, 2013, 10:04:12
Acc..  ;D
Allora evitate di cercar mici, al massimo micette che già va meglio  ;D
:gatt:
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 23, 2013, 06:56:46
i Magi

L’evangelista Matteo narra che “Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: ‘Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo’. All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:  E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele.

Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: ‘Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo’.
Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia.
Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.
 Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese
”.  (Mt 2, 1 – 12)

 I “Magi” (dal greco màgoi, plurale di magos)  vengono reputati da Matteo dei “sapienti”: astrologi ? Astronomi ? Appartenenti alla casta sacerdotale persiana di Zoroastro ? 

Questo evangelista non dice quanti erano i Magi né i loro nomi.  Ne furono immaginati da 2 a 12, come gli apostoli. L’incertezza appare anche nell’arte paleocristiana. A Roma ce ne sono 4 in un affresco parietale nelle catacombe di Domitilla,  2 in un affresco nelle catacombe di Pietro e Marcellino.

Basandosi sui tre doni offerti a Gesù, papa Leone I, che pontificò dal 440 al 461,  per simmetria decise tre Magi, elevati al rango di re dalla tradizione popolare, in riferimento al salmo 72 che nel verso 11 afferma: “A lui tutti i re si prostreranno, / lo serviranno tutte le nazioni”.

L’episodio dell’adorazione dei Magi (Mt 2, 1 – 3) fu utilizzato dagli artisti paleocristiani per rappresentare l’avverarsi delle antiche profezie bibliche.

Nell’apocrifo “Vangelo armeno dell’infanzia” colmo di notizie leggendarie, ci sono anche i nomi dei tre sapienti orientali: Melkon, Gaspar e Balthasar, da noi conosciuti  coi nomi italianizzati: Melchiorre, Gaspare, Baldassarre.

Secondo il racconto teologico di Matteo, una stella motivò i Magi a mettersi in cammino verso il luogo di nascita di Gesù. Questo evangelista  considerava quella stella un segno messianico, perciò è irrilevante sapere se è veramente esistita, se fu la cometa di Halley od altro.   

I Magi arrivarono a Betlemme 12 giorni dopo la nascita di Gesù.   “Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua Madre, e  prostratisi lo adorarono” (Mt 2, 11) In questa frase colpisce  il fatto che manchi Giuseppe.
“Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra”.  Per la scelta dei regali Matteo trasse ispirazione dal profeta Isaia: “
“Uno stuolo di cammelli ti invaderà,
dromedari di Màdian e di Efa,
tutti verranno da Saba, portando oro e incenso
e proclamando le glorie del Signore
”.(60, 6)

Nei tre doni la tradizione della Chiesa vede rappresentati, con alcune varianti, tre aspetti del mistero di Cristo: l’oro rimanda alla regalità di Gesù, invece l’incenso e la mirra rimandano alla Passione di Cristo. L’evangelista Giovanni dice che  Nicodemo per l’unzione della salma di Gesù si procurò anche la mirra (Gv 19, 39) 

Nei presepi che si allestiscono nelle nostre case  a volte si usa collocare le statuine dei tre Magi  ad uno degli angoli della scenografia, per poi spostarle un po’ in avanti col passare dei giorni per farli arrivare a Betlemme nel giorno dell'Epifania, guidati nel loro cammino dalla cometa.
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 24, 2013, 00:34:04
Fuga in Egitto della Santa Famiglia

“Essi (i Magi) erano appena partiti, quando un angerlo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: ‘Alzati, prendi con te il bambino e sua madre, e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode  sta cercando il bambino per ucciderlo’.
Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
‘Dall’Egitto ho chiamato il mio figlio’”.
(Mt 2, 13 – 15)
 
(http://shoutitforlife.com/wp-content/uploads/2013/11/Mary-and-Joseph-from-the-Nativity-Story-213x300.jpg)

Il profeta cui fa riferimento Matteo è Osea:
“Quando Israele era giovinetto,
io l'ho amato
e dall'Egitto ho chiamato mio figlio”.
(11, 1)

Il verso evoca l’esodo degli Ebrei dall’Egitto. Il popolo di Israele è chiamato da Dio “mio figlio”, come nel “Libro dell’Esodo” (4, 22 – 23)

Osea (VIII sec. a.C.) racconta la storia di Israele, come una storia d’amore tra Dio ed il suo popolo.
Joseph Ratzinger nel suo libro “L’infanzia di Gesù” dice che l’attenzione premurosa di Dio verso Israele non viene descritta da Osea come amore sponsale, ma come amore dei genitori per la propria prole, perciò Israele è definito “figlio”.

Per l’evangelista Matteo il profeta Osea ovviamente parla di Cristo, e non del popolo di Israele, Egli è il vero Figlio e non Israele. E’ lui che Dio ama e chiama in Egitto, tramite il padre Giuseppe, che agisce secondo gli ordini che nuovamente riceve in sogno da un angelo.

L’evento evoca l’”haggadah” di Mosé, la sua vicenda infantile. I dotti avevano predetto al faraone  che sarebbe nato da stirpe ebrea un bambino (Mosé) che da adulto avrebbe distrutto il dominio degli Egizi e reso potenti gli Israeliti. Allora il re avrebbe ordinato di buttare nel fiume ed uccidere tutti i bambini ebrei subito dopo la nascita. Al padre di Mosé, però, sarebbe apparso Dio in sogno e avrebbe promesso di salvare il bambino.

Ovviamente le analogie non bastano per far apparire il racconto matteiano come variante cristiana dell’haggadah di Mosé, tramandata dallo storico ebreo Giuseppe Flavio, vissuto circa 50 anni dopo l’apostolo, però il racconto sembra testimoniare una tradizione più antica.   

L’episodio della fuga in Egitto e del ritorno in Palestina di Gesù e i suoi genitori è citato soltanto dall’evangelista Matteo, che non dice nulla  riguardo  ai mesi o  gli  anni trascorsi dalla famiglia in Egitto: che cosa fecero ? Dove vissero ?  Quanto tempo vi rimasero ?  Per saperlo bisogna consultare alcuni vangeli apocrifi, con notizie inverosimili e miracolose. Sicuramente ebbero subito bisogno di una casa e di un lavoro per Giuseppe. 
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 25, 2013, 11:25:53
Ritorno dall'Egitto della Santa Famiglia e dimora a Nàzaret  

Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: ‘Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va nel paese d'Israele, perchè sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino’.  Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre ed entrò nel paese d'Israele.
Avendo però saputo che era re della Giudea Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi.
Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nazaret, perche si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: ‘Sarà chiamato Nazareno’
”. (Mt 2, 19-23)

(http://sela.tikvaisrael.com/images2/nazaret.JPG)
Veduta di Nazaret

Anche in questo caso il racconto di Matteo è teologico ed evoca il biblico “Libro dell’esodo”  nella parte dove dice  che “Il Signore disse a Mosè in Madian: ‘Và, torna in Egitto, perché sono morti quanti insidiavano la tua vita!’. Mosè prese la moglie e i figli, li fece salire sull'asino e tornò nel paese di Egitto.” (Es 4, 19-20)

Secondo la tradizione Mosè da bambino scampò  alla persecuzione voluta dal faraone,  perché venne salvato dalla figlia di quest'ultimo ed educato alla corte egizia, da dove fuggì nell’età adulta dopo aver commesso un omicidio. Uccise un sorvegliante egiziano che stava picchiando un ebreo. Mosé si rifugiò a Madian, dove sposò Zippora, figlia del sacerdote locale, e vi abitò per  40 anni. 

Dei quattro vangeli canonici solo Matteo narra della fuga in Egitto della santa famiglia e del successivo ritorno di questa in Galilea. Invece seguendo il racconto dell’evangelista Luca si giunge  alla convinzione  che essi non furono costretti alla partenza, perché nel 40/esimo giorno dalla nascita di Gesù andarono nel Tempio di Gerusalemme, che dista circa 10 chilometri da Betlemme,  per la  “purificazione”  di Maria e la “presentazione” di Gesù, figlio  maschio primogenito, come da precetto della cosiddetta “legge mosaica”:

“L'Eterno parlò ancora a Mosè,
dicendo: 'Parla così ai figli d'Israele:
Quando una donna sarà rimasta
incinta e partorirà un maschio, sarà
impura sette giorni; sarà impura come
nel tempo de' suoi corsi mensuali.
L'ottavo giorno si circonciderà la
carne del prepuzio del bambino.
 Poi, ella resterà ancora trentatre
giorni a purificarsi del suo sangue; non
toccherà alcuna cosa santa, e non
entrerà nel santuario finché non siano
compiuti i giorni della sua
purificazione.
Ma, se partorisce una bambina, sarà
impura due settimane come al tempo
de' suoi corsi mensuali; e resterà
sessantasei giorni a purificarsi del suo
sangue”.
(Lv 12, 1 – 5)

Questa  parashah (sezione) della Torah afferma che  la donna è impura per sette giorni dopo il parto e in quei giorni non può avvicinarsi alle cose sacre. All’ottavo giorno il figlio maschio deve essere circonciso.
Il periodo di impurità della donna che ha partorito prosegue per altri 33  giorni se il figlio  è maschio,  se invece è femmina dura  il doppio, 66 giorni.
Il concetto ebraico di purità-impurità non è collegato in questo caso con lo “sporco” od il  “peccato”; mpuro è solo qualcosa di non adatto al sacro.

Nel “Libro del Levitico” è stabilito che la donna che ha partorito  un maschio, nel quarantesimo giorno dalla nascita del figlio deve offrire come sacrificio di purificazione  un agnello ed un colombo oppure una tortora. Se è povera può sacrificare due tortore o due colombi. (Lv 12, 1 – 8 ) L’evangelista Luca dice che  Maria offrì il sacrificio dei poveri (Lc 2, 24), anche se non aveva bisogno di essere purificata a seguito del parto di Gesù voluto da Dio,  ma ella obbedì alla legge mosaica. 

Dopo il rituale  per la sua “purificazione” Maria presentò Gesù davanti al tabernacolo per "offrirlo"  a  JHWH,  perché  ogni maschio  primogenito appartiene al Signore  (Lc 2, 23; Nm 18, 15 -16; Es 13, 2; Es 13, 12 s. 15) “, ma può essere “riscattato”  offrendo 5 sicli al sacerdote. Però l’evangelista Luca non dice nulla del riscatto di Gesù, invece fa sapere della consegna (“presentazione”) di Gesù. Evidentemente Luca intende dire che il bambino non  fu riscattato e non tornò nella proprietà dei genitori perché  essi lo "consegnarono" a Dio. Dopo questo atto cultuale seguì l’incontro della santa famiglia con gli anziani profeti Simeone ed Anna, che vedevano in Gesù il Messia atteso. Simeone lo reputò anche  “luce per illuminare le genti” (Lc  2, 32) . Questa frase simbolica dette origine in Occidente alla celebrazione della “presentazione  di Gesù al Tempio”, fissata dalla Chiesa cattolica  al 2 febbraio, 40 giorni dalla nascita di Gesù. La liturgia dispone la Messa  serale e la processione con le candele accese, da cui il termine popolare “candelora”, ma questa parola deriva dal latino “festum candelarum” ed è collegata all’usanza di benedire le candele, prima di accenderle e portarle in processione. Successivamente i ceri venivano (vengono ?) conservati nelle abitazioni dei fedeli come talismano. Questo rito  cristiano cominciò a Roma nel V secolo e fu sovrapposto alla cerimonia pagana dei Lupercali.

Dopo la digressione torno alla santa famiglia e mi domando cosa fece  dopo aver compiuto i precetti nel Tempio. Luca ci informa che Giuseppe, Maria ed il bambino “fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret” (Lc 2, 39), che dista  circa 150 chilometri da Gerusalemme. 

post scriptum per Azzurra.  Qui non sto elaborando una tesi di laurea e non ho bisogno di consultare numerosi libri  su un singolo argomento per dire tizio dice questo, Caio dice altro. Sto soltanto raccontando la natività di Gesù e ciò che dico non è smentibile. Tu rimani con le tue opinioni, io con le mie. 
Titolo: Re:Tempo di Natale
Inserito da: Doxa - Dicembre 26, 2013, 08:51:05
Battesimo di Gesù

La commemorazione del “battesimo di Gesù” nella prima domenica dopo l’Epifania conclude il “tempo di Natale”. 
 
L’episodio è narrato nel Vangelo di Matteo (3, 13 – 17), nel Vangelo di Marco (1, 9 -11)  e nel Vangelo di Luca (3, 21 – 22)  Nel Vangelo di Giovanni c’è  invece la testimonianza del battezzatore della discesa dello Spirito Santo su Gesù ma non parla del battesimo di Cristo (1, 19 – 34). In tutti e quattro i vangeli la missione di Giovanni battista è descritta con un passo del profeta Isaia: “Una voce grida: ‘Nel deserto preparate la via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio’” (Is 40, 3). 
 
L’evangelista Matteo dice che “In quel tempo, Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: ‘Io ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me ?’. Ma Gesù gli disse: ‘Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia’. Allora Giovanni acconsentì.
Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli, ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: “’Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto’
” (Mt 3, 13 -17).

L’evangelista Luca ci dice che Gesù ricevette il battesimo stando in preghiera (3, 21), mentre il quarto Vangelo  ci informa che Giovanni il battista nel vedere Gesù disse: “Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo !” (Gv 1, 29), con riferimento ad una allusione del profeta Isaia (53, 7). 

Il quarto evangelista  dice che  “Giovanni battezzava ad Ennòn, vicino a Salim, perché c’era là molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare.” (Gv 3, 23). A questa località hanno cambiato il toponimo, è denominata Qasr al-Yahud, nella Valle del Giordano, meta  ogni anno del pellegrinaggio di migliaia di fedeli che chiedono di potercisi immergere o di bagnarsi almeno la mano. Il biblico corso d’acqua è diventato esiguo. Ha perso il 95% delle acque utilizzabili perché usate per irrigare le campagne e per usi civili ed industriali. Il 54% del fiume appartiene alla Giordania, il 30% alla Siria, il 14% ad Israele e Palestina, il 2% al Libano. Ognuna di queste nazioni prende l’acqua che può senza rispettare il diritto internazionale. Chi controlla l’alto corso del fiume Giordano, dal monte Hermon al lago di Tiberiade, ha il potere di deviarlo, creando problemi a chi sta nel tratto finale.

(http://www.cicts.org/img/news/571.jpg)
pellegrini sulla sponda del fiume Giordano a Qasr al-Yahud

Il battesimo di Gesù fu diverso dal rituale che vediamo in chiesa o nel battistero. Diverso è anche il significato simbolico. Giovanni impartiva il  battesimo a chi si convertiva,  invece il rito cristiano rende il battezzato infuso dello Spirito Santo e figlio di Dio, purificato dal peccato originale. E’ per questo che il battesimo è sacramento, perché in esso “interviene Dio”.

Matteo nel suo Vangelo afferma che quando Gesù risorse disse ai suoi apostoli: “Andate e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo" (Mt. 28, 19).

Le parole “battesimo” e “battezzare” derivano da due verbi greci (“bàpto/baptizein”) che significano immergere. Nelle antiche culture religiose, compresa quella giudaica al tempo di Cristo, erano diffusi i “riti lustrali” con l’acqua, attestati dalle vasche e dalle piscine di Qumran, che fu sede dell’antica comunità ebraica degli Esseni, alla quale, forse, appartennero Gesù e Giovanni il battezzatore. 

Nel periodo paleocristiano non c’era un luogo sacro specifico per conferire il battesimo e si usava il “battesimo per immersione” nelle vasche.
 
Nel IV secolo  i cristiani cominciarono a costruire vicino le chiese gli edifici adibiti al battesimo, i battisteri,  con la vasca per l’immersione o col fonte battesimale. Col tempo vennero caratterizzati dal tamburo ottagonale e le decorazioni all’interno: mosaici o pitture parietali che mostrano scene bibliche, croci, pesci, cervi, alberi della vita, agnelli, monogrammi cristologici, ecc.. 
 
Gesù fu battezzato “Nell’anno decimo quinto dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea…”  (Lc 3, 1) Però “Subito dopo(aver ricevuto il battesimo)  lo Spirito lo sospinse nel deserto e vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano (Mc 1, 12 – 13).  Giovanni il battista  fu arrestato e Gesù tornò nella Galilea, per  cominciare la sua predicazione itinerante, che esula da questo topic dedicato al “tempo di Natale”, che liturgicamente viene concluso con la celebrazione del “battesimo di Gesù”.