Scrittura creativa
Scrittura creativa => Pensieri, riflessioni, saggi => Topic aperto da: Micio93 - Agosto 22, 2012, 20:53:25
-
Motivate ;D
-
A parte il fatto che dopo la seconda guerra mondiale si decise di realizzare un governo sovranazionale rappresentato dall'unione Europea proprio per scongiurare le probabili conseguenze negative dei nazionalismi, non credo che permetterebbero davvero più il nazionalismo ma ci hanno avviato ormai "all'Unione Europea". Comunque, tu hai aperto ll topic e tu dovresti motivare per primo.
-
Stati Uniti d'Europa economicamente e politicamente. Motivo certo: l'Unione fà la forza, ma poichè ogni nazione europea continua a essere individualista, temo che ci vorranno secoli perchè la cosa si realizzi e funzioni.
-
sono un indeciso tra Unione Europea - Stati Uniti d'Europa e nazionalismo, vedo dei risvolti positivi in entrambi i lati, anche se dubito su molti punti a riguardo degli Stati Uniti d'Europa, parlando di democrazia ma anche di culture, non possono funzionare come gli Usa, e non possono unire le culture tra di loro, agevolandone i viaggi turistici ma anche di studio, le culture degli stati europei sono troppo forti, e allo stesso tempo troppo deboli per un unione comune, anche perché la questione è sempre la stessa, i più ricchi non voglio cedere i loro stessi vantaggi ai meno ricchi e quindi c'è troppo nazionalismo tra i vari stati europei, meno in Italia, dove siamo già ben divisi al nostro interno; ma una cosa è certa, senza una politica comune, l'Unione Europea non riuscirà ad andare avanti, e gli Stati Uniti d'Europa rimarranno un sogno a dodici stelle, e cosa fondamentale, l'unione politica dovrebbe avere il consenso popolare d'ogni stato europeo, o non sarebbe una vera democrazia.. e ricordiamoci che non esiste nessuna cultura europea, quella che si professerebbe sarebbe soltanto una cultura artificiale, ma se vogliamo vederla in maniera Europea e quindi in grande, esiste la storia europea, ma non la sua cultura. Se vedessi anche un solo rappresentante forte e determinato di un futuro "Stati Uniti d'Europa" sarei favorevole ad esso, ma che mantenga in se il proprio credo "Unita nella Diversità", che dire anche "Uniti nelle Diversità" mi sembra corretto, preservando le proprie culture, non solo traducendo ogni testo nelle oltre 27 lingue, tra poco 28, il 1 luglio del 2013 entrerà la Croazia nell'Unione Europea, sono contrario all'entrata di Israele, come qualcuno vorrebbe, in quanto non è uno stato Europeo, sono contrario all'entrata della Russia come auspicava Berlusconi, per una serie di motivi, prima fra tutti per la falsa democrazia che vi è un Russia, per la sua politica non Europea, e sopratutto perché non desidero uno stato Euroasiatico governato da Mosca, ci sarebbe anche altro da dire, ma comunque, io attualmente non vedo nessun rappresentante di questa futura aggregazione di stati, per cui mi tengo neutrale rivalutando la situazione attuale in continuo cambiamento, una delle due scelte comporterà conseguenze negative da entrambi i lati, valutiamo e scegliamo, ricordandoci che le piccole nazioni non faranno molta strada rispetto alle grandi unioni, ma anche che le grandi unioni portano necessariamente alla fusione di più culture, perdendo il carattere distintivo che ha reso il mondo quello che è oggi.
-
Da notare che è per via dell'Unione Europea che in Italia c'è sempre meno lavoro.. e sempre più poveri (8 milioni), da notare che la politica comunitaria, vuole decentrare la cultura delle singole nazioni per omogeneizzarla, un ottimo modo per distruggere le culture nazionali a favore di una cultura artificiale Europea, una cultura aperta si, ma che non rappresenta niente, rispetto alla singolarità delle nazioni, attualmente l'Europa per come è impostata non funziona, va a vantaggio solo di poche nazioni, quelle che controllano appunto il mercato Italiano e delle nazioni in crisi, com'è possibile che in una nazione grande come la Spagna sia stata debellata la peste suina, e in una isola come la sardegna vi sia ancora? che poi non credo che le carcasse infette si lancino da sole in aziende specializzate, aziende con suini selezionati, meno di una settimana fa sono stati abbattuti 1600 suini, di una azienda che provvedeva a 1/3 del fabbisogno dell'isola, ora si è praticamente liberi all'arrivo di suini dalla spagna, non credo che qualche sardo preferisca la carne spagnola a quella sarda, non siamo a questi livelli, anche se in sardegna c'è ogni tanto l'invidia dei vicini, comunque, ora c'è meno lavoro per l'isola, e più lavoro per i spagnoli ;D
I libero mercato sta distruggendo le aziende delle nazioni più deboli.. e teniamo a mente che attualmente la ricchezza di una nazione è determinata dalla povertà di un'altra, europea o no, attualmente è così, è se c'è sempre meno lavoro be, è proprio grazie alla comunità Europea ;D
L'Europa non funziona, è impensabile una crescita in queste condizioni, per quanto sia bella l'idea degli Stati Uniti d'Europa, attualmente è così, sia per via dei nostri politici, che per via della globalizzazione.
-
Accipicchia ragazzo, l'Europa non funziona ma la tua testa sì ! Sai ragionare in maniera obiettiva, complimenti. Nei giovanissimi non riscontro in generale molta capacità critica; tu ce l'hai. Bravo.
Non sono mai stata in Sardegna ma senza dubbio deve essere una bellissima terra e mi dispiace che accadano fatti come quello che racconti. Sono vicina col cuore a tutti i sardi.
-
Grazie :)
E poi qualcuno si domanda, anzi fa battute idiote sul perché in sardegna la popolazione non aumenti, come la barzelletta di pessimo gusto di Paolo Villaggio, perché i pastori vanno con le pecore.. :-X
Si distrugge l'economia di un isola, non li si da neanche la possibilità di crescere, cosa pretendono che aumenti anche la popolazione? Qua è quasi tutta campagna, ovvio che i giovani cerchino altrove, di fatto io non ci rimango, per quanto bella possa essere, secondo me ovunque c'è terra c'è natura, vi è vita, ed è bellezza, la sardegna va bene per un relax.. ma per viverci è molto dura, per me impossibile, visto che non mi piace la mentalità dell'isola, e la sua parte di arretratezza, però è cultura, è andrebbe comunque preservata, cosa che invece non si fa, politici sardi uguali ai politici romani, politici uguali dappertutto, politici che per amministrare una nazione prendono più di un dirigente d'azienda, con la differenza che non producono ricchezza, che è una bella differenza ;)
Io non passo il tempo in discoteca, io mi diverto a conoscere ad informarmi :)
La cultura ci rende più forti, l'ignoranza ci rende schiavi.
-
Consentitemi ancora questo breve OT che poi si aggancia benissimo col tema del topic (e sarei per proporvi di trovare finalmente un termine italiano che sostituisca "topic" o l'ancor più brutto e meno pratico "thread").
Per quanto io comprenda il tuo bisogno di andare via, Micio, ti vorrei dire di non andartene via dalla Sardegna, o almeno non dall'Italia, come molti giovani fanno o vorrebbero fare. Non abbandonate questo Bel Paese che ha bisogno proprio di giovani come te per rinascere e per poter risplendere in tutta la sua meravigliosa bellezza non solo geografica. Tu sei figlio di questa terra madre, e come tutte le madri anziane e affaticate ha bisogno di te per essere accudita e difesa. Coraggio; bisogna lottare per conquistare le cose belle, altrimenti la nostra esistenza non avrebbe nessun senso e nessun sapore.
-
Scherzi? ;D
Io In Italia ci RIMANGO, voglio lottare per l'Italia, e in Italia che voglio vivere, e costituire con colei che sarà una famiglia, non di certo all'estero, ho intenzione di aiutare questa nazione, ho intenzione di fare il mio possibile, di dare il mio contributo, per rialzarla, per farla valere, e non renderla una subordinata di un Europa che funziona a vantaggio di poche nazioni, sai poi quanta voglia ho di imparare un altra lingua.. dalla sardegna me ne vado, perché l'unico modo per campare è avere una azienda agricola, cosa che io non ho, al massimo la casetta di campagna me la tengo, dista pure poco dal mare, giusto per farci una scappatella estiva ;D che poi come dice quel filosofo di mio padrino, danno più importanza alla conoscenza della lingua straniera e non a quella Italiana? è ridicolo che sia così, ma purtroppo lo è, se uno vuole lavorare in Italia deve conoscere la lingua Italiana, non una lingua straniera >:( la bellezza dell'Italia sta anche nella sua varietà di culture, dalla Siciliana alla Veneta, l'Italia è ricca di cultura, è per questo non può e non deve perdere la sua ricchezza a favore di cosa? di un europa Unita? mi sembra ridicolo, mi sembra ridicolo pensare che se avverrà l'unione europea, un giorno i nostri discendenti guarderanno le tombe Etrusche senza sapere che cosa siano, e a quale popolo ed epoca siano appartenute, no.. l'Italia è bella perché ha cultura, dobbiamo preservarla, noi Italiani per primi, perché come aveva detto una mia professoressa di contabilità ed economia.. con l'europa i prodotti di nicchia scompaiono, i prodotti tipici di ogni nazione non esisteranno più.. sai quella bella varietà di prosciutto, di formaggio, di fagioli, quelle varietà di animali, quelle varietà culinarie.. che fine faranno? dimenticate, cancellate in favore di un unione politica e di una cultura artificiale, l'europa esiste appena su una mappa nulla più.. nella realtà sono solo un mucchio di nazioni con culture ben diverse che hanno fatto con le loro guerre una storia in parte comune, null'altro più..
Io sono cittadino di questo modo è in quanto tale scelgo di dare il mio contributo per aiutare l'Italia, è una scelta che ho fatto già da tempo.. e tutti devono dare una mano, i giovani hanno solo il peso di un futuro non proprio roseo, anche se noi abbiamo il peso e la classe politica vecchia continua ad aumentare questo peso, le difficoltà a nostro carico, è come se i nostri genitori ci mettessero di continuo i bastoni tra le ruote per poter lavorare, per poter contribuire concretamente allo sviluppo nazionale, non so se ho reso l'idea.. certo è, che io non voglio avere il peso delle altre nazioni, non ho intenzione di veder svalutata la mia cultura e la mia lingua a favore di una cultura inesistente, di una che come origine e come futuro non mi appartiene.
Assolutamente d'accorto per trovare un altro termine, prima mangio e poi certo un termine Italiano.
Dobbiamo difendere i nostri sapori!
-
Fino a quando, la politica sarà usata come una clava sulle nostre teste nulla sarà realizzabile, solo se ci ricorderà che ogni essere umano ha il diritto a autorealizzarsi, senza sopraffare i suoi simili, si potrà parlare di umanità.
La politica è uno strumento usato dai potenti per controllare i popoli, non per fare il loro bene, in pratica è semper la legge del più forte.
Per non basta il nazionalismo perchè è limitante, l'eruopeismo è una corda al collo ...vedi il trattato di Lisbona.
-
Per non basta il nazionalismo perchè è limitante, l'eruopeismo è una corda al collo ...vedi il trattato di Lisbona.
Concordo, però una delle due dipende dal punto di vista che "dovrebbe" essere migliore dell'altra.. ma quale?
-
Nessun'altro che commenta? :sad:
-
A giudicare dalla molto esigua quantità delle risposte si evince di quanto la massa sia incapace di riflettere attentamente e prendere attivamente posizioni su determinati argomenti di economia e di politica molto importanti ed influenti sulla nostra qualità della vita sia presente che futura.
-
non posso che concordare.. visto che è una cosa che ho notato anche io in molti commenti di molte pagine su fb nazionalistiche, la maggior parte dei commenti sono privi di sostanza, manca la parte centrale che sono le idee, manca la discussione a fronte di soli pochissimi commenti di rilievo, manca una coscienza attiva sulla realtà che ci circonda, accettando così impassibili i cambiamenti perlopiù negativi, senza una risposta dalla voce del popolo, aihmé ritengo che come manchi una persona di un futuro stati uniti d'europa, ritengo che manchi un vero Condottiero, Liberatore, un Vera persona capace di rialzare le sorti dell'Italia, e perché no.. rendere fieri di appartenere alla cultura Italiana! L'Italia dalla Sicilia al Veneto è uno stato immensamente ricco di cultura, cultura messa a rischio dall'europa.
-
Ha ragione Pandora, Micio sa riflettere e ragionare benissimo. Tanto di cappello, a parte
le utopie in cui profonde il suo entusiasmo.
Io invece, da pigra quale sono, mi limito a dire che detesto questa Europa artificiale e palla
al piede, in cui bisogna andare tutti d'accordo e non si va d'accordo per niente, in cui si
dovrebbe essere solidali ma a nessuno frega dell'altro ( piu' propensi a fregarlo ).
Ora mi metto la cenere in capo e potete buttarmi fuori xche' non ho motivato niente : coraggio,
sono pronta ad essere " pedata " fuori e in compenso leggero' voi.
-
Grazie Piccolofi, ma le utopie sono impossibili per cui le lascio nella mia mente, se mai sarò tentato di fare in grande, lascerò che le utopie mi siano da ispirazione per una realtà migliore per tutti, utopie che poi.. quali utopie? ;D
Scherzi? Anche io sono pigro, in determinati momenti certo.. quando non ho voglia di commentare qualcosa che non mi interessa, o quando non ne sento il momento ;)
-
"Ora mi metto la cenere in capo e potete buttarmi fuori xche' non ho motivato niente : coraggio,
sono pronta ad essere " pedata " fuori e in compenso leggero' voi."
Perché dici questo? Non si è liberi di pensarla come si vuole?
Riguardo all'unione Europea, le visioni d'insieme, e meno male, sono diversificate e variegate. E non solo per ragioni prettamente politiche! L'Europa, tranne che nelle visioni di Carlo Martello (intorno all'anno 1.000), non è mai veramente esistita. A meno che non venga considerata tale solo dopo le conquiste militari, e mi riferisco agli avvenimenti della 2^ Guerra mondiale, i cui risvolti e conclusioni sono tristemente noti a tutti!
Oggi si fatica molto a portare avanti il progetto d'Unione, per ragioni innanzitutto economiche: ragioni che obiettivamente tutti fatichiamo a comprendere e giustificare, tenuto conto che queste ultime sono dettate dalle leggi dell'alta finanza, cioè, ed in ultima analisi, dalle Banche (dell'intero pianeta) che negli ultimi 10 anni (in maniera particolare) hanno governato (troppo spesso) dettando scelte e progetti ai politici (spesso in luogo dei governanti o presunti tali). Tutto si complica quando, alle ragioni politiche ed economiche si vanno a sommare le differenze culturali e religiose che, da sempre, dividono e separano le genti europee. Ma questo è talmente evidente e vero, che tutti poi fingono ignorandolo.
-
Faber.. io credo sempre meno nell'europa, e non per i fatti economici ma per la cultura delle singole nazione, che col tempo verrebbero cancellate, e rammenta che il benessere di una nazione e determinata dalla povertà di un'altra, e secondo me la Nazionalizzazione dello stato con tanti bei dazi per le merci straniere ci vorrebbe per rialzare la nazione e il popolo Italiano, sono stanco di sentire ragazzi che quando vanno all'estero vengono derisi perché sono Italiani, e vengono trattati in malo modo, sono stanco di vedere tutta questa presa in giro da politici, banchieri e da tutti coloro che non sono esseri umani, ma solo persone egoiste e prive d'essere.
L'europa è il male per le culture, e io sinceramente preferisco difendere la cultura Italiana che è in assoluto secondo me, la più ricca d'europa alla faccia di un cultura artificiale che non sa di nulla come quella "europea". E Nazionalismo non è fascismo come molti tendono a tradurre.
-
Faber.. io credo sempre meno nell'europa, e non per i fatti economici ma per la cultura delle singole nazione, che col tempo verrebbero cancellate, e rammenta che il benessere di una nazione e determinata dalla povertà di un'altra, e secondo me la Nazionalizzazione dello stato con tanti bei dazi per le merci straniere ci vorrebbe per rialzare la nazione e il popolo Italiano, sono stanco di sentire ragazzi che quando vanno all'estero vengono derisi perché sono Italiani, e vengono trattati in malo modo, sono stanco di vedere tutta questa presa in giro da politici, banchieri e da tutti coloro che non sono esseri umani, ma solo persone egoiste e prive d'essere.
L'europa è il male per le culture, e io sinceramente preferisco difendere la cultura Italiana che è in assoluto secondo me, la più ricca d'europa alla faccia di un cultura artificiale che non sa di nulla come quella "europea". E Nazionalismo non è fascismo come molti tendono a tradurre.
Comprendo il tuo punto di vista che, tuttavia, non condivido. In un'era, la nostra, che vede le Nazioni del mondo, e non solo quelle europee, che cercano di unirsi al fine di superare le gravi difficoltà che attanagliano tutti, è oramai anacronistico parlare di separatismi o peggio di nazionalismi, che non lasciano spazio ad una visione ben più ampia del concetto stesso di nazione, inteso come capacità di governare al meglio, per il superamento delle crisi o delle criticità che ci riguardano oramai tutti. I problemi relativi alla fame, alle malattie e la stessa gestione delle risorse idriche nel mondo (tanto per citare alcuni dei problemi globali che interessano l'umanità) non possono essere superati se non attraverso una visione d'insieme, prima, e la ricerca delle soluzioni, poi, unendo tutte le forze a disposizione. Considera qui, come esempio di criticità, quel che sta accadendo alla Grecia (ma potrebbe riguardare anche la Spagna, l'Irlanda o il Portogallo a breve) ebbene, senza l'aiuto dei restanti Paesi membri della Comunità europea, difficilmente ne verrà fuori da sola! La lotta non è tra singoli Paesi, per l'autodeterminazione sui mercati esteri del prodotto nazionale; l'obiettivo da perseguire, invece, è il libero scambio tra Paesi, al fine di assicurare a tutti (e non solo ad alcuni) il benessere di tutti i cittadini che compongono gli Stati della Comunità europea. Non mi considero un visionario o, peggio, uno che guarda la vita con occhi sognanti, al contrario, è proprio perché parto da ciò che la storia dell'umanità ci insegna, che mi auguro che sia la ricerca del bene comune a prevalere sui particolarismi che, invece, hanno dato luogo ai conflitti mondiali che ben ricordiamo. Quello a cui tu fai riferimento, la difesa della cultura italiana, credo sia un falso problema, in tempi di globalizzazione economica e culturale, nella misura in cui tutti oramai tendiamo ad unificare, piuttosto che a dividere. Ma questo, ovviamente, non impedirà mai ai singoli stati europei di salvaguardare la propria cultura, ma mai per esigenze di contrapposizione ad altre culture! Semmai, nella consapevolezza dell'importanza di mantenere vive le singole culture che insieme formano la ricchezza culturale della "vecchia europa". Per quanto attiene ai maltrattamenti verso gli italiani all'estero, cui fai riferimento, ebbene penso che si dovrebbe ragionare per singoli casi e non generalizzando, facendo quindi riferimento a casi ben specifici, ragionando sulle situazioni che possono aver generato simili disdicevoli comportamenti. Avrai, quindi, ben compreso che sono fautore e difensore dell'apertura verso le altre culture europee, non temendone il confronto, semmai pensando ad un confronto sempre foriero di novità ed accrescimento culturale, come di un'occasione per arricchirsi, e giammai il contrario! Ripensa e rifletti su quei particolarismi culturali, dai quali le nazioni europee partirono per giustificare il primo ed il secondo conflitto mondiale. Nella diversità, accettata da tutti, stanno la crescita, il benessere e la vera democrazia, che potrebbero caratterizzare la civiltà moderna.
-
Comprendo anche io il tuo punto di vista, ma non è corretto sotto molti punti, e io non generalizzo mai, perché non esiste coscienza uguale.
Partiamo dalla crisi, quest crisi da cosa è nata? è nata a pensier mio dal volere di pochi per.. per cedere parte della sovranità nazionale (che appartiene al popolo) a una comunità economica per tentare di renderla politica, ma non per volere popolare, ma solo dei suoi rappresentanti, che di punto e in bianco hanno manifestato il loro favore a un stati uniti d'europa, allora a me sembrerebbe corretto che come è stato fatto in Svizzera e in Norvegia (in questi due stati sono stati fatti referendum per entrare nell'unione europea, rifiutati dal consenso popolare) sia fatto un referendum per accettare o meno la concessione di parte della sovranità nazionale a una comunità sovranazionale, o questo futuro stati uniti d'europa che si proclamerebbe "democratico" quando di democratico non ha niente in quanto mancanza del consenso popolare, uno stato illegittimo d'esistere, ridicola una cosa simile.. anche perché tu hai votato per caso per alla nomina del presidente del consiglio europeo (colui che rappresenta l'europa agli altri stati) Herman Van Rompuy? Direi di no.. Bel esempio di democrazia questo! Gli stati uniti d'europa se creati sotto la pressione della crisi economica (come stanno facendo) sarebbero - è uno stato Senza Legittimazione Popolare, oltre che uno stato distruttore della storia dell'umanità, perché l'idea di unificare cancellando il nostro passato senza neanche la volontà popolare porta alla scomparsa della cultura che ci rende diversi, che ci rende coscienti del nostro passato.
Per quei "problemi" quali gestioni idriche fame nel mondo (che mai sarà debellata se si continuerà con questo sistema economico e di gestione delle risorse) esistono i trattati internazionali, e non c'è altro da aggiungere.
La crisi è voluta, ed è a causa della globalizzazione e della comunità europea, queste riforme per incentivare il lavoro non funzioneranno, in quanto non vi è domanda di beni - risorse che non sia già soddisfatta dal aziende estere e dalle grandi multi-nazionali; """ l'obiettivo da perseguire, invece, è il libero scambio tra Paesi, al fine di assicurare a tutti (e non solo ad alcuni) il benessere di tutti i cittadini che compongono gli Stati della Comunità europea""" ma per favore.. se è stato dai vertici europei che l'euro non è stato creato per il bene delle popolazioni che compongono l'europa.. ed è più che evidente che è così, è più che evidente che il libero scambio ha mandato in malora molte aziende nazionali, parlo al passato, perché è difficile parlare al presente visto che le aziende in Italia a stento riescono a crescere, di fatto è stato riscontrato che nei settori agricoli dopo 5 anni, l'80% delle aziende chiudono nonostante gli enormi incentivi, chissà perché.. mah!
I particolarismi sono proprio ciò che ci rende diversi, ciò che ci rende ciò che siamo, la bellezza di essere ed avere qualcosa che mi distingue dall'altro, La mia Storia, e quindi si tratta di scegliere se cancellare la nostra identità culturale, la nostra storia a favore di un unione che è solo distruzione, poiché si tratta di identità ed io non sono disposto a cancellare la mia identità a favore di un'identità falsa, artificiale, che non mi dice nulla, che non mi racconta nulla del mio passato, che sa solo dirmi che un gruppo di persone in barba alla volontà della popolazione hanno deciso per interessi propri di cancellare la storia dell'essere umano, e non solo quella dell'essere umano.. io in quanto studente d'agraria so bene che un'unione porta irrimediabilmente alla distruzione della biodiversità, sai cos'è la biodiversità? È L'immensa varietà delle specie viventi che vivono oltre a noi nel pianeta che noi chiamiamo terra, e che stiamo barbaramente distruggendo a favore di colture a noi più utili, e con la cancellazione delle culture nazionali si perdono queste biodiversità, si perdono secoli della nostra storia, secoli di particolari coltivazioni di svariate varietà di Colture a favore di un "unione" che ci rende Tutti Uguali.
Ciò che tu chiami falso problema della cultura Italiana, è il valore fondamentale che mi permette di difendere qualcosa che rischia di scomparire, qualcosa che è Unico, qualcosa che non può essere cancellato solo in favore di cosa..? Spiegami in favore di cosa si vogliono unire singoli stati cancellandone la propria cultura? Per quale fine certe persone sono disposte a non sentire la voce della diversità per un voce uguale all'altra? Una cosa che non capisco è proprio questo, il fine dell'europa, se scompare la cultura di ogni singola nazione, noi.. cos'è che dovremo scambiare liberamente con gli altri stati, se è tutto uguale? Se la mancanza della preservazione della cultura Italiana porta irrimediabilmente alla scomparsa dei prodotti tipici di ogni regione? Non comprendo il senso di questa unione a dispetto del fatto che è solo distruzione per la nostra identità umana, l'unione non ci renderà più liberi, e tanto-meno uguali come ci vogliono far credere.. con questo sistema ci sarà sempre uno esageratamente ricco ed uno miseramente povero, ops.. vero.. a nessun grande fautore di questa unione interessa realmente il benessere della popolazione perché sennò non credo che avrebbero intelligentemente creato le "quote latte", "quote della vigna" o tante altre belle quote che limitano fortemente la produzione di beni primari per l'essere umano, e immagino che non sai che per decreto dell'unione europea (per mantenere un certo livello di concorrenza) vengono "buttati" enormi quantità di cibo ogni anno? Già.. e così la crisi non è voluta da alte cariche europee e non? A me pare invece proprio di sì..
Le guerre sono solo il modo in cui l'uomo (maschio) cerca di appropriarsi di beni che non gli appartengono, non hanno nulla a che fare con le culture nazionali, e non fare di tutta l'erba un fascio, e ricordati che l'europa non sarà mai e neanche lontanamente come gli stati uniti d'America che hanno una cultura forzata dal passare del tempo.
Perciò sarebbe bene invece che ripensassi tu a cosa stiamo andando in contro, perché non c'è confronto se non c'è diversità, è la diversità non si chiama europa.
-
Bravo bravo bravo, e un bacio grande grande a Micio da parte mia !
Sono d'accordissimo con tutto quello che scrivi, anzi aggiungo che è "grazie" all'Europa che molte aziende, specialmente del settore alimentare, o hanno fallito oppure hanno dovuto adeguarsi agli standard di bassa qualità dettati dall'Europa. Mentre i nostri prodotti alimentari erano (forse lo sono ancora) tra i più buoni e salubri al mondo. Facciamo uno tra i tantissimi esempi che potremmo fare:il cioccolato. Avevamo aziende con una tradizione invidiabile per la produzione del cioccolato fatto con ingredienti naturali e adatti. Come sono arrivate le norme europee in proposito, non possiamo più gustare dell'ottimo cioccolato !!!!
(si è capito che vado matta per il cioccolato?)
Faber, è inutile temere che i nazionalismi portino alle guerre. Le guerre ora sono anche e soprattutto economiche; anche la globalizzazione è una guerra dove c'è chi muore e chi invece si arricchisce sempre di più.
La guerra o la pace stanno sempre presenti e racchiuse nel cuore dell'uomo, sia se si realizza il nazionalismo sia se si realizza qualsiasi altra forma di governo.
-
Caro Stefano, continuo a rimanere, così come te, su posizioni diametralmente opposte alle tue. Pur tuttavia, ho molto rispetto delle tue idee, che francamente trovo anacronistiche ed eccessivamente tendenti ad essere nazionaliste. Di un nazionalismo che, pur apprezzabile per la parte culturale, della cui validità non ho mai messo in dubbio, è pur sempre limitativo e limitante nel settore commerciale come anche politico. Non credo che gli accordi per le cosiddette "quote latte" (tanto per fare un esempio) siano state studiate "ad hoc" dai politici europei per impoverire gli agricoltori italiani in favore di quelli di altri stati (olandesi, tedeschi o francesi?). No, questa tua convinzione non posso condividerla, anche perchè dovrei convincermi della "pazzia" dei politicanti della Comunità europea, che starebbero lavorando (a questo punto) contro gli interessi della stessa Unione!! La povertà di uno degli Stati Comunitari non può dare ricchezza agli altri, al contrario! Considera, come esempio, la situazione in cui versa la Grecia oggi. E ancora, ripensa a tutto ciò che le altre Nazioni europee stanno facendo per salvare la Grecia (pensa al fondo monetario per il salvataggio degli Stati membri). Per quanto attiene alle guerre, che citi nella tua disamina: ovviamente sono state fatte e verranno ancora fatte per le ragioni che tu spieghi. Ovvio! Ma ciò non toglie nulla alla mia speranza che si possa realizzare e mantenere la pace tra le nazioni, senza per questo annichilire nessuna cultura (come tu paventi), in un gioco politico di alleanze e patti paralleli e, quando necessari, trasversali (fatto cioè con Paesi appartenenti ad aree politiche "diverse" dalle nostre). Ancora, non m'interessa che l'Europa sia uguale o solamente simile agli Stati Uniti d'America, ci mancherebbe! Storia e cultura ci distinguono, ma non per queste ragioni ci devono per forza separare! E' qui sta il nocciolo dei ragionamenti che ci mantengono su posizioni assai distanti! Riguardo alla questione "confronto" che richiami a conclusione del tuo ragionamento (che riconosco assai complesso ed articolato): perché ci dovrebbe essere il confronto? Per chi o che cosa? Cui prodest? Ritengo, invece, che sono state nel passato. proprio le esigenze di confronto a portare a quei nazionalismi, sfociati poi puntualmente nelle lotte politiche e nelle guerre. A cosa stiamo andando incontro? Non lo so, non ho risposte nè certezze, nonostante io abbia il doppio dei tuoi anni. Ma diversamente da te, ho ancora fiducia e speranza che l'Uomo, che sia Nord americano o asiatico o russo o arabo (quindi di qualsiasi cultura o religione) agisca per l'Umanità e non contro di essa. Superando sempre i particolarismi e le chiusure mentali. Una nuova coscienza ed un modo nuovo di percepire ciò che ci circonda, credo che si abbia necessità di questo passo in avanti, per il futuro dei nostri figli e, con essi, del nostro pianeta. :)
-
"Faber, è inutile temere che i nazionalismi portino alle guerre. Le guerre ora sono anche e soprattutto economiche; anche la globalizzazione è una guerra dove c'è chi muore e chi invece si arricchisce sempre di più.
La guerra o la pace stanno sempre presenti e racchiuse nel cuore dell'uomo, sia se si realizza il nazionalismo sia se si realizza qualsiasi altra forma di governo."
[/quote]
Non posso essere d'accordo con la tua posizione, poiché ritengo, avendo letto molto materiale storico di cui sono molto appassionato, che proprio i nazionalismi come anche le religioni (quando troppo assolutistiche, pensa ad esempio ai "Talebani") sono stati la causa da cui si sono scatenate guerre, anche fratricide, con buona pace di coloro che pensano che i nazionalismi salvano una nazione o un popolo o una porzione di questi. Ritengo, invece, che il superamento dei particolarismi, l'apertura agli altri, anche se diversi per cultura, religione o interessi economici, possano essere la "via" che condurrà l'Umanità al superamento degli annosi problemi, che ci affliggono tutti.
L'unità è la forza e la risposta che la società del futuro dovrà dare a se stessa. Questo è il mio punto di vista, questa è la mia viva speranza.
:)
-
Nazionaliste? Sono Nazionaliste! Limitante è credere che il Nazionalismo non dia sviluppo politico e commerciale, guarda la Svizzera, la Norvegia, sono nazioni Nazionaliste eppure.. vanno a gonfie vele rispetto alle nazioni che fanno parte della comunità europea, regge l'Inghilterra perché non è nell'euro, a stento la Francia, e per la stessa Germania dopo il 2015 è previsto che abbia un calo di produttività non irrilevante, si sta giocando col futuro dei giovani, e chi è che manipola? Sempre la vecchia classe politica.. non tenendo conto che le tradizioni, la cultura, la biodiversità sono la Vera ricchezza di ogni singola nazione, se scompaiono c'è un enorme vuoto culturale che non può essere creato artificialmente come vuole l'idea europea, e l'europa non può preservare l'immensa cultura delle nazioni che la compongono, non può perché la distrugge.
Io non ho mai detto che le quote latte sono state studiate ad "hoc" per impoverire gli agricoltori Italiani per favorire quelli stranieri, ho solo affermato che sono state imposte per garantire un concorrenza di mercato, però visto che inventi cose.. allora ti mostro che la tua stessa invenzione è vera, meno di un mese fa sono stati abbattuti oltre 1600 capi suini, che provvedeva ai 2/4 del fabbisogno della regione autonoma della Sardegna per via della peste suina, un paio di mesi prima ne sono stati abbattuti oltre 3000 con la conseguenza che l'unione europea a vietato l'esportazione della carne sarda, fin qui sembrerebbe tutto normale.. quando invece ciò che si pongono le aziende suine e la regione, è come possa essere successo che aziende specializzate alcune con capi suini selezionati siano state infette dalla peste suina, nonostante i puntuali controlli e i sistemi di protezione da animali proveniente dall'esterno della struttura in cui circolano i suini, la riposta è che in ogni azienda sono state trovate carcasse di cinghiali e suini infetti dalla peste suina, peste Presente ormai Solamente in Sardegna, quando periti agrari e allevatori si chiedono come sia possibile che in un'isola come la Sardegna non sia stata ancora debellata la peste suina, la Spagna era riuscita a debellarla, e proprio dalla Spagna ora arriveranno le carni suine, fondamentale dato da notare è l'enorme danno lavorativo - economico ora in Sardegna, e io non credo che i Sardi preferiscano mangiare carne spagnola a quella Sarda, credo al contrario che ci sia di mezzo l'europa, anzi è più che evidente.. Questo è solo un dato di danno reale economico e sociale che ha portato l'europa, e come già scritto nel precedente messaggio.. la scomparsa della biodiversità a favore delle colture più commerciabili, scomparsa dell'artigianato tradizionale, scomparsa delle strutture archeologiche non adeguatamente salvaguardate, e scomparsa delle lingue, la lingua Sarda (perché io la considero una lingua) è stata Declassificata dall'europa a dialetto, quando nella lingua Sarda sono presenti termini linguistici Arcaici, Grazie europa l'enorme danno che ci stai facendo! Grazie politica europa che ci vuole decentrare, e far scomparire la nostra storia.
L'economia è frutto della cultura delle singole nazioni, scompare la cultura, scompare il motivo di dialogare.
La domanda che mi poni sul confronto, scusa.. ma la ritengo ridicola, perché davvero.. come possiamo essere aperti se non c'è il confronti tra due persone di due culture diverse? Che cosa avrebbero da imparare l'uno dall'altro? Niente in quanto appartengo a un'insieme di stati uniti.. uniti da cosa? Ne lingua, ne cultura, e una storia per più magra delle storie nazionali.. partire con l'europa significa commettere gli stessi errori del passato, e poi non capisco il fine, si può viaggiare commerciare in ogni stato, pur rimanendo una Nazione con un popolo ed una sua cultura! La Cultura di un popolo Non Può Essere messa seconda per un fatto puramente economico, altro che commerciale! La perdita dei nostri prodotti di nicchia comporta l'irrimediabile scomparsa di ogni forma di diversità di ogni Vera Bellezza. Io penso invece che un simile passo sia il danno più grande dopo le guerre passate e future per l'intero genere umano.
Possiamo convivere pacificamente, avendo una coscienza aperta al prossimo, pur mantenendo un'identità che ci distingue, in quanto è proprio la nostra identità il motore della nostra coscienza di essere umani, non possiamo e non dobbiamo permettere la scomparsa della cultura di ogni nazione, non c'è virtù, non c'è fine che merita tanto, che merita un simile scempio umano.
Fabrizio non si può togliere per nessun motivo la democrazia di ogni singolo cittadino, eppure dalla nascita della comunità europea tutto ciò è stato fatto, togliamo la maschera a questa unione che è solo distruttore poiché l'europa è una falsa democrazia, è il volere di ogni persona deve avere lo stesso peso di quello altrui, ma è più che evidente.. che tutto ciò non è stato rispettato..
"Faber, è inutile temere che i nazionalismi portino alle guerre. Le guerre ora sono anche e soprattutto economiche; anche la globalizzazione è una guerra dove c'è chi muore e chi invece si arricchisce sempre di più.
La guerra o la pace stanno sempre presenti e racchiuse nel cuore dell'uomo, sia se si realizza il nazionalismo sia se si realizza qualsiasi altra forma di governo."
Non posso essere d'accordo con la tua posizione, poiché ritengo, avendo letto molto materiale storico di cui sono molto appassionato, che proprio i nazionalismi come anche le religioni (quando troppo assolutistiche, pensa ad esempio ai "Talebani") sono stati la causa da cui si sono scatenate guerre, anche fratricide, con buona pace di coloro che pensano che i nazionalismi salvano una nazione o un popolo o una porzione di questi. Ritengo, invece, che il superamento dei particolarismi, l'apertura agli altri, anche se diversi per cultura, religione o interessi economici, possano essere la "via" che condurrà l'Umanità al superamento degli annosi problemi, che ci affliggono tutti.
L'unità è la forza e la risposta che la società del futuro dovrà dare a se stessa. Questo è il mio punto di vista, questa è la mia viva speranza.
:)
[/quote]
Fossi solo tu appassionato di Storia.. ebbene devo forse menzionare la Jugoslavia? o Preferisci l'Unione Sovietica? o Ancora l'Irlanda? Tutte nazioni che controllavano altre culture.. ed infatti si è visto quanti massacri ci sono stati, quante persone sono state barbaramente uccise in favore di un'unione non decisa, non voluta, bella pace che prospetta l'europa.. proprio bella..
L'apertura agli altri come già scritto può avvenire mantenendo stati nazionali con una propria cultura a salvaguardia dell'identità di ogni cittadino, l'apertura mentale può avvenire allo stesso modo, ma senza per questo doverci unire, o come per ora hanno intenzione di fare.. di cedere parte della sovranità nazionale ad una comunità Da Me non Voluta, e che Non riconosco.
Scusa.. ma perché se l'unità fa la forza, chi fa da se fa per tre? La tua speranza dall'alto dei tuoi anni è una speranza che a noi non prospetta un futuro..
Ho azzerato i voti, in quanto presa di posizione da alcune parti, esempio la mia, siete invitati a rivotare, e scusate per questo errore!
-
" Fossi solo tu appassionato di Storia.. ebbene devo forse menzionare la Jugoslavia? o Preferisci l'Unione Sovietica? o Ancora l'Irlanda? Tutte nazioni che controllavano altre culture.. ed infatti si è visto quanti massacri ci sono stati, quante persone sono state barbaramente uccise in favore di un'unione non decisa, non voluta, bella pace che prospetta l'europa.. proprio bella..
L'apertura agli altri come già scritto può avvenire mantenendo stati nazionali con una propria cultura a salvaguardia dell'identità di ogni cittadino, l'apertura mentale può avvenire allo stesso modo, ma senza per questo doverci unire, o come per ora hanno intenzione di fare.. di cedere parte della sovranità nazionale ad una comunità Da Me non Voluta, e che Non riconosco.
Scusa.. ma perché se l'unità fa la forza, chi fa da se fa per tre? La tua speranza dall'alto dei tuoi anni è una speranza che a noi non prospetta un futuro.."
"La tua speranza dall'alto dei tuoi anni è una speranza che a noi non prospetta un futuro.."
Non è solo la "mia speranza" (per fortuna!) ma quella di molti altri che la pensano come me. Anni a parte s'intende! Sei angosciato dai problemi economici che investono la tua terra, la Sardegna. Questo lo comprendo e lo condivido, prima come cittadino italiano, poi come cittadino del mondo. Ed esserlo nulla toglie alla consapevolezza che la crisi che si sta vivendo nella vostra meravigliosa Isola, è una crisi che riguarda tutti. Nessun popolo o Nazione esclusi. Ed è proprio questo il punto del mio ragionamento: non è più pensabile, oggi diversamente da ieri, che la politica di una potenza possa sottomettere un'altro Paese o sistemi di Paesi, diversamente organizzati. Devo qui ricordarti che, al termine della 2^ guerra mondiale, i Paesi tutti sentirono la necessità di costituire un sistema politico-militare che potesse agire come sistema difensivo e deterrente nei confronti di chiunque volesse colpire qualcun'altro, approfittando di una situazione di forza, politica e militare. Le Nazioni Unite e la Nato, sino ad oggi, hanno lavorato egregiamente per mantenere la pace nel pianeta. Naturalmente, è un'organizzazione perfettibile, mostra gli acciacchi degli anni, ed una certa stanchezza nel prendere le decisioni negli ultimi periodi, lo ammetto. Ma non per questo dobbiamo arrenderci od essere pessimisti oltre ogni ragione. La mia speranza, quindi, rimane tale, rimanendo convinto che l'Unione fa la forza, non divide, non allontana e, anzi, aiuta nel confronto a trovare le soluzioni. Soluzioni che, rimanendo separati nei propri principi, alimentati dalle diffidenze, non possono essere nè trovate nè applicate. :)
-
Hai quotato una mia parte precedente, eppure non vedo risposta a ciò.. mah!
Io non nutro speranza, io nutro desiderio, e come te non sono il solo a pensarla così.
Angosciato? no.. non sono così tanto angosciato, sono soltanto rammaricato che l'essere umano non ha ancora scelto il bene di tutti al proprio egoismo, cosa di fatto quasi impossibile. Ebbene allora che ti ricordi che "quel tutti" che tu affermi non sono altro che pochissime persone, non le nazioni, non il popolo, ed è inutile che ignori il fatto che l'europa che tu speri possa essere democratica, perché fin dalla nascita non è lo stata, e non lo è. La Nato? l'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord? Non mi sembra che abbia garantito la pace nel pianeta, ma solo in una porzione di essa oltretutto col deterrente delle armi, che bel modo di garantire la "pace" alla faccia del dialogo, l'Onu mi va anche bene, ma non mescolare i "doveri" e "poteri" della nato, con quelli dell'Onu, alla nato per esempio non interessa ciò che succede nel sud America, di conseguenza non salvaguarda l'intero pianeta. L'unione che intendi tu, divide.. eccome se divide! Io non ci tengo che un giorno altri essere umani si dovranno ammazzare per rivendicare i poteri nazionali, i poteri del popolo, causati da una unione che di democratico non ha Niente; e ripeto che le soluzioni si possono trovare benissimo anche senza essere uniti come tu speri, e le diffidenze, i principi be.. non volerli e non ascoltarli sono un chiaro esempio di non democrazia.
-
Hai quotato una mia parte precedente, eppure non vedo risposta a ciò.. mah!
Io non nutro speranza, io nutro desiderio, e come te non sono il solo a pensarla così.
Angosciato? no.. non sono così tanto angosciato, sono soltanto rammaricato che l'essere umano non ha ancora scelto il bene di tutti al proprio egoismo, cosa di fatto quasi impossibile. Ebbene allora che ti ricordi che "quel tutti" che tu affermi non sono altro che pochissime persone, non le nazioni, non il popolo, ed è inutile che ignori il fatto che l'europa che tu speri possa essere democratica, perché fin dalla nascita non è lo stata, e non lo è. La Nato? l'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord? Non mi sembra che abbia garantito la pace nel pianeta, ma solo in una porzione di essa oltretutto col deterrente delle armi, che bel modo di garantire la "pace" alla faccia del dialogo, l'Onu mi va anche bene, ma non mescolare i "doveri" e "poteri" della nato, con quelli dell'Onu, alla nato per esempio non interessa ciò che succede nel sud America, di conseguenza non salvaguarda l'intero pianeta. L'unione che intendi tu, divide.. eccome se divide! Io non ci tengo che un giorno altri essere umani si dovranno ammazzare per rivendicare i poteri nazionali, i poteri del popolo, causati da una unione che di democratico non ha Niente; e ripeto che le soluzioni si possono trovare benissimo anche senza essere uniti come tu speri, e le diffidenze, i principi be.. non volerli e non ascoltarli sono un chiaro esempio di non democrazia.
Caro Stefano, ho tenuto nella debita considerazione i rispettivi punti di vista; considerato che (ovviamente) ciascuno rimane nella propria posizione e non spera, di certo, di convincere l'altro circa la giustezza dei propri assunti e principi; ritengo che a questo punto della conversazione, visto che l'argomento in causa è stato da entrambi ampiamente sviscerato, anche grazie al contributo di altri protagonisti che sono intervenuti qui su zam, prendo congedo da questo post e come avveniva tra i cavalieri nel medioevo, in occasione delle disfide in singolar tenzone, ti rendo l'onore delle armi poichè hai lottato sempre per sostenere le tue idee. Ma non illuderti con questo di aver fatto breccia nella fortezza delle mie convinzioni. Come anch'io del resto non ho mai sperato di poterlo fare con la tua (fortezza intendo!). Del resto, anche questa è democrazia. Non credi? Ci risentiremo qui su zam, o altrove, per altre dispute! Faber, il navigante.
:)
-
Ciao ciao Faber,
io sono totalmente d'accordo con Micio.
L’ho detto e lo ripeto: la pace e la guerra sono nel cuore dell’uomo, nella sua natura, non nelle forme di governo, e non credo affatto che governi sovranazionali che con metodi comunque coercitivi intendono “unire” possano garantire la pace, ma quale pace?
La pace la si garantisce solo mettendo in pratica e facendo rispettare seriamente la giustizia, e null’altro.
Ciò che stiamo subendo e subiremo con l’Europa sono soprattutto una serie di ingiustizie.
Inoltre sono convintissima che ognuno di noi ha fondamentalmente bisogno della propria identità anche culturale, riconoscendosi anche nelle proprie radici storiche, linguistiche e religiose che si differenziano dalle altre.
La pace, la solidarietà tra i popoli, l’accoglienza possono realizzarsi solamente ed innanzitutto se ogni diversità è rispettata, riconosciuta, accolta e amata dagli altri ma rimanendo ognuno nella propria nazione, magari aiutati dalle altre nazioni per crescere sia civilmente che economicamente.
Soltanto allora ci potrà essere tra i popoli un’autentica apertura e accoglienza reciproca; e soltanto allora potrà nascere realmente il “Cittadino del mondo”.