Scrittori presenti: 21096
Menu
|
|
Recensione Andrea Di Consoli LA NAVIGAZIONE DEL PO
Andrea Di Consoli è narratore, poeta, critico letterario e consulente editoriale. Dopo il grande successo del romanzo d'esordio "Il padre degli animali" (2007), edito da Rizzoli, torna alla poesia con "La navigazione del Po" per i tipi di Aragno (euro 15).
Un’opera in versi, questa, che prosegue il discorso incentrato sulla paternità già affrontato nella silloge di poesie di “Discoteca” e con il romanzo “Il padre degli animali”, ma che segna anche l’evolversi di una riflessione avviata in toni aspri e forti nei racconti di “Lago negro”.
Qui la ricerca dei padri si fonde con la scoperta e la consapevolezza dell’essere padre e con i forti riferimenti alla tradizione, alla famiglia e alle radici.
Segue un’intervista all’autore.
- Andrea Di Consoli si sente più narratore o poeta?
"Mi sento più poeta, avendo sempre, della poesia, gli scatti improvvisi, le irrazionalità, le ustioni interiori di una conoscenza per epifanie e per rivelazioni. Sono uno scrittore irrazionale, quindi poetico".
- Qual è il ruolo della narrativa e della poesia, oggi? Ritieni che riescano a rappresentare l'animo e la vita dell'uomo del nuovo millennio?
"La letteratura non deve rappresentare niente. Deve tentare, sempre, ogni volta, di acciuffare barlumi di verità, cioè di eternità. Brancoliamo tutti nel buio, scrittori e non scrittori. E io immagino questo viaggio - la vita, intendo - come una caccia collettiva dove qualcuno, ogni tanto, grida: "Venite, l'ho trovato". Ci lanciamo dei segnali tra di noi. Ma la posta in gioco è l'eternità, la luce eterna".
- In questo nuovo libro rappresenti anche l'universo famigliare mettendo in risalto le figure del padre e della madre, della moglie e del figlio. Quanto è importante il ruolo della famiglia, oggi?
"La famiglia è il nucleo primigenio - il primo cerchio - dove troviamo forza, comprensione, amore. Nella famiglia facciamo la vera esperienza dell'amore. Qui ci disfiamo della parte più ottusa di noi - dell'egoismo, dell'accecamento individualista. Lo scrittore è un fragile cacciatore di verità, e senza un nucleo protettivo così forte, la ricerca della verità diventa difficile, o forse impossibile".
- Tra le altre cose affronti, ancora una volta, i temi classici della malattia e della morte. Sono temi fondamentali e universali. Ritieni che la società odierna li consideri con la dovuta profondità?
"La nostra società è ottusa, perché considera la malattia e la morte come prevedibile e accidentale. Insomma, ammalarsi e morire non è una sfortuna. E' un destino. E noi siamo disabituati a dialogare con il nostro destino. Come scrittore mi sento indignato dal modo indegno con cui viene affrontata oggi la malattia e la morte. Non si muore perché ci si ammala, ma ci si ammala perché bisogna morire. Si ama di più, con la prospettiva della morte nel cuore. Ma questo i dietologi, i medici-profeti, gli ottusi ottimisti del nostro tempo non possono capirlo".
- Questa silloge di poesie è stata edita da "Aragno", piccola casa editrice diretta (fino a qualche mese fa) dal compianto Raffaele Crovi. Cosa ha significato, per te, vedere pubblicata questa tua opera dopo la scomparsa di questo grande letterato?
"Il mio libro di poesia è stato l'ultimo a cui ha lavorato Raffaele Crovi prima di lasciarci per sempre (conservo le minute delle sue correzioni). Crovi è un amico che è morto. E' nel mio cuore e nei miei pensieri. La sua opera e la sua presenza è in me, come non fosse mai morto. Lo immagino che dorme sorridente nel piccolo cimitero appenninico in cui è sepolto".
- Progetti per il futuro?
"Il 2 aprile esce per Rizzoli il mio nuovo romanzo, "La curva della notte". Poi ho in mente di scrivere dei racconti, e poi un altro romanzo".
Massimo Maugeri
www.letteratitudine.blog.kataweb.it
Di Massimo Maugeri
Ti piace la scrittura creativa, la poesia e parlare di letteratura? Perche' non vieni sul forum di zam per incontrare nuovi amici con la tua passione!
|
|
Ora puoi inserire le news di zam.it sul tuo sito. Pubblica le news
|